Distimia: sintomi, cause e cura

Distimia sintomi cause e cura

Articolo scritto dalla Dr.ssa Scorciapino Tiziana

Durante la vita quotidiana, possono capitare degli eventi, delle situazioni che innescano dentro di noi, dei sentimenti spiacevoli, tanto da sentirci tristi, avere un umore cupo o molto irritato. Solitamente questi sentimenti negativi tendono a scomparire gradualmente e soprattutto in maniera spontanea. In queste righe cercherò di illustrarvi quali possono essere i sintomi principali, le cause e la possibile cura da poter intraprendere.

1. Che cos’è la Distimia?

Può capitare però che possiamo entrare in un periodo brutto della nostra vita, dove non riusciamo a vedere la famosa luce fuori dal tunnel, e tutti quei pensieri negativi, diventando sempre più intrusivi nella nostra mente, tanto da modificare il nostro umore e di conseguenza il nostro atteggiamento nei riguardi di tutti.

In questo caso potremmo parlare di un inizio di depressione. Quando però la depressione dell’umore perdura ininterrottamente per un periodo di almeno due anni, si definisce distimia. Essa è per l’appunto una forma molto particolare della depressione. Essa può essere inoltre determinata da fattori ereditari, fisici, ma anche da situazioni particolari che innescano meccanismi di stress emotivo e sociale. 

L’età d’insorgenza è solitamente precoce. La fascia d’età più colpita è compresa tra i 18 e i 45 anni, e il rapporto femmine/maschi è di circa due a uno. La distimia ha inoltre un andamento cronico e la durata dell’episodio deve raggiungere almeno i due anni. 

2. Quali sono i sintomi della Distimia?

Le persone riscontrano per mesi e anni un senso di stanchezza, tristezza con umore molto cupo e lamentoso. Con il passare del tempo si aggiungono vari timori e ansie che seguono sentimenti di inadeguatezza. Si perde ogni interesse, tutto diventa noia e si perdono le caratteristiche importanti quali la gioia e la soddisfazione. Di conseguenza si ha la sensazione di perdere le proprie energie, si hanno varie reazioni irritate e/o rabbiose con molte difficoltà a concentrarsi e soprattutto non si hanno le capacità di prendere delle decisioni. Altri sintomi che potrebbero manifestarsi sono una bassa autostima, nessuno o pochissimo contatto con le persone. Questo senso di irrequietezza porta a disturbi del sonno e dell’appetito, con stati di malessere fisico come vertigini, dolori e spossatezza. Tutti questi sintomi vengono spesso percepiti dal distimico come se fosse “una persona noiosa “, ma che diventano pressanti nella vita di tutti i giorni, e di conseguenza attribuiti al proprio carattere nonché alla propria persona. Purtroppo, può capitare che la loro sofferenza non venga riconosciuta, né presa sul serio, e potrebbe portare a delle conseguenze davvero ancora più negative e difficili. Nonostante tutto ciò, le persone definite distimici, riescono lo stesso ad eseguire le proprie attività sia lavorative e sia quotidiane, seppur se effettuato il tutto con un sovente sforzo, dove gli altri magari non si accorgono di tutto ciò. In questo modo si va ad innescare un circolo vizioso che causa disagio alle persone distimici perché rafforza l’idea in loro di avere un Sé davvero negativo con una maggiore insicurezza. Dunque, per essere ancora più chiari, qui sotto vi andrò a delineare in maniera schematica quali sono le manifestazioni principali. La Distimia si presenta attraverso le seguenti manifestazioni:

  1. Perdita di interesse per le attività quotidiane
  2. Tristezza o sensazione di sentirsi giù
  3. Sentimenti di disperazione
  4. Stanchezza e ridotta energia
  5. Bassa autostima, auto criticismo o senso di incapacità
  6. Difficoltà di concentrazione e difficoltà nel prendere le decisioni
  7. Irritabilità o rabbia eccessiva
  8. Diminuzione dell’attività, efficacia e produttività
  9. Evitamento delle attività sociali
  10. Sensi di colpa e preoccupazioni relative al passato
  11. Iporessia o iperfagia (scarso appetito o sovralimentazione)
  12. Insonnia o ipersonnia

