Attacchi di panico: sintomi, cause e cura

attacchi di panico (2)

Articolo scritto dalla Dr.ssa Chiara Faustino

Attualmente si sente sempre più parlare di attacchi di panico, un fenomeno che sta aumentando in frequenza, diffusione e manifestazioni. Al contempo, la Ricerca ha reso possibile un progresso nella diagnosi, nella presa in cura e nella risoluzione completa di questa problematica. Spesso, tuttavia, si confonde tale concetto clinico con altri disagi psicologici, pertanto è utile capire quali sono le caratteristiche fondamentali per poter parlare di “attacchi di panico”, le cause e come poter superare efficacemente tale difficoltà.

1. Che cosa sono gli Attacchi di Panico

L’attacco di panico corrisponde alla comparsa improvvisa di una paura intensa, vissuta come un forte disagio psicofisiologico (infatti, oltre all’aspetto emotivo della paura, sono presenti sintomi che interessano il nostro corpo e le sue funzioni fisiologiche). Questa forte reazione raggiunge il picco in pochi minuti, a seguito dei quali l’attivazione decresce (diminuisce), ripristinando uno stato di calma. Gli attacchi di panico possono essere ricorrenti o inaspettati, possono dunque manifestarsi in modalità e situazioni che si ripetono nel tempo, oppure inaspettatamente e improvvisamente, lasciando la persona ancora più sconvolta a livello emotivo. La comparsa improvvisa arriva in uno stato iniziale di quiete, oppure in uno stato ansioso. E’ utile inoltre capire quali sono i sintomi e le caratteristiche necessarie per poter identificare un attacco di panico.

2. Attacchi di panico: sintomi 

Gli attacchi di panico presentano almeno quattro sintomi riferibili alle seguenti manifestazioni psicofisiologiche, che vengono spesso interpretate dalla persona come sintomo di una disfunzione, di un pericolo o di una malattia:

  1. Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia.
  2. Sudorazione.
  3. Tremori (leggeri o grandi scosse).
  4. Dispnea (fame d’aria) o sensazione di soffocamento.
  5. Sensazioni di asfissia.
  6. Dolori o fastidi al petto.
  7. Nausea, disturbi gastrici.
  8. Sensazioni di vertigine, instabilità, “testa leggera” o di svenimento.
  9. Brividi o vampate di calore.
  10. Parestesie (sensazioni di torpore o formicolio)

11: Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé)

  1. Paura di perdere il controllo e di impazzire.
  2. Paura di morire.

Per la diagnosi di un effettivo Disturbo di panico, è necessario che non ci sia un attacco di panico isolato o episodi sporadici, ma la persona entra in uno stato di preoccupazione persistente, per paura che si ripresenti un eventuale attacco. La persona tenderà dunque a evitare situazioni o comportamenti che potenzialmente la mettono a “rischio”, con il fine di “proteggersi”, ma mantenendo di fatto uno stato di allerta e preoccupazione costanti, anche in assenza di tali manifestazioni. Come accennato, l’esordio di questa problematica è spesso vissuta con forte stress e preoccupazione, soprattutto focalizzata sull’aspetto fisico e fisiologico: se sento il mio corpo fuori controllo, la paura aumenta e le preoccupazioni possono portare la persona a credere di avere quale malattia, di perdere il controllo e impazzire. 

