Che Bello Essere Sé Stessi! Dalla “Brava Bambina” alla “Bambina Felice”

Disney Red che bello essere sé stessi! Dalla “brava bambina” alla “bambina felice”

Articolo scritto dalla Dr.ssa Maria Sole Cavalletti 

1. Trama 

La protagonista del cartoon Disney Red è la piccola Meilin Lee, una tredicenne figlia di una famiglia di origine cinese che vive a Toronto. Mei è ipercontrollata, sicura di sé, seria, giudiziosa e attenta nella gestione della sua vita. Si divide tra un piccolo ma solido gruppo di amiche, la scuola in cui primeggia e l’aiuto nell’attività di famiglia (da generazioni gestiscono un tempio cinese nel cuore di Toronto). 

Attenta nel far sempre la cosa giusta, è una piccola figlia modello, che non può non avere un rapporto idilliaco con la madre Ming, autoritaria e iperprotettiva nei confronti della ragazza. Un rapporto destinato a cambiare quando subentra il periodo più complesso e caotico per la crescita di un giovane essere umano: l’adolescenza. 

Il fulcro del cartoon è proprio il racconto di questa delicata fase in cui si sente il bisogno di emergere nella propria individualità, con un senso di libertà e autonomia, ma si deve fare i conti con le imposizioni genitoriali, i no e tutte le difficoltà connesse al diventare grandi. 

Ma la pubertà per Mei è un’età di trasformazione in senso più particolare di quanto ci si possa aspettare da una normale teenager; c’è infatti un segreto nascosto e tramandato da generazioni nella famiglia: un tempo l’antenata Sun Yee chiese agli dei il dono di trasformarsi in un gigante panda rosso per proteggere sè stessa e i propri figli da un’invasione di soldati, ai tempi di un’antica guerra contro la Cina. Questo dono fu così tramandato a tutte le donne della famiglia che però lo considerano pericoloso e da nascondere, inquanto si manifesta con la liberazione incontrollata delle emozioni: che siano di rabbia, paura, gioia o tristezza, portando chi la subisce a perdere temporaneamente il controllo di sé.

Mei si troverà costretta a trovare un modo per tenere a bada, o almeno imparare a fare i conti con questa disavventura che le è capitata, cercando anche un modo per sfruttarla a proprio vantaggio nella quotidianità scolastica, arrivando infine a scoprire una grande verità.

2. Risvolti psicologici

Il panda Rosso rappresenta la pubertà (non a caso rosso cioè il ciclo mestruale) ma anche il colore della rabbia: si presenta infatti inizialmente a Mei quando la rabbia che sente dentro diventa insopportabile ma, non potendo essere espressa, si trattiene al punto da originare appunto il panda. È proprio il simbolo del cambiamento, della volontà di libera espressione di sé e delle proprie emozioni. Con il panda rosso Mei si permette di liberarsi dall’essere a tutti costi una brava bambina, esprimendo il suo desiderio di essere semplicemente una bambina felice. 

Nella teoria dell’Analisi transazionale si parla di 3 Stati dell’Io: Genitore, Adulto e Bambino, che coesistono in ognuno di noi e vengono più o meno espressi durante le interazioni con gli altri.

In questo caso a scontrarsi sono il Genitore critico (sia quello oggettivo incarnato dalla madre Ming, che quello interno a Mey che le impone di fare la brava bambina), e il bambino libero di Mei che vorrebbe semplicemente essere sé stesso. Questo complesso incontro-scontro si articola in un susseguirsi di messaggi fatti da Ingiunzioni e Spinte. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta.

3. Come i genitori hanno fatto di noi ciò che siamo

Nei primi 5 anni di vita i genitori hanno un ruolo importantissimo per lo sviluppo della personalità del figlio. Attraverso comportamenti, frasi, comunicazioni verbali e non verbali, i genitori inviano ai figli una serie importantissima di messaggi, che lentamente modellano l’adulto che verrà. Il bambino, infatti, in quella fascia d’età, si nutre, in modo inconscio, di tutto ciò che viene dai genitori, e per una strategia, sempre inconscia, di sopravvivenza, considera tutto assolutamente vero e non discutibile.
Dal canto suo il genitore, se preso da infelicità, frustrazioni, desideri, segreti non soddisfatti, angosce, delusioni, trasferirà un tipo di messaggi che, secondo l’approccio dell’Analisi Transazionale, vengono definiti ingiunzioni. Vediamo insieme quali sono e cosa creano.

