A Pensar Bene Si Vive Meglio: Come Superare I Pensieri Irrazionali

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Marta Giner Alventosa

Ti sei chiesto/a come mai davanti alla stessa situazione le persone reagiscono in modo diverso? Sei qui allora è perché la risposta è sì. 

Spesso crediamo che sono le situazioni a provocarci certe emozioni ma con questo articolo scopriamo l’elemento mediatore, quello che fa sì che filtriamo la realtà in modo più o meno razionale: il pensiero. 

Il libro che propongo illustra le principali idee irrazionali sistematizzate da Albert Ellis, uno dei padri della Terapia cognitivo-comportamentale, e da Robert A. Harper. Ripercorrendolo insieme, impareremo a riconoscerle per diventare consapevoli di esse e iniziare a pensare in modo più razionale e, di conseguenza, vivere meglio.

1. Sentiamo come pensiamo

Davanti a una situazione che ci crea disagio, la cosa che viene più facile è identificare ciò che proviamo. Ad esempio, se ho paura di volare, alla sola visione dell’aereo avrò chiarissimo che ciò che sento è ansia. Ciò che non mi risulterà così facile, invece, è identificare cosa sto pensando nel momento in cui vedo l’aereo. Quindi, concluderò che è la situazione “volare” (e non altro) a causare l’ansia e, probabilmente, inizierò a evitare di prendere l’aereo per stare meglio. Invece, se non ho paura di volare, davanti alla visione dell’aereo, potrei provare gioia.

Qual è però la differenza tra questi casi? Il pensiero, ovvero come interpretiamo la situazione in sé. Questo è il nocciolo del lavoro cognitivo all’interno della Terapia Cognitivo-Comportamentale.

Tornando ai nostri esempi, nel primo caso (paura di volare) la persona che ha provato ansia sicuramente interpreta la situazione come minacciosa con pensieri tipo “prendere l’aereo è pericoloso quindi devo evitarlo per non mettermi a rischio”. Per chi invece volare è una gioia, è probabile che abbia interpretato la situazione come un’opportunità con pensieri come “finalmente vacanza!”.

2. Le idee irrazionali

Gli autori Ellis e Harper nel suo libro “A pensar bene si vive meglio” presentano, quindi, una sistematizzazione in tematiche di questo modo di pensare irrazionale. Le chiamano idee irrazionali e dedicano un capitolo a ognuna di esse per analizzare i motivi per cui sono tali e proporre pensieri alternativi. Ecco le 10 idee irrazionali:

  1. L’idea che dobbiate ricevere l’amore o l’approvazione di tutte le persone significative della vostra vita;
  2. L’idea di dover essere in tutto e per tutto competenti, adeguati e realizzati;
  3. L’idea che le persone non debbano assolutamente agire in modo ingiusto e riprovevole e che, quando lo fanno, dobbiate incolparle e maledirle, considerarle cattive, corrotte e malvagie;
  4. L’idea che dobbiate considerare le cose spaventose, terribili, orribili e catastrofiche quando siete seriamente frustrati o quando venite trattati in modo ingiusto;
  5. L’idea che si debba sentire infelici quando si subiscono pressioni ed esperienze difficili, e che si abbia una scarsa capacità di controllare i propri sentimenti disturbati impossibili da cambiare;
  6. L’idea che se qualcosa è pericoloso o spaventoso, dovete esserne ossessionati e cercare freneticamente di sfuggirgli;
  7. L’idea che si possano facilmente evitare molte difficoltà e responsabilità riuscendo lo stesso a vivere una vita appagante;
  8. L’idea che il passato rimanga fondamentale e che, poiché un tempo qualcosa ha fortemente influenzato la vostra vita, continui a determinare i vostri sentimenti e comportamenti oggi;
  9. L’idea che le persone e le cose debbano assolutamente essere migliori di come sono e che è spaventoso e terribile non poter cambiare i fatti sgradevoli della vita in modo che ci vadano bene;
  10.  L’idea che si possa raggiungere il massimo della felicità umana con l’inerzia e l’inazione o semplicemente “divertendosi” passivamente e senza sforzo.

3. Un’alternativa più razionale

La caratteristica comune alle idee irrazionali esposte nel paragrafo precedente è che diventano pretese proprio per come sono formulate in modo assolutistico e pieno di “devo”. Le percepiamo, quindi, come bisogni indispensabili. Quindi, se non vengono soddisfatte, ecco che avviene la catastrofe e compaiono emozioni come ansia, rabbia o tristezza.

Ellis e Harper, invece, propongono flessibilizzare il pensiero facendolo diventare più razionale. Come? Innanzitutto, trasformando le pretese in desideri. Nel caso non saranno soddisfatti, proveremo il normale dispiacere ma niente di più.

Tornando al nostro esempio iniziale, se ho paura di volare ma penso “è vero gli incidenti aerei accadono però sono poco probabili. Inoltre, preferisco correre un basso rischio e visitare la città che rimanere a terra senza viaggiare” prenderò l’aereo con ansia ma non con un’ansia tale da paralizzare la mia vita. Questa è l’ottica razionale!

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