Feto nato morto: come si fa a superare il lutto

Feto nato morto. Come si fa a superare il lutto

Articolo scritto dalla Dr.ssa Valeria Gemmiti

Siamo spesso portati erroneamente a pensare che la morte di un feto abbia un impatto psicologico minore nei genitori rispetto ad altre morti, e la tendenza più comune è quella di minimizzare  l’evento incoraggiando per esempio la coppia a riprovare subito ad avere un altro figlio. Nella realtà, un feto nato morto rappresenta per i genitori un lutto al pari degli altri, con conseguenze a volte più dolorose e molte difficoltà emotive. Vediamo insieme quali sono e come poter superare la perdita.

1. Feto nato morto: cos’è e quali sono le difficoltà emotive che ne conseguono

L’Organizzazione mondiale della sanità parla di feto nato morto quando avviene la perdita del feto  dopo la ventiduesima settimana di gestazione. Le cause più comuni sono il distacco della placenta e tutte quelle circostanze in cui viene a mancare l’ossigeno al feto. In Italia questo drammatico evento accade circa una volta ogni 300 gravidanze.

Quando il progetto di formare una nuova vita fallisce, le difficoltà emotive che ne conseguono possono essere molto difficili da superare. I modi più frequenti in cui si risponde emotivamente ad un lutto sono: shock, ottundimento, tristezza, rabbia, colpa e autoaccusa, ansia, solitudine, impotenza…

Un feto nato morto rappresenta per i genitori un evento innaturale e inspiegabile, che può per questo essere causa di sensi di colpa e di vuoto, di emozioni legate al fallimento, e può spingere ad una ricerca continua ed estenuante di spiegazioni. Soprattutto per la madre, perdere il bambino può significare perdere una parte di sé: più il legame con il feto era intenso, più forte sarà il suo senso di vuoto ed il dolore ad esso associato. 

Durante il periodo della gravidanza possono essere state fatte molte proiezioni sul feto e sul futuro insieme al bambino, che rimarrà per sempre sconosciuto; i genitori avranno così pochissime memorie legate al figlio da poter raccogliere e oggettivare, e questo renderà tutto più complesso nel processo di elaborazione del lutto.

Le difficoltà emotive conseguenti ad un feto nato morto possono essere inoltre legate alla strana condizione in cui nascita e morte coincidono e avvengono nel medesimo momento: nei genitori questo può emotivamente generare un vissuto di “creare morte”.

Infine, nella coppia genitoriale affrontare un evento così drammatico può significare viversi in modo molto diverso la perdita, con emozioni, pensieri e sensazioni (all’uomo manca per esempio la componente fisica) differenti, e tutto questo può creare distanza e tal volta conflitti, legati ad un senso di non completa comprensione reciproca.

2. Feto nato morto: come si fa a superare il lutto

L’elaborazione del lutto è il processo indispensabile a superare l’evento traumatico che ha generato i sentimenti di dolore e sofferenza. Si tratta di un processo individuale che richiede tempo e che varia da persona a persona; dipende da moltissimi fattori, tra cui la personalità e le esperienze di vita già vissute. 

Nei casi di feto nato morto, i genitori possono cercare di agire su tre aspetti fondamentali:

  1. prendere consapevolezza della perdita ed iniziare ad esprimerla attraverso la condivisione
  2. viversi tutte le normali e fisiologiche reazioni al lutto
  3. continuare ad esprimere i propri bisogni e trovare un equilibrio tra l’espressione del proprio dolore ed il ritorno alla vita quotidiana.

All’interno della coppia c’è bisogno di tolleranza reciproca, di pazienza e di fiducia affinché si possa evitare il pericolo di una rottura. Accogliere ed accettare i propri sentimenti e quelli del partner fa parte di un processo che, seppur lento e doloroso, è necessario affinché i genitori sopravvivano alla perdita, riescano a trasformare il dolore e tornino a vivere in modo sereno ed equilibrato.

3. Terapia psicologica nei casi di feto nato morto 

Per i genitori subire la perdita di un feto nato morto può rappresentare un evento molto traumatico, legato soprattutto alle particolari circostanze in cui la morte è sopraggiunta: improvvise, inaspettate e scioccanti. In questi casi i sintomi che sperimentano possono essere quelli da stress post-traumatico. Una terapia adeguata a questi momenti può essere l’approccio EMDR. Si tratta di un metodo psicoterapico strutturato, che nei casi di lutto promuove un naturale processo di guarigione e ha come obiettivo quello di permettere alla persona di attraversare più facilmente il processo di elaborazione della perdita e favorire il naturale passaggio verso la risoluzione del trauma e verso un adattamento ecologico del ricordo.

Conclusioni

Di fronte ad un evento traumatico, come nei casi di feto nato morto, le conseguenze emotive per i genitori possono essere profondamente dolorose e difficili da superare: lo stato di shock e disorientamento può durare per molto tempo. In tali momenti è fondamentale che le persone intorno a loro abbiano un atteggiamento che sia il più possibile di partecipazione, supporto, conforto e normalizzazione. Ciò vuol dire essere presenti con rispetto e accettazione del dolore che quei genitori stanno vivendo. Attraverso una premurosa vicinanza ed un supporto psicologico adeguato si può gradualmente facilitare il loro processo di guarigione.

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