Dal Bullismo Al Cyber-Bullismo: Conosci Il Fenomeno Per Proteggerti

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Francesca Romana- Chiricozzi                                                                                                               

Il termine Cyber-bullismo si riferisce ad azioni di bullismo messe in atto attraverso le nuove tecnologie.                                                                                                                                                               Nella nostra epoca le tecnologie digitali sono sempre più pervasive e persuasive; basti pensare che a partire dal 2000 la generazione degli adolescenti è stata la prima generazione che è stata “nutrita” fin dalla nascita con i media (“i nativi digitali”). Purtroppo, i media, pur essendo degli strumenti di facilitazione e ampliamento della comunicazione e delle relazioni, spesso dai giovani contemporanei vengono utilizzati come un sostitutivo delle relazioni della vita reale a causa delle difficoltà emotive che vivono, per la loro fragilità psicologica, nell’intraprendere relazioni sociali. Ciò significa, per i giovani di oggi, vivere la rete sia per fini benevoli che malevoli. Tra questi ultimi c’è la pratica del bullismo in rete (Cyber-bullismo).

1. Cos’è il bullismo?

 “Uno studente è oggetto di bullismo quando è esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni”.                                     Un comportamento bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare; spesso è persistente, talvolta dura settimane, mesi o anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime.                                                                                           Alla base della maggior parte dei comportamenti di sopraffazione c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare . (D. Olweus, 1993).

Quindi, gli elementi che caratterizzano la relazione bulla tra le persone sono l’intenzionalità di sopraffare l’altro, la persistenza con cui si attua tale rapporto sopraffattorio e l’asimmetria esistente tra i ruoli di vittima e bullo.     

2. Dal bullismo al Cyberbullismo 

Nella generazione dei giovani di oggi, il passaggio da una vita reale a quella prevalentemente di tipo virtuale ha ‘virtualizzato’ anche il comportamento di bullismo, dando origine al Cyberbullismo.                                                                               

Il cyberbullismo è un tipo di sopruso, regolamentato da pochi anni con una legge (n.71 del 29.05.2017), che connota ufficialmente le caratteristiche che il bullismo effettuato online debba avere, per configurarsi come reato (cyberbullismo): 

“Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto di identità, alterazione, manipolazione, acquisizione illecita, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro essa in ridicolo”.                                   Per chi commette cyberbullismo, è prevista una “procedura di ammonimento” da parte del Questore e la convocazione dei genitori se l’età è compresa tra i 14 e i 18 anni. 

La legge prevede inoltre, la possibilità dai 14 anni in su, anche senza l’intervento di un adulto, di richiedere l’eliminazione di contenuti non graditi ai gestori e amministratori di siti internet e social media. La cancellazione deve avvenire entro 48 ore; in caso contrario, ci si potrà rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali che dovrà provvedere alla rimozione di ciò, entro 48 ore. 

3. Chi sono i protagonisti del cyber-bullismo?

Chi è vittima di cyber-bullismo riceve offese dirette attraverso la Rete e sa che vengono viste, lette e condivise da tantissime persone. Questi eventi sono pericolosi e generano nella vittima paura nel denunciarli: c’è il timore che i genitori reagiscano in modo eccessivo (magari togliendo internet) oppure che i cyber-bulli possano vendicarsi per essere stati smascherati.                                                                                                

I cyber-bulli sono spesso protetti dall’anonimato o si nascondono dietro identità false, per poter agire indisturbati e non pagare le conseguenze delle loro azioni. Su internet, schermato, il cyber-bullo non vede le reazioni e non capisce le emozioni della propria vittima, per cui la sua incapacità di essere empatico aumenta: tutto sembra un gioco, perché non ci sono effetti che può vedere e non è mai totalmente consapevole del danno che arreca.

4. Tipo di relazione tra cyber-bullo e vittima

Non c’è una relazione o un contatto diretto fra il cyber-bullo e la sua vittima e la possibilità di avere i telefonini sempre accesi e connessi a Internet fa si che per la vittima sia molto difficile sottrarsi agli attacchi di un cyber-bullo. Le prepotenze online, infatti, possono essere perpetrate anche di notte, possono essere fatte in forma anonima, raggiungere molte persone e rimanere accessibili online per molto tempo.

5. Cosa fare se si è vittima di cyber-bullismo

Non rispondere a sms, mms, email o post molesti o offensivi nei tuoi profili sui social network. Salvare i messaggi che si ricevono prendendo nota del giorno e dell’ora in cui arrivano (se chat, salva la cronologia). Se gli sms, mms, le email o i post nei propri profili sui social network infastidiscono, vanno cancellati bloccando la persona che li ha inviati (per vedere come bloccare, consulta la sezione “privacy” nella tua casella mail o nel tuo profilo). A seconda di dove si ricevono le minacce, va cambiato nickname, o numero di cellulare o l’indirizzo mail.                                            Se qualcosa che avviene online crea fastidio (o fa stare male un amico), bisogna parlane con un adulto di cui ci si fida.                                                                                                                                             In caso di minacce o proposte che infastidiscono, è bene parlane immediatamente con gli adulti di cui ci si fida.                                                                                                                                                                Infine, è possibile chiedere un consiglio o un aiuto a Telefono Azzurro, per noi stessi o un compagno vittima di cyberbullismo, chiamando il numero 1.96.96 (anche in forma anonima), oppure contattando Telefono Azzurro anche via chat: da lunedì a venerdì dalle 08.00 alle 22.00 e sabato e domenica dalle 08.00 alle 20.00.

Stai attraversando un momento difficile? Prenota una sessione gratuita e inizia ora a risolvere i tuoi problemi, attraverso l’aiuto della Dr.ssa Francesca Romana- Chiricozzi.

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