Ansia da prestazione: sintomi, cause e cura

Ansia da prestazione_ sintomi, causa e cura

Articolo scritto dalla Dr.ssa Serena Santagostino Pretina

L’ansia da prestazione è un disturbo conosciuto e spesso menzionato dalle persone. Ma di cosa si tratta realmente? In questo articolo cercheremo di capirlo insieme, partendo dai sintomi e dalle possibili cause che possono aiutarci a riconoscerla, fino ad esplorare delle possibili strategie per poterla affrontare; tra queste vi è la possibilità di iniziare un percorso psicologico. 

1. Che cos’è l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione non va confusa con l’ansia “sana”, che è un’emozione adattativa che ci consente di affrontare eventi o situazioni nuove, che talvolta possono essere percepite come minacciose. 

È invece una condizione che nasce dall’eccessiva preoccupazione o dalla paura sproporzionata di un evento futuro, che richiede una determinata performance e a cui si associano generalmente paura del fallimento e del giudizio, senso di inadeguatezza, senso di impotenza, e la percezione che il risultato sia irraggiungibile. 

La persona può percepire una discrepanza tra la prestazione che gli viene richiesta e le proprie capacità, perciò inizia ad avere pensieri negativi rispetto alla prova e a prefigurarsi vissuti di umiliazione e di rifiuto in seguito al fallimento. Tale condizione può colpire sia maschi che femmine, e si può verificare a tutte le età. Gli ambiti di vita in cui può presentarsi sono molteplici: scolastico, lavorativo, sportivo, artistico, relazionale, sessuale. 

2. Ansia da prestazione: I sintomi

I sintomi dell’ansia da prestazione sono simili a quelli che caratterizzano i disturbi d’ansia, con la differenza che si legano al pensiero dell’evento fonte di preoccupazione; possono infatti accrescere e peggiorare con l’avvicinarsi dell’evento stesso. I sintomi più comunemente sperimentati sono i seguenti: irritabilità e stress, insonnia, iperventilazione, tachicardia, tremori, brividi, eccessiva sudorazione, sudore freddo, bocca secca, stretta alla gola, nausea, tensioni muscolari, rossori. Molte persone provano anche un senso di annebbiamento della mente con difficoltà di concentrazione e di memoria, oltre a difficoltà nei movimenti e senso di goffaggine. Frequentemente si associano a questa condizione anche disturbi del desiderio sessuale e difficoltà digestive.

3. Ansia da prestazione: le cause

Le cause di questa condizione sarebbero da ricercare nella combinazione di caratteristiche personali e ambientali. Tra i fattori che espongono maggiormente al rischio di soffrirne vi sono una bassa autostima, la paura del fallimento, del giudizio e del rifiuto da parte degli altri. L’eccessiva importanza data al successo, l’estenuante ricerca della perfezione, e un’eccessiva focalizzazione sul risultato invece che sulle proprie azioni volte a raggiungerlo, sono tutti elementi che possono generare e alimentare l’ansia prestazionale.

4. Come superare l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione può essere fronteggiata grazie ad alcune strategie, come l’utilizzo di integratori naturali, praticare regolarmente attività fisica, yoga o meditazione, mantenere un’alimentazione sana e una routine equilibrata, nel rispetto dei ritmi sonno-veglia. Nonostante tali soluzioni siano utili, è bene valutare di iniziare una terapia psicologica, in quanto sottovalutare l’ansia da prestazione può avere effetti negativi sulla qualità della vita e sul raggiungimento di obiettivi futuri, tra cui la comparsa di disturbi d’ansia (disturbo d’ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie, ecc). 

5. Come curare l’ansia da prestazione con la terapia psicologica

Tra le varie strategie attuabili per affrontare questo problema, quella principale rimane il ricorso a un aiuto psicologico. Esistono diverse correnti di pensiero e approcci alla psicoterapia che possono aiutare a risolvere il problema, utilizzando teorie e metodologie diverse; tuttavia, indipendentemente da quella che si sceglie, per lavorare al meglio è importante stringere una buona alleanza con il terapeuta, basata sulla fiducia e sul sentirsi a proprio agio. È bene considerare che, nei casi più gravi, può essere utile valutare il ricorso a una terapia farmacologica da abbinare al percorso terapeutico, così da poterlo affrontare con maggiore tranquillità e consapevolezza. Questo passaggio però va fatto sempre sentendo il parere di un esperto che possa consigliare il giusto farmaco.

5.1. Psicoterapia sistemica-relazionale

L’attenzione di questo tipo di approccio non si limita all’individuo, ma si espande alle sue relazioni e al contesto in cui è inserito. L’origine del sintomo viene spesso indagata nella storia della famiglia, in quanto è in genere il primo contesto in cui la persona costruisce la propria identità ed esperienza emotiva. Nello specifico dell’ansia da prestazione, si potrebbero indagare nel corso delle sedute l’esordio del problema, eventuali fattori di rischio, lavorando su costrutti come la paura dell’insuccesso e del fallimento, la vergogna, la paura del rifiuto e del giudizio, ecc nel tentativo di ridimensionarli. Può essere utile far riflettere il paziente su quelle che sono le strategie già messe in atto per fronteggiare il problema, individuandone altre possibili. Infine è possibile identificare le risorse di cui il paziente dispone già e quelle che potrebbe attivare per fronteggiare al meglio il problema. Oltre al colloquio, l’approccio sistemico relazionale utilizza alcuni strumenti psicoterapici come il genogramma, le domande circolari, metafore, prescrizioni, ecc.

5.2. Terapia cognitivo-comportamentale

Questo tipo di approccio mira al raggiungimento dell’adattamento dell’individuo all’ambiente attraverso l’uso di tecniche comportamentali e di ristrutturazione cognitiva. Sul piano cognitivo prevede un lavoro sulle aspettative, sugli schemi cognitivi disfunzionali e sulla conseguente ristrutturazione. Sul piano comportamentale prevede l’esposizione graduale in vivo o per immaginazione, per contrastare l’evitamento e generare risposte alternative più funzionali. L’esposizione avviene spesso in associazione a tecniche di rilassamento e Imagery.

5.3. Psicoanalisi

L’approccio psicoanalitico in generale permette di rileggere la storia dell’individuo all’interno di una relazione significativa e particolare, come quella che si instaura tra paziente e terapeuta. In essa si possono considerare e affrontare non solo fatti realmente accaduti, ma dati arricchiti di vissuti, sogni, reticenze, lapsus in una complessa cornice interpretativa volta a dare senso al sintomo. 

Conclusione

L’ansia da prestazione, dunque, è un problema che può colpire chiunque, a qualunque età e in qualsiasi ambito di vita. Conoscere i sintomi con cui si può presentare e le possibili cause aiuta a riconoscerla, e ad adottare strategie per sconfiggerla. Onde evitare che questo disturbo possa peggiorare è utile richiedere un aiuto psicologico. Trovare un terapeuta con cui sentirsi a proprio agio e stringere una buona alleanza è sicuramente il primo passo per stare bene.

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