Abuso Emotivo: Sintomi, Cause e Cura

Abuso Emotivo: Sintomi, Cause e Cura

Articolo scritto dalla Dr.ssa Giulia Radi

In questo articolo affronteremo il tema dell’abuso emotivo: di cosa si tratta, come riconoscerlo, quali sono le cause, come gestirlo e quali terapie sono raccomandate alle persone coinvolte. Spero vivamente che possa essere un utile strumento per le persone che si trovano a vivere situazioni di questo tipo.

1. Che cos’è l’abuso emotivo?

L’abuso emotivo, per definizione, è il tentativo deliberato di una persona di spaventare, umiliare, isolare o ignorare l’altra. Questo comportamento viene normalmente messo in atto all’interno di relazioni strette e continuative, come le relazioni familiari e amicali, fino anche a quelle lavorative. Più spesso sentiamo parlare di abuso emotivo all’interno di una coppia.

L’abusante tende ad instaurare con la propria vittima un rapporto volto a renderla insicura, attraverso aggressioni verbali sfocianti in un controllo assoluto e in un potere su di lei. L’abuso emotivo si manifesta attraverso il controllo, l’isolamento, la gelosia patologica, la molestia assillante, le critiche avvilenti, le umiliazioni, le intimidazioni, l’indifferenza alle richieste affettive e le minacce.

Per inquadrare la dinamica dell’abuso emotivo, è necessario comprendere che ci troviamo nell’area della violenza psicologica. La violenza può assumere diverse forme: da quella fisica, a quella sessuale, a quella economica, fino appunto a quella psicologica, che è quella più difficile da riconoscere perché non lascia segni sul corpo o in un luogo fisico. 

La violenza si differenzia dal conflitto, dove i partner hanno lo stesso grado di potere nella relazione (ad esempio, sono liberi di arrabbiarsi e di dire la propria opinione). Nella violenza invece c’è una relazione asimmetrica (una persona in posizione “up” e una in posizione “down”) garantita dalla paura che l’abusante incute nella sua vittima.

Quando parliamo di violenza all’interno delle relazioni intime, spesso sentiamo nominarla come violenza di genere, ovvero quella forma di violenza di un genere nei confronti dell’altro che convenzionalmente si riferisce alla violenza degli uomini nei confronti delle donne, conseguenza di una cultura ancora profondamente patriarcale. In Italia le statistiche parlano chiaro: una donna su tre in Italia riferisce di aver subito o di subire una qualche forma di violenza di genere (tratto da “Il numero delle vittime e le forme della violenza”; dati Istat, 2014). La violenza psicologica viene spesso normalizzata o minimizzata, pertanto non viene interamente intercettata dalle statistiche andando a costituire il cosiddetto “numero oscuro”.

2. Come riconoscere l’abuso emotivo? 

La persona che subisce queste condotte svilupperà insicurezza e paura che potrebbero sfociare in manifestazioni di ansia fino ad attacchi di panico, vissuti depressivi che possono sfociare in comportamenti autodistruttivi (ad esempio, abuso di sostanze o autolesionismo), disturbi psicosomatici (solo per citarne alcune: emicranie, malattie della pelle, intolleranze, allergie, altri stati infiammatori come cistiti, gastriti, coliti), problematiche nella gestione della propria quotidianità (ad esempio relazioni e lavoro). Spesso, chi vive questa condizione, non si rende conto di stare entrando in un vortice di alienazione e di malessere e può, solo dopo, ricorrere a richiedere aiuti perché si rende conto che qualcosa non va. 

3. Come uscire dall’abuso emotivo?

Riconoscere di attraversare un momento di difficoltà è il primo passo per uscirne. 

Se vi riconoscete nelle dinamiche relazionali sopra descritte o vi riconoscete nelle conseguenze elencate, o se siete in dubbio rispetto alla vostra situazione, potete valutare di rivolgervi al 1522, il numero Antiviolenza e Stalking nazionale, che vi segnalerà quali sono le organizzazioni esperte sul tema nel vostro territorio. 

Qualora alle condotte di abuso emotivo, siano associate altre condotte che possono risultare pericolose per l’incolumità della persona che le subisce, sarà fondamentale rivolgersi anche alle Forze dell’Ordine, che lavorano in collaborazione con le organizzazioni antiviolenza del territorio.

Per poter riprendere in mano la propria vita e tornare a fiorire, potrà inoltre essere utile accompagnare a questi interventi un percorso su di sé attraverso la psicoterapia. L’obiettivo sarà quello di comprendere le cause del proprio malessere per riuscire a gestire le conseguenze dell’abuso subito eliminando i sintomi (che sappiamo essere dei “segnali” di malessere che, se ascoltati, non hanno più ragione di continuare ad esistere) rimettendosi al centro della propria vita.

Una psicoterapia focalizzata sul trauma, o una psicoterapia con terapista EMDR sono raccomandate in queste situazioni poiché, come sosteneva Judith Herman, psicoanalista americana autrice del testo “Guarire dal trauma” che ha lavorato per tutta la vita con donne sopravvissute alla violenza: «I maltrattamenti familiari sono paragonabili, negli effetti psicologici che provocano sulle vittime, ad altre situazioni traumatizzanti come i disastri naturali, le guerre i sequestri di persona».

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