Gialli e Thriller: Il Piccolo Sherlock Holmes In Ognuno di Noi

Gialli e Thriller il piccolo Sherlock Holmes in ognuno di noi

Articolo scritto dalla Dr.ssa Melania Vinciarelli

Libri e film gialli, storie piene di suspance sono da sempre un’attrattiva infinita per molti di noi. Immedesimarsi nel personaggio, cercare di cogliere indizi insiti in fotogrammi, o parole, prima ancora che vengano rilevati sono tutti fattori che ci tengono con il fiato sospeso in attesa di scoprire se avevamo ragione o meno.

1. Giallo e intrighi: perchè piacciono cosi tanto 

Come scrive l’editore e scrittore Pietro Macchione, “i gialli piacciono sempre, perché la gente ha bisogno di avventura, mistero e “stranezze,..il giallo è una delle categorie editoriali che offre questi elementi. E, soprattutto, sollecita la mente di chi legge a cercare soluzioni: è un gioco di intelligenza logica, tra lettore e scrittore“.

 Secondo molti studi, la ragione per cui siamo così attratti da questo genere di cose sarebbe psicosociologica. Il tempo in cui viviamo risulta caratterizzato da continue incertezze, e da figure ambivalenti, di cui non riusciamo sempre a sentire di fidarci completamente. In questo caos identificativo, che sollievo quando troviamo un detective così sicuro di sé e del suo ideale nella vita, condivisibile o meno che sia per noi… 

In tal senso, secondo Yael Rosenholtz, psicologa dell’età evolutiva “L’individuo adesso è quindi meno strutturato che in passato, ha bisogno di verità e cerca risposte come forma di identificazione, tanto per esemplificare anche in discipline come il reiki o la riflessologia plantare. Nei gialli è necessario entrare nel mistero e scovare il bandolo della matassa: il lettore, dopo la tensione scaturita dalla storia, si rilassa. Trae soddisfazione interiore perché viene trovato il colpevole.ben diverso che nella vita reale”.

2. Il thriller come palestra di emozioni

In una interessante inchiesta dell’Espresso, Giulia Torlone definisce i thriller come “palestra di emozioni”. Allo stesso modo, anche Massimo Locatelli nell’interessante volume “Psicologia di un’emozione. Thriller e noir nell’età dell’ansia” illustra come l’emozione vissuta davanti a uno schermo o nelle pagine di un libro, dona uno spazio ed un tempo per metterci alla prova nello sperimentare e provare emozioni diverse e non sempre accettate. Massimo Locatelli propone di leggere nel noir e nel thriller un grande universo narrativo che, grazie alla capacità evocativa originaria dei compiti di problem solving e di mind reading, offre allo spettatore contemporaneo un luogo dove mettere alla prova la propria emotività e costruire, attraverso le emozioni, il senso della propria identità. 

3. Le emozioni “negate”

Quante volte fatichiamo a concederci un’emozione o a lasciarci andare ad un bisogno più facile, invece da vivere nel racconto di un libro o nelle scene di un film? 

Imparare a permetterci tali emozioni e tali bisogni può aiutare a vivere con più consapevolezza e meno fatica momenti importanti della nostra vita. 

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