Credenze Disfunzionali Nel Disturbo Ossessivo Compulsivo

Credenze disfunzionali nel Disturbo Ossessivo Compulsivo

Articolo scritto dalla Dr.ssa Maria Iannibelli 

Parliamo di Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) quando determinate azioni e/o pensieri interferiscono con le normali attività quotidiane della persona e di quelle a lei vicine generando delle grandi difficoltà.  

Il Disturbo ossessivo compulsivo si caratterizza per la presenza di pensieri ossessivi e/o azioni compulsive, si manifesta in età adolescenziale ma si sviluppa già in età infantile, tra i 9- 11 anni. 

Il DOC non si manifesta allo stesso modo per tutti, persone affette da questo disturbo possono presentare dei sintomi molto diversi tra di loro. 

Alla base della sintomatologia, seppur eterogenea, permangono però meccanismi e caratteristiche comuni.

1. I fattori comuni nel DOC

Il DOC può avere manifestazioni eterogenee (ordine, controllo, superstizione eccessiva ecc.) ciononostante vi sono delle caratteristiche in comune. Le persone che soffrono di tale disturbo hanno difficoltà a reagire ad uno stimolo interno (pensiero, immagine mentale), fanno fatica ad accettare determinati stati emotivi, ad evitare, sospendere, dilazionare una reazione/comportamento, tendono a non fidarsi di ciò che i loro sensi comunicano, nonostante si ricordano l’informazione tendono a non ritenerla sufficientemente valida. Provano sfiducia nella loro memoria e nelle loro intenzioni. 

2. Meccanismo di base nel Doc

Il meccanismo centrale e comune a tutte le manifestazioni del disturbo Ossessivo Compulsivo prevede che stimoli che possono essere esterni (un oggetto fuori posto) e/o interni (immagine, pensiero) inizialmente innocui , vengano percepiti dalla persona come una minaccia a causa delle credenze disfunzionali tipiche di questo disturbo.  La percezione di questa minaccia comporta una serie di pensieri continui, ripetitivi e disturbanti che a loro volta determinano l’esperire di emozioni negative (ansia, paura).

Queste emozioni spiacevoli comportano la messa in atto di comportamenti protettivi che hanno l’obiettivo di ridurre tali attivazioni emotive negative e creare quindi una situazione di sicurezza. 

Inoltre, a determinare il mantenimento di tale disturbo sono centrali:

l’ idea che il solo pensare un qualcosa implica che questa sia vera o che possa accadere;

la volontà di cacciare via i pensieri disturbanti, meccanismo per cui più si cerca di allontanare il pensiero più questo si autoalimenta e diventa intrusivo. 

3. Credenze disfunzionali

La persona che soffre di DOC presenta una serie di convinzioni disfunzionali che danno vita alla comparsa dei pensieri intrusivi. Nello specifico;

la persona crede di essere responsabile di un evento grave e deve fare di tutto per prevenirlo, 

le cose  possono e devono essere fatte in modo perfetto, 

vi è la tendenza a valutare probabile la minaccia e più grave di quella che in realtà è, 

è impossibile tollerare l’incertezza perciò è necessario creare tutte le condizioni utili per raggiungere la certezza, 

il pensiero assume potere di verità, se si pensa qualcosa vuol dire che è vero,

la convinzione di poter esercitare controllo sui pensieri. 

Tutti noi viviamo condizioni che non sono diverse rispetto ad una persona con DOC perciò è importante tener presente che esiste un continuum che va dalla normalità alla patologia in cui si va da normali abitudini che non invalidano la vita del soggetto, alla messa in atto di comportamenti che pregiudicano in maniera crescente la vita della persona. 

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