Flirt, Attrazione e Infatuazione. Le Fasi e Le Differenze Dell’Inizio Di Una Relazione

Flirt attrazione infatuazione

Articolo scritto dalla Dr.ssa Valeria Bernardino

Le relazioni di coppia, si sa, sono spesso uno dei motivi per cui si inizia un percorso di psicoterapia. Che sia per riuscire a lasciare il partner, o per capire come mai si replicano certi schemi che appaiono sbagliati, o ancora per ricostruirsi dopo una rottura. Spesso, però, è anche l’assenza stessa della relazione che provoca un forte malessere. Si desidera fortemente la presenza di una compagna o di un compagno, ma non si inizia mai una relazione come la si desidera. Si fraintendono le situazioni, provando poi una grande sofferenza. Nel precedente articolo è stato trattato il tema della dipendenza affettiva e dell’amore con le sue diverse tipologie, perché una relazione amorosa non è mai proprio identica all’altra. In questo articolo viene trattata la differenza, spesso sottile e ancora più spesso confusa, delle diverse fasi che caratterizzano l’inizio di una relazione. 

1. Cosa vuol dire flirtare?

Flirtare è un comportamento sociale correlato all’interesse e all’attrazione. Spesso è usato come sinonimo di amoreggiare. E’ una attività correlata al corteggiamento, ovvero il richiamare l’attenzione o condividere l’attenzione reciproca. Dal vocabolario di Treccani troviamo questa definizione: “amoreggiare per piacevole gioco o passatempo, con rapporti che stanno tra l’amicizia e l’amore.”. Tra i comportamenti non verbali più significativi individuati da una meta-analisi del 2018 emergono: il contatto visivo, la prossimità fisica, sorridere e ridere, cercare anche brevi contatti fisici. Sono tutti comportamenti che si ritrovano anche al sentirsi positivamente in presenza di qualcuno. Premettendo che non sempre si trovino forme “pure” ma che le modalità possono variare da persona a persona e dal livello di conoscenza, si possono osservare 5 stili di flirt:

  1. Educato: tipico delle persone caute che seguono le norme sociali, evitando di risultare inappropriate.
  2. Sincero: lo si trova nelle persone che sono interessate a formare una connessione emotiva, per cui prediligono comportamenti amichevoli e genuini
  3. Fisico: chi usa questo stile tende ad apparire più socievole ed estroverso esprimendo apertamente il loro interesse
  4. Giocoso: il flirt è visto come divertimento e non come mezzo per creare una connessione emotiva. 
  5. Tradizionale: si seguono le norme correlate al proprio genere di appartenenza, quindi legato a cosa ci si aspetta dall’altro e viceversa.

In una review del 2004 sono state individuate 6 differenti motivazioni che spingono al flirt: il sesso, il divertimento, l’esplorazione, la relazione, l’autostima, la funzionalità. Sono risultate delle differenze tra le modalità di flirt tra uomo e donna. Mentre per i primi si evidenziavano più approcci fisici e diretti, le donne attuavano più comportamenti indiretti, come giochi di sguardi.

2. Cos’è l’attrazione? 

Anche se è possibile iniziare a flirtare per gioco e per aumentare la propria autostima, a volte subito dopo l’inizio del flirtare compare l’attrazione. A volte inaspettatamente, si cambia la predisposizione e l’attenzione verso qualcuno, anche su diversi livelli, come quello fisico e sessuale oppure anche solo emotivo, come quando ci sentiamo attratti da qualcuno con cui sentiamo una particolare connessione. I principi da cui partono le “regole dell’attrazione” sono stati studiati da Berscheid e Reis che individuano:

  • la familiarità come il mezzo più potente per l’inizio di un’attrazione. Qualcosa di conosciuto è considerato più sicuro di qualcosa di non conosciuto. Di conseguenza anche qualche schema di comportamento “negativo” può essere erroneamente scambiato come più sicuro, semplicemente perché è conosciuto.
  • La reciprocità, ovvero l’essere maggiormente attratti da quelle persone dove troviamo più approvazione. Anche per R. Cialdini il risultare simpatici ad altri influenza la persuasione, stimolando il senso di fiducia e sicurezza. Sentirsi accettati facilità l’attrazione. 
  • La somiglianza che sia per età o condizione economica o interessi e opinioni, questo rafforza e conferma parti di noi, i nostri pensieri, stimola il senso di appartenenza.
  • Attrazione fisica, in termini di presenza estetica, poiché può scattare l’effetto alone, ovvero la tendenza ad attribuire aspetti positivi a chi ha un bell’aspetto.
  • Prossimità, l’essere più vicini o interagire spesso aumenta le probabilità di attrazione.

Quando l’attrazione diventa più intensa si arriva all’infatuazione, o a quella che spesso viene chiamata cotta

3. Infatuarsi 

Questo stato è caratterizzato dalla presenza di una forte energia di positività, ci si sente euforici e ci si ritrova spesso a sorridere senza un qualche motivo apparente. La nostra mente è colma di pensieri rivolti alla persona di cui ci si è infatuati, si è più distratti, si sente un forte bisogno di vedere l’altro e la sofferenza per la distanza è più marcata del solito. Si verifica proprio uno scombussolamento a livello cognitivo ed emotivo, dove l’altro (o l’altra) occupa una posizione privilegiata nel proprio mondo, acquisisce più importanza e si è disposti a sacrifici pur di vederlo o vederla. Salgono agli occhi tutti quegli aspetti che evidenziano l’appartenersi reciprocamente, i punti di unione e di somiglianza, mentre gli aspetti che potrebbero andare a disconfermare questa possibile unione, magari solo abbozzata, vengono negati e allontanati. Il coinvolgimento è tale che potrebbe essere assimilato a quella gioia che pervade i bambini quando ottengono il loro giocattolo dei sogni. L’unica nota dolente? Si è appena all’inizio, magari di questa persona non si conosce moltissimo, forse solo la parte più superficiale. La nostra stessa euforia è alimentata da un bisogno personale e intimo di avere quella persona per sé. Infatti questa fase è caratterizzata anche da un forte sentimento di insicurezza e gelosia. 

Proprio perché mancano degli elementi fondamentali. La fiducia, l’impegno e il tempo. 

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