Cuore e Cervello: Tra Emozioni E Logica

Cuore e cervello tra emozioni e logica

Articolo scritto dalla Dr.ssa Beatrice Maiani

La mente e il cuore non sempre sono in sintonia ma si influenzano continuamente cercando di  imporsi determinando le nostre scelte. 

Ciascuno di noi ha una propria visione del mondo, un personale modo di approcciarsi ai problemi.  Da un incontro tra temperamento, esperienze e contesto scaturisce quell’insieme unico e irripetibile  di pensieri ed emozioni che, oscillando, in continuo mutamento, vanno a definire ogni singola  persona nelle sue evoluzioni. 

1. Ascoltare il cuore o seguire la testa 

Più volte, davanti ad una scelta, ci sarà capitato di chiederci se fosse meglio agire seguendo l’istinto  o il sentimento oppure fermarsi a pensare e valutare meglio da un punto di vista più razionale. 

1.1 Il “Sentire” del cuore

L’essere umano ha un potenziale innato più o meno sviluppato, presente fin dalla nascita, che si  esprime con una modalità di pensiero intuitivo, spontaneo e creativo, non ancora organizzato.  

Già a partire dalla primissima infanzia i bambini esplorano, giocano e conoscono il mondo a partire  dalle esperienze sensoriali ed un grande potenziale immaginativo: è l’istinto a guidarlo e sono i  vissuti ad interpretare il mondo, anche se non sempre le emozioni vengono riconosciute e definite  con il nome giusto. 

Crescendo però si smette di giocare, di immaginare e questa spontaneità assume connotazioni non  sempre positive. Spesso impariamo a trattenere e/o reprimere le emozioni perché socialmente tali  tipi di reazioni vengono disapprovate (spesso ritenute infantili o non controllate) o comunque  perché non riusciamo ad accettare o gestire alcuni stati emotivi dolorosi che non possiamo  prevedere. Per cercare di sentire meno e quindi proteggerci dalla sofferenza tendiamo dunque ad  affidarci a qualcosa di più affidabile e prevedibile come la nostra razionalità. 

1.2 Il Pensare della testa

In un mondo logico e prevalentemente razionale che spesso manca di emotività e di istinto, si  sopprime ogni spinta al cambiamento perché il nuovo fa paura.  

Prevedere, organizzare e soprattutto controllare sono tutte attività che richiedono l’utilizzo della  nostra parte razionale e per questo ritenute privilegiate. Di conseguenza sarà il nostro cervello a  filtrare quello che viviamo attraverso il pensiero senza lasciare spazio a vissuti e sentimenti che per  definizione rimangono incontrollabili e imprevedibili: un qualcosa di minor importanza che  possiamo schiacciare o mettere da parte. 

Raramente siamo inclini a sperimentare, a cambiare, a mettere in discussione fino in fondo  qualunque certezza, rassicurati da abitudini e routine.  

Spesso però tale modalità di pensiero prettamente logico non appare sufficiente per la risoluzione  di alcuni dubbi che ci affliggono e può capitare che il pensiero si aggrovigli su sé stesso finendo per  arroccarsi sulle sue stesse posizioni col risultato di farci sentire come “bloccati”.

Proprio in questo contesto appare più che mai necessario aprire la mente alle nostre spinte emotive,  ad una modalità di pensiero alternativa in grado di esplorare nuove strade e condurci verso nuove prospettive. 

Occorre dunque essere creativi e rompere i normali schemi mentali per ottenere un risultato forse  meno certo ma sicuramente più promettente. Riconoscere i propri bisogni e agire per soddisfarli  spesso significa agire (e non solo pensare) provando a fare qualcosa di diverso dal solito. 

2. Il pensiero emotivo

C’è una saggezza della testa, e… una saggezza del cuore.” 

C.Dickens 

Mente e cuore, nonostante percorrano strade differenti, dovrebbero poter collaborare ed interagire  per un corretto equilibrio di ciascuna persona.  

Quando uno di due poli è troppo sbilanciato produce un certo tipo di sofferenza ed una sorta di  frustrazione: la mente pensa con la testa, con i ragionamenti ma sottovaluta i sentimenti e le  emozioni quindi, ciò che verrà a mancare sarà la spontaneità ed il desiderio; il cuore che solo sente  può essere troppo irruento ed esporci a sofferenze e/o pericoli in modo sproporzionato ed  eccessivo. 

Un benessere psicofisico implica dunque un corretto incontro e confronto tra le parti che non sono  più da considerare come distinte e escludentesi. Possiamo considerare il razionale e l’emotivo come  due rotaie dello stesso binario: non si incrociano ma, per permettere al treno di viaggiare e giungere  alla sua destinazione non possono fare a meno l’uno dell’altro. 

Se è vero che le decisioni importanti non andrebbero prese sull’onda emotiva è altrettanto vero che  vivere la quotidianità seguendo più i nostri istinti e ascoltando la nostra parte più emotiva senza  reprimerla ci permette di vivere in modo più spontaneo e quindi anche più appagante. 

Testa e cuore possono anche apparire in conflitto ma se impariamo ad ascoltarli entrambi ci  aiuteranno a prenderci cura di noi, ascoltare le nostre esigenze ed agire per il nostro benessere. 

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