Come migliorare la tua comunicazione interpersonale

Come migliorare la tua comunicazione interpersonale

Articolo scritto dalla Dott.ssa Martina Mariani

La comunicazione interpersonale è un elemento chiave delle relazioni umane. Ogni giorno siamo impegnati in una complessa danza di parole, gesti e sguardi attraverso i quali, consapevolmente e non, condividiamo informazioni, pensieri ed emozioni con gli altri. Questo articolo esplorerà l’importanza della comunicazione interpersonale, esaminando i suoi principi chiave, i modelli, le difficoltà che possono insorgere in questo processo fondamentale e i modi in cui poterle risolvere. Scopriremo come una comunicazione efficace può migliorare le relazioni personali, professionali e persino la nostra salute mentale. 

1. La comunicazione interpersonale: la chiave delle relazioni umane

La regola fondamentale della comunicazione, secondo i teorici Paul Watzlawick e colleghi, esponenti della Scuola di Palo Alto, recita: “Non si può non comunicare.” Per gli autori, questo è il principio base della comunicazione umana, primo tra i cinque assiomi, o leggi, che regolano la stessa.

Di fatto, la comunicazione può avvenire a due livelli: verbale e non verbale. La comunicazione verbale implica l’utilizzo delle parole, sia scritte che parlate. Può essere esplicita, come quando si esprime direttamente un’idea o si dà un’istruzione, o implicita, come quando si utilizzano sottintesi o indizi. Tuttavia, la comunicazione può avvenire anche senza l’uso di parole, a livello non verbale. Infatti, ogni comportamento umano veicola informazioni: la postura del corpo, le espressioni facciali, lo sguardo, il modo in cui ci muoviamo e persino il silenzio. Questi segnali influenzano gli altri che, a loro volta, rispondono a tali informazioni con altra comunicazione. 

Questo assioma evidenzia un concetto chiave della comunicazione: le persone sono costantemente coinvolte in un processo di scambio di informazioni, anche quando non intendono comunicare. È importante tenere a mente questo principio per monitorare il proprio modo di comunicare e avere consapevolezza che ogni azione o inazione può avere un impatto sulle relazioni interpersonali e sulla comprensione reciproca. 

2. Le difficoltà comunicative

La comunicazione è un aspetto fondamentale delle relazioni umane, ma spesso, nonostante i nostri sforzi, si verificano difficoltà che possono ostacolare la comprensione reciproca. Le principali difficoltà comunicative con cui le persone si scontrano quotidianamente comprendono:

  • Comunicazione non verbale inadeguata: il linguaggio del corpo gioca un ruolo fondamentale nella trasmissione di messaggi e la mancanza di consapevolezza circa la propria comunicazione non verbale può creare malintesi.
  • Mancanza di ascolto attivo: una delle difficoltà più comuni è riuscire a prestare attenzione alle parole dell’altro e connettersi empaticamente al suo stato d’animo. Spesso siamo più concentrati sulla risposta da fornire, piuttosto che sul nostro interlocutore.
  • Paura del conflitto: il timore dello scontro può condurre a una comunicazione superficiale, passiva, aggressiva o inautentica.
  • Filtro cognitivo: i pensieri appresi nelle esperienze negative passate possono influenzare la percezione di informazioni e la comprensione degli altri, rendendo difficile la comunicazione nel momento presente.
  • Problemi di assertività: alcune persone possono non avere sviluppato abbastanza assertività, cioè capacità di esprimere i propri pensieri, bisogni e sentimenti in modo chiaro e rispettoso di sé e dell’altro, senza prevaricare o sottomettersi all’altrui considerazione. 

3. Affrontare le sfide della comunicazione interpersonale: come migliorare le abilità comunicative

La capacità di comunicare in modo efficace è una risorsa preziosa, che si tratti di interagire con i colleghi sul posto di lavoro, negoziare con amici o familiari o esprimere bisogni e desideri a uno specifico interlocutore. Esistono diversi modi per apprendere o migliorare le proprie abilità comunicative, tra cui: 

  • Allenare la comunicazione non verbale. I gesti, l’espressione facciale e il contatto visivo possono rafforzare o minare il messaggio verbale. È importante assicurarsi che il proprio linguaggio del corpo sia coerente con le parole pronunciate. Ad esempio, se si sta cercando di comunicare fiducia, il corrispondente non verbale potrebbe essere il mantenimento di un buon contatto visivo e una postura aperta.
  • Praticare l’ascolto attivo. Questo significa prestare attenzione alla persona che parla, senza interruzioni o distrazioni, offrire dei feedback, fare domande per arrivare a comprendere realmente ciò che l’altro sta dicendo e garantire un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa e non giudicata. Per essere “attivo”, l’ascolto deve essere diretto anche verso il proprio mondo interno: sentimenti, pensieri e difficoltà presenti. 
  • Gestire i conflitti. Evitare i conflitti non risolve i problemi. I conflitti possono essere trasformati in qualcosa di costruttivo, ascoltando l’altro punto di vista e co-costruendo soluzioni desiderabili per entrambe le parti.
  • Superare i problemi del passato. Non è così infrequente che esperienze passate, traumi o problemi di fiducia possano influenzare la personale capacità di comunicare in modo efficace. A volte è necessario lavorare su se stessi, possibilmente con l’aiuto di uno psicologo o terapeuta, per affrontare e superare questo tipo di difficoltà.
  • Praticare l’assertività. Essere assertivi significa esprimere pensieri, bisogni e desideri in modo chiaro e rispettoso, senza essere aggressivi o passivi. Le comunicazioni aggressive sono focalizzate sull’ottenimento del proprio obiettivo a spese degli altri, spesso ignorando o violando i loro diritti. Ciò può danneggiare le relazioni e causare conflitti. Le forme di comunicazione passive evitano il conflitto, ma conducono alla rinuncia dei propri desideri per evitare di contraddire gli altri. Questo può portare a sentimenti di frustrazione e insoddisfazione.

4. Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e Training per lo sviluppo di assertività

La psicoterapia cognitivo-comportamentale prevede dei training di assertività: programmi o sessioni di formazione finalizzati a migliorare la capacità di comunicare in modo efficace con gli altri. Questo tipo di  intervento può essere utile per affrontare problemi come la difficoltà a esprimere i propri pensieri ed emozioni, a gestire conflitti o a instaurare relazioni più sane e soddisfacenti in cui esiste la possibilità di comunicare ciò di cui si ha bisogno, nel rispetto di sé e dell’altro e di collaborare efficacemente. Il training assertivo è importante perché molte persone tendono a oscillare tra comportamenti aggressivi e passivi in situazioni stressanti o conflittuali. Questo tipo di lavoro allena a esprimere chiaramente pensieri e sentimenti in modo aperto e rispettoso, stabilire confini sani esercitando il diritto di dire “no” quando necessario e a risolvere i conflitti, imparando a confrontare punti di vista al fine di arrivare a una soluzione condivisa. L’assertività permette, così, di sviluppare una maggiore fiducia in se stessi e, allo stesso tempo, migliora la qualità delle relazioni personali e professionali. Il training è un vero e proprio allenamento, strutturato in sedute di psicoeducazione, esercizi pratici, come ad esempio role-playing e conseguenti riflessioni. 

Conclusione

In conclusione, la comunicazione interpersonale può essere complessa, ma superare queste difficoltà è possibile. Migliorare le proprie abilità comunicative richiede consapevolezza e pratica. Investire tempo ed energia nello sviluppo di queste competenze può portare a relazioni più sane e gratificanti, comunicazioni più efficaci, autostima maggiore e un miglioramento complessivo della qualità di vita. 

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