Feticismo: Cause e Ripercussioni Sulla Coppia

Il feticismo cause e ripercussioni sulla coppia

Articolo scritto dalla Dr.ssa Valeria Cigliola

Il feticismo condiziona in modo diverso le persone che ne sono “affette” nel momento in cui si relazionano con il partner: alcuni lo esibiscono, quasi fosse una cosa di cui vantarsi. Altri ne soffrono e lo nascondono al compagno, sentendola come un’invalidità. Il modo in cui questa inclinazione sessuale viene vissuta e trattata dipende da una scala di fissazione: a un estremo c’è il feticista puro, ossessionato; all’estremo opposto ci sono coloro i quali gradiscono l’uso di un oggetto per il raggiungimento del piacere sessuale, ma non come unico mezzo. Ma cos’è realmente il feticismo? Una disfunzione? Una malattia? Scopriamolo insieme.

1. Feticismo: definizione e origini

Il feticismo prevede la focalizzazione su una parte del corpo o su un oggetto, con il bisogno di usarlo per raggiungere il piacere sessuale. Come spiega Carrera(1986). La vita sessuale, il feticcio (l’oggetto) viene così tanto investito di potere da diventare il sostituto degli organi sessuali , che portano al raggiungimento del piacere. Carrera inoltre fa una distinzione tra tre tipi di uso del feticcio:

  1. una modalità attiva in cui l’oggetto viene usato direttamente dalla persona
  2. una modalità più passiva in cui desidera che il feticcio sia utilizzato sa di lui
  3. una modalità contemplativa in cui il feticista trae piacere dall’osservazione degli oggetti scelti 
  4. Le origini del problema

Il feticismo ha interessato gli studiosi, che ne hanno trovato origine nell’infanzia della persona che ne è affetta. Alcuni psicologi hanno visto nel feticcio il desiderio di colmare alcune mancanze causate dal rapporto con la madre; in particolare, secondo Khout (1971) La guarigione del Sé i bambini che hanno una madre poco empatica e scarsamente attenta ai loro bisogni usano il feticcio come oggetto per controllarla, per farla diventare più presente. Il feticcio diventa così, per il bambino un oggetto a cui appoggiarsi in assenza della figura materna, allo scopo di negarne l’assenza. Secondo Mitchell (1988) Relational concepts invece, il bambino non teme il distacco dalla madre, quanto di fondersi totalmente con lei e perdere i propri confini esistenziali; per cui il bambino investe i suoi meccanismi di difesa nel feticcio, che gli permette di dominare l’angoscia che gli dà il pensiero di unirsi a lei. 

2. Il feticismo e i suoi significati 

Nella sua dimensione non patologica, il feticismo è abbastanza comune: gli oggetti possono essere un simbolo che ci fa tornare alla mente una persona cara che può essere lontana oppure defunta. Nella versione anomala (che dovrebbe portare a una richiesta di aiuto), il paziente si focalizza solo sul feticcio desiderato, cosa che lo porta addirittura a sostituire la realtà con questo oggetto; ciò ha delle ripercussioni sulla sfera affettiva e sessuale rendendola patologica. Spiega il sessuologo Antonio Grande in un’intervista Disfunzioni Sessuali-Il Feticista è felice-Psicologia del feticismo che il feticista non è libero nell’espressione della sua sessualità, ma appare imprigionato in un assetto rigido e ripetitivo di comportamenti (lo sfogo sessuale con il feticcio) che ha imparato nell’infanzia e che mette in atto sempre allo stesso modo, allo scopo di difendersi dall’angoscia. Questo lo porta a scontrarsi con le sue esigenze relazionali, sociali, lavorative e nei momenti in cui ritorna a ragionare in modo razionale prova dolore e senso di colpa.

3. Il feticismo e la coppia 

Quando chiedere aiuto? Nel momento in cui il feticismo mette a disagio chi ne soffre o al proprio partner. Se il desiderio sessuale del feticista non si nutre più dell’incontro sessuale tra due corpi, ma tra persona e oggetto (seno, piede, scarpa, biancheria intima ecc.) e il compagno viene usato solo per soddisfare tali istinti, allora si può considerare patologico. Negli altri casi, è solo questione di trovare una persona che accetti questo lato e gli vadano incontro, facendola diventare un’esperienza di divertimento condiviso. 

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