Dinamiche di Coppia: dall’Aspettativa Alla Richiesta del Dono

Dinamiche di coppia_ dall'aspettativa alla richiesta del dono

Articolo scritto dal Dr. Vincenzo Mandrillo 

La relazione di coppia è una delle esperienze emotive più desiderata nella vita di ogni essere umano dall’adolescenza in poi. Nello stesso tempo è, però, spesso fonte di dinamiche distruttive, se non di profonda sofferenza.

Nella relazione di coppia emergono inevitabilmente i bisogni, le fantasie, i desideri, ed i progetti di entrambi i partner. Contemporaneamente, rischiano, però, di attivarsi pretese ed aspettative che vanno ad “inquinare” il rapporto.

Se questo accade, la coppia perde la sua naturale capacità autosostenitiva e il rapporto si consuma in un campo di battaglia, dove i partner si colpevolizzano a vicenda, negando le proprie responsabilità ed il proprio potere decisionale, demandando esclusivamente all’altro la colpa del fallimento.

Nella coppia, spesso, è difficile stare uno affianco all’altro, magari per godere della propria diversità o per sostenere e farsi sostenere nei momenti di bisogno o ancora, semplicemente per condividere le gioie della vita. È, invece, più semplice stare dietro all’altro, per puntare il dito sul colpevole, oppure davanti all’altro, per esercitare il proprio potere. Essere in coppia è diverso dall’essere accoppiati, infatti, presuppone la capacità di instaurare un dialogo continuo in cui i partner possano incontrarsi, per farsi dono l’uno dell’altro, con un amore maturo e non solo passionale.

1. L’innamoramento

La stragrande maggioranza dei lettori ha ben chiaro cosa sia l’innamoramento e cosa esso procura sia dal punto vista fisico, che dal punto di vista psicologico. Durante la fase dell’innamoramento si è in uno stato di grande iperattivazione fisiologica, con vissuti di: euforia, eccitazione, riduzione dell’appetito e scarso bisogno di dormire. Insomma, l’innamorato (naturalmente se corrisposto) non solo “sta bene”, ma vive un vero e proprio periodo di estasi, anche perché nel corpo sono presenti in contemporanea, altissimi livelli di Dopamina, Noradrenalina e Feniletilamina, gli stessi neurotrasmettitori che si attivano con l’uso di alcune droghe. Tale stato però, non dura all’infinito, secondo alcuni ricercatori non andrebbe oltre i tre anni, passati i quali dovrebbe assumerebbe una forma più “matura”. 

Dal punto di vista psicologico, il vissuto è altrettanto dirompente, l’idealizzazione del partner, porta ad una costante sensazione di accoglimento, di sicurezza, di completezza e di un profondo appagamento affettivo. Quelli che potrebbero essere gli aspetti negativi o le inevitabili differenze, sono poco percepite, la spinta attrattiva ha facilmente la meglio su ogni sorta di impedimento, che, quindi, passa in secondo piano.

Da un punto di vista prettamente evolutivo, l’innamoramento ha un suo preciso scopo: avvicinare due individui affinchè questi possano accoppiarsi. Questo meccanismo atavico, serve a garantire la continuità della specie. Forse, non a caso, la durata dell’innamoramento è limitata nel tempo, che, infatti, permette la gravidanza ed il primissimo periodo di sostentamento reciproco e cura della prole.

2. I tempi della coppia

La scelta del partner non è mai casuale: non ci si innamora del primo o della prima che passa. Sicuramente l’avvenenza fisica gioca un ruolo importante ma, anche questa, rimane qualcosa di molto soggettivo, che riguarda il mondo interno dell’individuo, la sua storia, il suo legame con la madre, il suo vissuto familiare. Nell’innamoramento c’è un incastro perfetto, come se un codice interno avesse riconosciuto e decriptato il codice dell’altro e letto una possibilità di buona combinazione con, a seguito, un corredo di aspettative molto importanti. L’ “altro” o l’ “altra” rappresenta la possibilità di vivere e rivivere talune emozioni, taluni vissuti, talune sensazioni ma, non solo, può, spesso, rappresentare la possibilità di riparazione di profonde ferite esistenziali.

Molte volte, ci si aspetta di essere guariti dal partner, coltivando l’illusione di un pieno soddisfacimento di bisogni in passato poco appagati o di un rivissuto simbiotico e fusionale di pieno godimento. La psicologa inglese Melanie Klein nella prima metà del secolo scorso, teorizzava l’esistenza di un “seno buono” e un “seno cattivo” dove, il seno buono rappresenta la possibilità di soddisfare per il neonato un pieno nutrimento emozionale e fisico. Proprio l’innamoramento sembra avere molte attinenze con l’attaccamento al seno buono, cioè, con quella particolare fusione simbiotica che il bambino sperimenta attraverso l’allattamento ed il contatto con il seno, nel quale egli raggiunge un pieno appagamento emozionale e fisico.

Da piccolissimi, però, afferma la Klein, abbiamo fatto esperienza anche di un seno cattivo, che non si è dato come vorremmo o che ha tenuto il latte tutto per sé o che non è stato proprio attento ai nostri bisogni e quindi incapace di passare tutto l’amore desiderato. La scoperta del seno cattivo, porta il bambino a sperimentarsi, volente o nolente, con un nuovo dato di realtà: il seno non è solo buono. Grazie a questa esperienza, il bambino può fare accesso a quella che la Klein definisce “fase depressiva”, fase importantissima per lo sviluppo psicologico sano di ogni individuo. Il bambino impara quindi a convivere con entrambi i “seni” dopo aver sperimentato l’illusione di poter essere sempre accolto nelle sue aspettative, questo gli permette un passaggio evolutivo importantissimo che gli garantirà in futuro la capacità di integrare i diversi aspetti della realtà.

3. Amore maturo

Così come il bambino ha imparato che il seno non è tutto buono, il passaggio dall’innamoramento all’amore maturo, quando questo avviene, richiede l’accettazione che l’altro non può darci tutto quello di cui noi abbiamo bisogno, quando ne abbiamo bisogno e senza dover chiedere nulla, nella pretesa che sia capace di scorgere i nostri più reconditi pensieri ed esaudirli; tanto meno, possiamo avere la pretesa di essere noi il “tutto” dell’altro.

L’innamoramento, nel quale l’illusione rappresenta una quota importante, pian piano, se la coppia vuole costruire un progetto comune, deve necessariamente trasformarsi in amore maturo. Per fare ciò, è necessario prima di tutto, che entrambi i partner abbandonino le loro pretese e le loro aspettative ed inizino a dialogare tra loro in maniera diversa.

La pretesa di attenzione, può quindi trasformarsi in richiesta di attenzione, la pretesa di essere sostenuti può diventare richiesta di sostegno, l’aspettativa di essere abbracciati e coccolati può trasformarsi nella richiesta di dono di vicinanza autentico e profondo.

L’amore maturo è molto diverso dall’innamoramento passionale, l’amore maturo è gioia di condivisione, è apertura all’altro, è sostegno alla progettualità dell’altro e del rapporto di coppia, è un dono reciproco. L’amore maturo contempla la capacità di darsi all’altro e di riprendersi, di donarsi nella libertà e di chiedere che l’altro si doni a noi.

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