Dipendenza da alcol: sintomi, cause e cura

DIPENDENZA DA ALCOOL_ SINTOMI, CAUSE E CURA

Articolo scritto dal Dr. Andrea Silva

1. Che cos’è la dipendenza da alcool 

La dipendenza da alcool (o alcolismo), viene definita nel DSM-5 come “uso problematico di alcol”, è una malattia cronica, recidivante e potenzialmente mortale. È una dipendenza caratterizzata dall’incapacità di astenersi dal bere bevande alcoliche. Chi ne soffre infatti ha perso il controllo sulla sua abitudine al bere, sviluppando tolleranza, astinenza e dipendenza.

2. Quali sono i sintomi

Per poter fare diagnosi di alcolismo, secondo il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali APA 2013), è necessario che il soggetto soffra di almeno 2 dei seguenti sintomi per un periodo di almeno 12 mesi:

  1. assunzione di alcol in quantità superiori o per periodi più lunghi rispetto alle intenzioni del soggetto.
  2. desiderio costante di assumere alcolici o fallimenti nel tentativo di ridurre l’assunzione di alcol.
  3. gran parte del tempo della giornata è impiegato nel bere, nel recuperare alcolici o nel gestire i sintomi da intossicazione (effetti post-sbornia).
  4. il soggetto sente un impellente e incontrollabile bisogno di bere (craving).
  5. l’uso di alcol comporta fallimenti nell’adempimento delle proprie responsabilità a casa, al lavoro o a scuola.
  6. mantiene l’uso di alcol nonostante questo sia causa di ricorrenti problemi sociali.
  7. importanti attività vengono abbandonate per lasciare spazio all’uso di alcolici.
  8. l’alcol è utilizzato in situazioni in cui è fisicamente pericoloso farlo.
  9. utilizzo continuativo di alcol anche dopo la comparsa di problemi psicologici o sociali attribuibili all’abuso alcolico.
  10. sviluppo della tolleranza verso l’alcol manifestata con aumento significativo della quantità di alcol necessaria a soddisfare il bisogno alcolico.
  11. presenza di sintomi astinenziali o comportamenti atti a non provare sintomi astinenziali.

3. Quali sono le cause

Le principali cause dell’alcolismo sono legate a fattori genetici, ambientali e psicologici. Grazie ai rapidi progressi tecnologici sulle analisi genetiche, oggi è diventato più facile individuare basi biologiche di disturbi complessi vari; infatti molti medici prendono spesso in considerazione il profilo genetico di una persona, nonché alcuni fattori di rischio familiari e ambientali per curare patologie complesse come l’ipertensione o i tumori. Così la scienza oggi è arrivata ad individuare anche dei fattori genetici che rendono vulnerabili alla dipendenza da alcolici e che potrebbero portare allo sviluppo di terapie mirate, aiutando le persone a rischio a fare scelte più consapevoli per la propria vita. Le predisposizioni genetiche non sono mai un destino ineluttabile. I geni possono interagire con specifiche condizioni ambientali tossiche, determinate da abusi o carenze, creando alcuni problemi per alcuni portatori ma non per altri. Nessuno diventa alcolista senza aver fatto qualche scelta sbagliata. Inoltre, talvolta, l’alcol viene utilizzato come mezzo auto-medicativo per sedare stati ansiogeni o estraniare le persone da situazioni di stress e problemi personali.

4. Come si cura

Il principale problema è trasmettere il concetto di malattia a chi è affetto da dipendenza da alcool. In genere anche coloro che sono affetti da alcolismo sono convinti di poter gestire e governare la loro compulsione verso l’alcool, ricadendo ripetutamente in abusi alcolici incontrollati. Pertanto il primo obiettivo è orientare il paziente a raggiungere la completa astinenza; questo può avvenire anche attraverso un percorso di detossificazione in una clinica ospedaliera; di fatto poi però è necessario lavorare con il paziente per poterlo aiutare a sviluppare delle strategie di prevenzione della ricaduta.

Ci sono alcuni farmaci che negli anni hanno avuto efficacia nel trattamento delle dipendenza da alcol. L’antabuse: un farmaco che agisce inibendo il metabolismo dell’alcol; se il paziente dovesse assumere alcool in concomitanza con questa farmaco sperimenterebbe degli effetti collaterali molto severi e sgradevoli, tanto da scoraggiarlo nell’intento di proseguire a bere alcool. Campral: questo farmaco è utile per ridurre il desiderio di bere alcol. A differenza dell’antabuse la somministrazione di questo farmaco non genera effetti collaterali secondari.

5. Come curare la dipendenza da alcool con la terapia psicologica

Sebbene la priorità iniziale è quella di far raggiungere l’astinenza completa e prolungata al paziente alcolista, in una fase successiva è possibile intervenire con un percorso di psicoterapia. Le terapie possono essere individuali, di gruppo e familiari, ciascuna di loro ha una funzione specifica e possono essere utili ed efficaci anche utilizzate tutte in contemporanea: quella individuale per aiutare soprattutto il paziente a rimodulare i suoi meccanismi comportamentali tossici e disfunzionali, quella di gruppo, per confrontarsi tra i suoi pari e prendere maggiormente consapevolezza dei propri meccanismi tossicomanici e, quella familiare per migliorare il funzionamento della famiglia e migliorare la capacità di ciascun componente di affrontare le difficoltà sia esterne che interne. Tra gli approcci più efficaci troviamo le psicoterapie brevi, la terapia cognitivo-comportamentale, e le terapie focali.

Conclusioni

Il problema dell’alcolismo, come abbiamo visto, può svilupparsi per varie ragioni e, quindi va affrontato in diversi contesti sia a livello preventivo che curativo: tanto più l’approccio di cura sarà multidisciplinare, tanto più sarà efficace. Attualmente nel territorio italiano esistono diversi servizi pubblici, N.O.A., che garantiscono l’intervento di varie figure professionali a sostegno di chi è affetto da alcolismo: medico, educatore, psicologo ed anche l’assistente sociale. Inoltre, in particolar modo in Lombardia, esistono dei centri privati ma, convenzionati con il pubblico, S.M.I. (servizio multidisciplinare integrato per le dipendenze patologiche) che garantiscono gli stessi tipi di intervento dei N.O.A.

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