Come Eliminare lo Stress: Una Tecnica di Mindfulness da Due Minuti

Come eliminare lo stress_ una tecnica di mindfulness da due minuti

Articolo scritto dalla Dr.ssa Oriana Lupo

In tempi moderni e di pandemia, più che mai, lo stress fa capolino nelle vite di tutti noi, manifestandosi nei modi più variegati.

In questo articolo ti guiderò alla scoperta della mindfulness, uno strumento semplice e di facile applicazione per ridurre lo stress (troverai in allegato anche un breve esercizio).

Dalle somatizzazioni in tutte le salse, alle altalene emotive, correlate ad ansia ed irritabilità, assistiamo oggi a un ventaglio di esplicitazione di malessere psicologico che trova radici multiple e interpretazioni sfaccettate.                                                             

E’ spesso complicato trovare il tempo per sé stessi, soprattutto se affaccendati nel turbinio della routine quotidiana, fatta di studio/lavoro, di impegni e scadenze, di ruoli sociali, di tempi stretti entro cui decidere e produrre.

Tutto ciò ci porta a stare sempre proiettati nel “dopo”, un tempo indefinito che sarebbe improprio chiamare “futuro” e che poco ha a che fare con il presente, la dimensione sulla quale sarebbe invece suggeribile soffermarci, poiché l’unica in grado di farci sentire davvero pienamente presenti a noi stessi.

1. La mindfulness e la sua utilità

La Mindfulness non concepisce una scissione mente-corpo, ma al contrario sposa una visione olistica e di integrazione e si focalizza sulla qualità dell’esperienza cosciente.

Mindfulness (Kabat-Zinn, 1994) significa specificatamente “portare attenzione al momento presente, in modo curioso e non giudicante” (il termine inglese “mindfulness” si traduce proprio con “consapevolezza“).

Si tratta di un processo che, mediante la pratica di alcune tecniche di meditazione, fa sì che l’individuo possa essere consapevole di sé stesso, dei propri pensieri, delle proprie sensazioni e della realtà presente (nel qui e ora). 

L’obiettivo è quello di eliminare la sofferenza inutile, lavorando sulla profonda comprensione e accettazione di qualunque cosa accada attraverso un lavoro attivo con i propri processi e stati mentali.

Non si tratta certo di uno stato di trance, perché, al contrario, si punta a una “piena presenza nel qui e ora”.

Questa pratica risulta particolarmente indicata per sostenere le persone nella gestione di intensi stati di stress e ansia, nei casi di traumi o forti shock (ad esempio, lutti, incidenti particolarmente gravi, ecc.), oppure in seguito all’insorgenza di patologie, allo scopo di migliorare lo stato emotivo del soggetto.

A differenza di altre pratiche, la mindfulness non punta ad un cambiamento di uno stato in sé, ma al modo in cui si sta con esso (così com’è, senza volerlo mutare e senza giudicare). Si intende puntare ad un’accettazione non passiva e incondizionata, bensì ad una nuova condizione, intesa come ‘un differente modo di starci’.

2. Come e dove praticare la Mindfulness

La mindfulness può anche trovare applicazione nella vita di tutti i giorni (nelle cosiddette pratiche “informali”, come lavarsi i denti, mangiare, …). 

Le praticate (“formali”) vanno eseguite in posizione seduta (di grounding), a terra su cuscini o tappeti, oppure su una sedia. 

Gli occhi dovrebbero essere chiusi e la concentrazione della persona deve essere rivolta solo alla respirazione e ai movimenti effettuati dall’addome durante il ciclo di inspirazioni e le espirazioni. Attraverso questo processo, la persona ha la possibilità di raggiungere la consapevolezza del proprio respiro che, una volta estesa, dovrebbe poi divenire consapevolezza di sé, dei propri pensieri, delle proprie emozioni e della realtà circostante.

E’ ormai provato (Luders, 2012) come la mindfulness sia capace di promuovere cambiamenti funzionali nel cervello, mediante processi di neuroplasticità che, nei casi di pratica consolidata negli anni, sembrano essere duraturi nel tempo.

Questi percorsi di integrazione possono giocare un ruolo cruciale per il benessere.

Esistono diverse pratiche. A seguire viene riportata la “meditazione per esplorare i punti di contatto con la terra” (vedi Bertino 2012), indicata nei casi di forte stress e ansia.                

3. Meditazione: esplorare i punti di contatto con la terra

Assumi una posizione comoda, mettendoti steso o su una sedia, appoggiando le mani sui braccioli o sulle gambe;

Porta la tua attenzione ai punti di contatto del tuo corpo con la terra;

Porta la tua attenzione a ciò che sostiene il tuo corpo è come il tuo corpo si lascia dolcemente sostenere;

Esplora le sensazioni di solidità, di durezza, i forza o di morbidezza del terreno su cui sei appoggiato;

Trova il senso della fisicità del tuo corpo e la tua capacità di conoscere ed esplorare il mondo fisico che lo circonda; 

Senti come il tuo corpo reagisce all’incontro della materia e quali sensazioni ed emozioni emergono all’interno di te stesso, in questo viaggio di scoperta ed esplorazione;

Lascia scivolare il focus della tua attenzione lungo la spina dorsale, anello dopo anello, nota come ti senti sostenuto e scegli di appoggiarti ad essa;

Osserva come questo processo di esplorazione sia accompagnato da pensieri di scoperta, di controllo su ciò che stai vivendo.

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