​​Differenza Fra Attacco di Panico e Attacco Isterico: Come Riconoscerli​​

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Francesca Germinario

In questo articolo voglio spiegarti  che cos’è un attacco di panico e che cos’è un attacco isterico e in cosa si differenziano. Vorrei inoltre spiegarti quanto sia importante l’inquadramento dei sintomi presentati dal paziente per fare una diagnosi accurata e lavorare orientandosi psicoanaliticamente. 

1. Attacco di panico

Così come descritto nel DSM 5 l’ attacco di panico consiste nella comparsa, sia a partire da uno stato di quiete, sia a partire da uno stato ansioso, di un’improvvisa paura e disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti con la comparsa di quattro o più dei seguenti sintomi: tachicardia; sudorazione; tremori fini o grandi scosse; dispnea o sensazione di soffocamento; sensazione di asfissia; dolore o fastidio al petto; nausea o disturbi addominali; sensazioni di vertigini, instabilità o di svenimento; brividi o vampate di calore; parestesie; derealizzazione o depersonalizzazione; paura di perdere il controllo o di impazzire; paura di morire. 

L’emozione scatenante l’attacco di panico è pertanto la paura che sembrerebbe invadere completamente lo spazio interno della persona che ne è colpita, attaccando il suo Io estremamente piccolo, quasi fetale, causandogli incapacità di pensare, di contenere le angosce e di riconoscere le emozioni che sopraggiungono. 

I contenuti emozionali, che arrivano alla mente di questi pazienti, non sono pensabili a causa della loro estrema potenza e provocano così una scissione, trovando espressione nel canale somatico. 

Durante l’attacco di panico la persona subisce una sorta di attacco alla vita che lo porta a non respirare e a vivere costantemente nel terrore che l’episodio possa ripetersi, in uno stato di costante ipervigilanza, cercando di evitare situazioni potenzialmente “pericolose” che nella mente del paziente possono ricrearsi anche laddove non esiste un vero e proprio pericolo. 

Questi pazienti avvertono come un attacco alla vita qualsiasi tipo di intrusione tanto da sviluppare un terrore di essere penetrati, considerando l’Altro da Sé come un pericolo per la loro incolumità interna. 

La membrana della mente di questi pazienti risulta lacerata o assente incapace di contenere. 

I sintomi dei pazienti con attacchi di panico non favoriscono oggetti specifici, bensì derivano da un’ accumulo di tensione che non trova elaborazione psichica, non è rappresentabile dal paziente stesso, e perciò sfocia nel canale fisico. Si parla infatti di un’intensa sofferenza aspecifica.

I pazienti che soffrono di attacchi di panico sembrano non avere inoltre una struttura e le funzioni inconsce dell’Io che dovrebbero modulare gli stati emotivi, sembrano infatti venire a mancare. 

2. Attacco isterico

L’attacco Isterico viene fatto risalire nel DSM 5 al disturbo di conversione caratterizzato da un’alterazione della funzione motoria volontaria o sensoriale che causa disagio clinicamente significativo e compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti; possono altresì manifestarsi debolezza o paralisi degli arti; tremore; movimenti distonici; disturbi della deambulazione; difficoltà di deglutizione; difficoltà nell’eloquio; attacchi epilettiformi o convulsioni; anestesia o perdita di sensibilità; problemi visivi, uditivi, olfattivi. 

Sia nell’attacco di panico che nell’attacco isterico i pazienti utilizzano il canale somatico per esprimere contenuti che non sono psichicamente rappresentabili. I pazienti isterici sono incapaci di dare significato a ciò che introducono dentro se stessi, provano anch’essi paura ma delle pulsioni interne distruttive che non sono capaci di gestire e che perciò vengono scisse ed espresse somaticamente. Questi pazienti provano però delle angosce primitive e le loro emozioni ricalcano maggiormente un registro sessuale e di rabbia. 

Si mostrano all’apparenza adulti e sono capaci di difendersi e negare le problematiche originate dagli aspetti più infantili della loro mente mettendo in campo molte risorse. 

I pazienti isterici pensano inoltre di avere un pene fallico onnipotente e non riescono a tollerare l’idea di essere penetrati anche se vorrebbero relazionarsi con l’altro, per cui negano interesse, considerando quell’interesse stesso, come un attentato alla loro verginità, ma dimostrando il contrario con i propri comportamenti. 

D’altro canto, sembrano pazienti che hanno necessità dell’altro solo fino al momento della conquista per poi perdere l’interesse verso lo stesso. Tirannici e seduttivi non riescono a sopportare il bisogno e il desiderio, hanno corpo e viscere ma non una mente, un pensiero. 

Potrebbero essere stati infine bambini deprivati della soddisfazione dei bisogni fondamentali, degli Spoilt Child, e di conseguenza essere diventati soggetti estremamente richiedenti, caratterizzati da una fame relazionale atavica incolmabile.

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