4.  Le ingiunzioni 

Le ingiunzioni sono messaggi provenienti dallo stato dell’lo Bambino del genitore reale, emessi in relazione alle sue sofferenze personali: infelicità, angoscia, delusione, rabbia, frustrazione, desideri segreti. I Goulding hanno stilato una lista di queste ingiunzioni che non esaurisce tutte le possibilità: senza dubbio ci sono molti altri messaggi che i genitori inviano e in base ai quali i bambini agiscono o non agiscono. Tuttavia, questa breve lista di ingiunzioni generali mette in grado il terapeuta di ascoltare meglio quello che dice il paziente migliorare cosi il suo piano terapeutico. 

i messaggi sono molti e tra i più noti ne ritroviamo tantissimi in Red. Eccone alcuni: 

1. Non entrare in intimità;

  1. Non essere un bambino; 
  2. Non crescere. Non avere successo;
  3. Non essere te stesso.;
  4. Non sentire.

La giovane si ritrova incastrata in tutti questi Non, che bloccano la sua voglia di indipendenza e la tengono intrappolata in una gabbia dove azioni ed emozioni non possono permettersi di uscire. 

Ma il suo Bambino interiore sarà più forte e riuscirà ad emergere attraverso il Panda Rosso (simbolo indiscusso del ciclo mestruale e quindi ancora di più del cambiamento e della crescita), che non ha affatto paura di esprimere sé stesso e le sue emozioni, ma anzi le mostra in maniera amplificata e disinibita. 

5. Le spinte

Una Spinta può essere definita come una serie caratteristica di parole, intonazioni, gesti, posture ed espressioni facciali che rispecchiano il messaggio interiore: “Io vado bene, se…” (mi sforzo, mi sbrigo, compiaccio, sono forte, sono perfetto). Ognuno di noi può esibire, in determinate circostanze, uno o più Spinte. Le principali sono:

  1. Sii perfetto;
  2. Sii forte;
  3. Dacci dentro;
  4. Sbrigati;
  5. Compiaci

Nel nostro caso Mei è guidata dalla spinta Sii Perfetto: cercherà di essere sempre precisa e attenta a non commettere alcun errore, applicando questo comportamento a più situazioni (relazioni, scuola, famiglia ecc.) pretendendo molto da sé e, spesso, dagli altri. In queto modo stabilisce standard elevati e irrealistici con il rischio di rimanere sempre insoddisfatta e intrappolando le proprie emozioni per paura di lasciarle andare e di non essere così, più perfetta davanti a sua madre e al mondo che le fa pressione.

1.4 Come uscire dall’influenza di questi messaggi?

Per fare ciò l’analisi transazionale utilizza il concetto di modello decisionale:

  • ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere e di imparare qualunque esperienza abbia avuto anche negativa;
  • le decisioni prese possono essere modificate: ciascuna persona prende delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali.

Sulla base di questi assunti e sul fatto che ognuno è ok e cioè che le persone sono uguali tra loro ed ognuna ha valore in quanto persona, indipendentemente dalla sua razza e dal suo contesto socio-culturale, Mei si riprende il potere su sé stessa ed inizia ad essere davvero Mei. Libera dai condizionamenti si permette di esprimere le sue emozioni e capisce che solo accogliendole potrà imparare a conoscerle e a saperle gestire al meglio. Il messaggio fondamentale del cartone è proprio questo: riuscire ad accettarsi per ciò che si è senza limitazioni e senza pregiudizi, senza paura di sbagliare o di essere criticati. Sull’esempio di Mei anche la madre, che era diventata un’Adulta totalmente condizionata dalle sue ingiunzioni genitoriali, dopo aver fatto esplodere il suo panda rosso (rabbia) diventato ormai incontrollabile, capisce di doverlo accogliere e in quel momento, si libera da tutti i condizionamenti passati. 

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