Inoltre, secondo il Manuale Statistico Diagnostico delle Malattie Mentali (DSM-5) per poter parlare o comunque per poter diagnosticare la Distimia è necessario che vengano soddisfatti almeno due sei seguenti sintomi:

  1. Alterazioni nell’appetito (appetito ridotto o aumentato rispetto alla norma)
  2. Tendenza all’insonnia o, al contrario, all’ipersonnia
  3. Affaticabilità o ridotte risorse energetiche necessarie a fronteggiare la quotidianità
  4. Bassa autostima
  5. Difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni
  6. Sentimenti di disperazione

3. Quali sono le cause?

Ad oggi per poter provare ad individuare le cause della distimia, è possibile far riferimento ai modelli di tipo bio-psico-sociale, dove le cause biologiche si intrecciano con quelle psicologiche e sociali. Dunque, si fa riferimento: 

  1. Fattori biologici: secondo alcuni ricercatori il cervello potrebbe subire dei cambiamenti neurologici determinanti, come per esempio la carenza o la scarsa attività di alcuni neurotrasmettitori.
  2. Fattori genetici: il focus è centrato sul fatto che può capitare che le persone affette hanno dei consanguinei (genitori o fratelli) che soffrono dello stesso disturbo dell’umore o di depressione.
  3. Fattori ambientali: la perdita di una persona fondamentale, problemi economi, stress elevato, allo sviluppo di disturbi di salute importanti che possono influenzare la vita della persona stessa. 

4. Qual è la possibile cura?

Capita che le persone con distimia non chiedano aiuto perché ormai sono convinti che tutta la loro sofferenza si parte della loro vita e non la considerano come una malattia che debba essere curata. Il primo passo da fare è quello di non avere nessuna vergogna, bensì mostrare di avere tanto coraggio. Spesso amici, familiari in queste circostanze hanno un ruolo fondamentale, ovvero quello di offrire un sostegno per la persona che soffre. 

  1. Rivolgersi al medico di medicina generale per escludere delle cause organiche
  2. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta per poter iniziare ad aiutare la persona ad elaborare il problema e i suoi relativi disagi a livello psichico. Con l’instaurarsi di un rapporto di reciproca fiducia e di rispetto, la persona potrà incominciare a vedere e a lavorare sui problemi che l’hanno portato ad avere tale atteggiamento negativo. La terapia sarà un luogo sicuro, in cui la persona potrà sperimentarsi, spezzando il circolo vizioso di cui parlavo sopra. Si potrà partire dalla propria infanzia per poi ricollegarsi al presente, indagando quali comportamenti ha messo in atto la persona per provare ad uscire da questo “buco nero”, e aiutandolo a dargli altre tecniche come quelle di rilassamento e di percezione corporea. Il focus della terapia è quello che la persona imparerà a conoscersi, ad accettarsi, a modificare determinati comportamenti, atteggiamenti in modo tale da prevenire altre possibili ricadute. 
  3. Non perdere il ritmo quotidiano: effettuare ad esempio la meditazione, la mindfulness, attività fisica, immaginazione guidata, ascoltare musica, partecipare a gruppi di supporto, tenere un diario, focalizzarsi su degli obiettivi in modo tale che la motivazione sia sempre attiva  

Conclusione

In questo articolo abbiamo conosciuto la Distimia, abbiamo imparato quali sono i primi sintomi, le cause e le possibili soluzioni. Essa è un disturbo molto particolare che potrebbe portare pure a gesti molto estremi, questo perché non si vedono più alternative, e si è persa la propria luce. 

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