Come Gestire le Aspettative Degli Altri e Reagire alle Critiche in Modo Costruttivo

Girl covering her ears not listening to the critics pointing at her

Articolo scritto dalla Dr.ssa Stefania Lecce

Immaginate di essere a lavoro e di ricevere da parte del vostro capo un messaggio in cui vi chiede di presentarvi nel suo ufficio senza ulteriori spiegazioni. Come reagireste? 

Potreste essere assaliti dall’ansia e dal dubbio ed iniziare a ricercare tra i ricordi dei possibili errori commessi a sostegno della richiesta di incontro, oppure potreste scoprirvi incuriositi rispetto al ventaglio di possibili proposte che potreste ricevere. 

Nel primo caso la possibilità, anche solo immaginata, di ricevere delle critiche pone dinanzi alla difficoltà di gestire situazioni portatrici di incertezza. 

Immaginate che durante il colloquio con il vostro superiore emergano delle critiche dirette al vostro modo di lavorare, alla vostra puntualità, al vostro atteggiamento sul luogo di lavoro. 

Quali potrebbero essere le possibili reazioni alle critiche? Cosa direste? Sareste capaci di rispondere con calma e in modo assertivo o lascereste spazio all’aggressività?

In questo articolo esploreremo le possibili reazioni alle critiche e verranno fornite delle indicazioni su come poter gestire le aspettative altrui.

1. Le possibili reazioni alle critiche

Ricevere delle critiche, per quanto costruttive, pone di fronte alla necessità di osservarsi e, allo stesso tempo, comprendere come muoversi in relazione a sé e all’altro. 

Mettersi sulla difensiva quando si è criticati può essere una reazione naturale. 

Sue Hadfield e Gill Hasson (2013) hanno riscontrato che la maggior parte delle persone interpreta e vive la critica come un rifiuto, rivivendo sensazioni spiacevoli connesse a ricordi infantili. 

La paura della critica impedisce alle persone di esprimersi, di fare quello che vogliono, di essere se stessi. 

Piacere all’altro e sforzarsi nel farlo implica rispondere a delle aspettative esterne che, a lungo termine, allontana da sé. Ma quali sono le reazioni più comuni alle critiche?

  1. Reazione aggressiva diretta: in questo caso la reazione alle critiche consiste nel rifiutare di ascoltarle. Questo accade quando si crede di non poter in alcun modo aver commesso un errore oppure si è molto spaventati. L’aggressività si manifesta respingendo la critica ed attaccando in modo ostile l’altro. Questo tipo di reazione pone le basi per uno scontro verbale accompagnato da sentimenti negativi che, nel tempo, possono compromettere la relazione e rovinare il clima di fiducia e rispetto costruito nel tempo. 
  2. Reazione aggressiva indiretta: questo tipo di aggressione spesso non viene percepito in modo chiaro dalle persone coinvolte. Chi si sente ferito per la critica ricevuta e reagisce in questo modo si mostra sorridente e apparentemente sereno, tuttavia, internamente prova rabbia e medita vendetta da attuare in altri modi e momenti. Questa reazione apparentemente sembra soddisfare entrambe le persone perché non conduce verso lo scontro, tuttavia, può portare a sentirsi non rispettosi nei confronti di se stessi, a percepire incongruenza e inautenticità. 
  3. Reazione passiva: le persone passive accettano le critiche senza fare domande, considerando vero tutto quello che viene detto loro. Il non mettere in discussione né valutare la veridicità della critica rappresenta un modo per assecondare gli altri de-responsabilizzando se stessi. La scelta di un comportamento passivo può essere scaturita dalla paura di non piacere e dal timore del conflitto. Quello che spesso accade in questi casi è che la passività risulta irritante per le altre persone e può legittimare gli altri ad esprimersi in totale libertà senza favorire la comprensione dei confini.
  4. Reazione assertiva: una modalità assertiva alla critica prevedere l’ascolto della stessa e la possibile richiesta di informazioni e chiarimenti in merito a quanto riscontrato essere un aspetto su cui migliorare. Le persone assertive ascoltano e poi decidono se la critica è fondata oppure no. La strada dell’assertività comporta anche mettere in conto di ammettere di poter sbagliare. Reagire in modo assertivo significa essere pienamente consapevoli del diritto di essere trattati con rispetto e di dire “non lo so” oppure “ho fatto un errore” senza pensare di essere delle persone sbagliate. 