3. Attacchi di panico: cause

Quando si studiano fenomeni psicologici come gli attacchi di panico, non esistono cause prestabilite e univoche. Esistono molteplici fattori che interagiscono e che possono attivare tali meccanismi, generalmente possono riguardare aspetti biologici, predisposizioni, il  contesto familiare, sociale e di costruzione identitaria della persona. Ciò che però è utile descrivere è il funzionamento dell’attacco di panico, di come viene innescato, da cosa viene mantenuto e ciò che rende più probabile la sua ricomparsa nel tempo. Essere attivati emotivamente è qualcosa che avviene di frequente, pensiamo a una luce molto forte, ad un rumore che ci spaventa, una sensazione spiacevole. Ma ciò che innesca il panico è una reazione non volontaria, inconsapevole, un’iniziale paura intensa che altera i nostri parametri fisiologici (come in tutte le risposte di paura e allerta), tale risposta sana del nostro organismo spaventa la persona che cercherà di controllare la paura e i sintomi, finendo per esasperarli e innescare una reazione a “cascata”. Se, infatti, cerco di controllare il respiro, il battito e altri aspetti che sono involontari e automatici, creo un “cortocircuito” che fa “impazzire” tale meccanismi. La paura è inoltre mantenuta attiva e persistente da comportamenti messi in atto dalla persona, con il fine di “proteggersi”, come l’evitamento di alcune situazioni, la richiesta di aiuto e rassicurazione (una persona sempre presente per affrontare ciò che è temuto). L’intento di protezione finisce per far sentire la persona sempre meno sicura e sempre più spaventata/in pericolo.

4. Come superare gli Attacchi di Panico

La ricerca sostiene che di fronte ad un Disturbo di Panico (quindi non un caso isolato di attacco di panico) è necessario intraprendere un percorso di cura, calzato “ad hoc” sulla situazione specifica della persona. La Psicoterapia risulta il metodo più efficace ed efficiente per affrontare tale problematica, l’utilizzo di psicofarmaci va considerato per brevi periodi o per “micro” obiettivi a breve termine, in quanto la Ricerca dimostra come il farmaco agisca sulle reazioni ansiose ma non di fatto sulla percezione di paura, che rimane solida nella mente della persona. La psicoterapia è utile proprio per superare tale paura, accanto ad uno stile di vita sano. Le persone che soffrono di attacchi panico tendono infatti a evitare il contatto con il proprio corpo, che diventa un “pericolo”, pertanto alcune attività rientrano nella presa in cura di questa caratteristica: lo sport, un’attività di rilassamento, ciò permette di riacquisire un contatto sano ed equilibrato con le reazioni corporee e fisiologiche. Sentire il battito che accelera mente corro, il respiro che si calma quando faccio un’attività di rilassamento, sono tutte esperienze costruttive che possono aiutare la persona, in un percorso di cura strutturato che verrà in seguito presentato.

5. Come curare gli Attacchi di Panico con la terapia psicologica

Oggi è possibile risolvere definitivamente tale problematica, con adeguate strategie terapeutiche. Le terapie che più funzionano coinvolgono e rendono il paziente protagonista attivo del proprio percorso, attivando risorse fin dai primi incontri. Nel panico, infatti, è necessario far sì che la persona faccia esperienze emotive e comportamentali differenti, che gradualmente si esponga a piccoli passi a ciò che teme, riappropriandosi della propria sicurezza personale. Per fare ciò, occorre lavorare su alcuni aspetti emotivi, percettivi e sui pensieri che caratterizzano i pazienti che presentano tale problematica.

5.1 La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) rientra tra le opzioni terapeutiche più funzionali alla risoluzione del panico. Nei primi incontri, si cerca di “cambiare forma” ai pensieri catastrofici, ai pensieri che portano la persona a rimanere bloccata nel problema. In seguito, il paziente viene guidato in maniera graduale ad esporsi, con adeguate tecniche e strumenti, alle situazioni temute, per poter superare le proprie paure. Affrontare e superare quelli che vengono vissuti come “limiti”, permette alla persona di sentirsi sempre più sicura e in grado di gestire ciò che teme.

5.2 La Terapia Breve Strategica

La Terapia Breve Strategica utilizza tecniche e strategie che permettono alla persona di confrontarsi con le proprie paure, attraverso indicazioni pratiche. Anche in questo caso si lavora affinché alcune credenze e pensieri vengano cambiati, portando la persona a percepire più punti di vista differenti. Nella prima fase di preparazione la persona si confronterà solo a livello mentale e immaginativo con le proprie paure, in seguito verrà guidata e supportata nel riaffrontare le situazioni temute. 

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