2. Come muoversi di fronte ad una critica?

  1. Il primo passo consiste nell’approcciarsi alla critica cercando di comprendere quali sono i punti salienti su cui serve prestare ascolto, in questi casi porre delle domande e chiedere chiarimenti a chi muove la critica può servire a non generalizzare e può aiutare a ridimensionare quanto sperimentato.
  2. In secondo luogo può servire approcciarsi all’altro in modo onesto e autentico, ad esempio, esprimendo come ci si sente rispetto a quanto emerso e cogliendo la critica come uno spunto su cui riflettere. 
  3. Imparare ad osservare come si reagisce di solito alle critiche può essere un ulteriore aspetto da considerare. Porsi in ascolto rispetto alla critica, cercando di comprendere quello che l’altra persona sta effettivamente comunicando può aiutare a capire se la critica è fondata oppure no, aspetto che non può essere raggiunto nel momento in cui si rimane sulla difensiva. 

3. La critica costruttiva

Per coloro che non usano la modalità assertiva è più difficile muovere e ricevere critiche. In alcuni casi si preferisce il silenzio pur di non comunicare ciò che può essere percepito irritante o ingiusto. 

Tuttavia, non esprimere le cose come stanno per mantenere un equilibrio non farà scomparire il risentimento. Seppellire i sentimenti negativi permette al risentimento di crescere e questo potrebbe minare le relazioni personali e professionali.

4. Ma cosa significa criticare costruttivamente?

Criticare in modo costruttivo significa esprimere un feedback diretto, aperto e preciso agli altri riguardo al loro comportamento/atteggiamento con la finalità di ridefinire confini, chiarire alcuni aspetti ed in generale migliorare le relazioni. 

Offrire critiche costruttive sul lavoro così come nelle relazioni sentimentali mostra che date importanza alle altre persone e alla vostra relazione con loro.

Naturalmente può accadere che l’altra persona non sia assertiva e che possa reagire in modo negativo alla critica, questo non significa che dobbiate rinunciare a quello che volete comunicare, ma è possibile adottare alcuni accorgimenti:

  1. Considerare cosa spinge a muovere una critica. La finalità è costruire o distruggere?
  2. Scegliere il momento ed il luogo. Esprimere delle critiche in luoghi riservati significa rispettare e riconoscere il valore dell’altro, evitando situazioni di imbarazzo. 
  3. Cercare di menzionare aspetti positivi insieme alle critiche. Porre attenzione anche agli aspetti positivi quando si muovono critiche può favorire nell’altro una maggiore apertura e abbassamento delle difese. 
  4. Criticare il comportamento e non la persona. Prestare attenzione alle parole è fondamentale per non ferire: invece di dire “sei inaffidabile” (critica rivolta alla persona nella sua globalità) può essere opportuno dire “Per due volte non hai rispettato le scadenze” (critica diretta al comportamento osservato). 
  5. Esprimere i propri sentimenti riguardo al comportamento altrui partendo da “io mi sono sentito…” oppure “ho percepito…” oppure “ho compreso…” piuttosto che utilizzare un tono accusatorio iniziando con il “Tu…”.
  6. Ricordarsi di come ci si sente quando si ricevono critiche ed offrire uno spazio di ascolto. Offrire all’altra persona la possibilità di fornire ulteriori informazioni in merito all’accaduto potrebbe cambiare il vostro punto di vista. 
  7. Effettuare delle richieste precise circa il cambiamento, trovando un accordo. Ad esempio: “a partire da domani mi aspetto di vederti arrivare in orario a lavoro e in caso di problemi puoi comunicarmelo prima”.
  8. Esporre le conseguenze di quello che potrebbe accadere se non vengono contemplati dei cambiamenti. Un esempio: “se continui a fare tardi non ho altra scelta che continuare a farti presente questo problema, e questo potrebbe rendere meno fluida la nostra conversazione/relazione”.

Se anche tu percepisci faticoso gestire le critiche e senti il peso delle aspettative degli altri, un percorso psicologico potrebbe fornirti degli strumenti utili per vivere meglio le relazioni.

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