Giornata Internazionale della Montagna: il Rapporto tra Uomo e Natura

la montagna

Articolo scritto dalla Dr.ssa Anna Paola Ferri

A partire dal 2002, l’11 dicembre di ogni anno, in tutto il mondo si celebra la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA (IMD International Mountain Day), istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni. La FAO è l’agenzia che coordina e organizza le celebrazioni individuando annualmente i temi da approfondire. L’obiettivo di tale iniziativa è far crescere una maggiore consapevolezza sullo sviluppo sostenibile delle regioni montane. Per questo si rivolge a diverse fasce di pubblico e, in particolare, a coloro che non sono consapevoli dell’importanza delle montagne per la salute ecologica del mondo e per il benessere di miliardi di persone. 

Le montagne coprono circa il 27% della superficie terrestre e ospitano il 15% della popolazione mondiale. Questo dato è sufficiente a spiegare l’importanza del legame – spesso sottovalutato – tra l’uomo e la montagna.

Più in generale, il rapporto con la montagna richiama un legame ancora più profondo e ancestrale tra l’uomo e la natura, che la vita quotidiana – in ambienti spesso fortemente antropizzati – tende a nascondere. La montagna, infatti, rappresenta – proprio per la specificità dell’ambiente caratteristico e del contesto climatico – quasi una sublimazione di tale legame, trattandosi, appunto, di una natura spesso “estrema” (ghiaccio, neve, boschi, rocce impervie, difficili vie di salita, etc.). 

1. Il rapporto tra l’uomo e la natura

Il rapporto tra l’uomo e la natura si configura come un rapporto profondo, intenso, assoluto. Da una parte l’uomo è naturalmente portato a fidarsi di una così viscerale connessione, che risulta, peraltro, essere innata, congenita, connaturata con il suo essere. Basti pensare alla pittura rinascimentale, dove la natura è, di frequente, lo sfondo natura di qualsiasi rappresentazione.

Nello stesso tempo, però, il rapporto uomo-natura e, quindi, il rapporto uomo-montagna una doppia valenza: se nell’immediato, l’ambiente montano si presenta come un contesto gradevole ed estremamente accogliente, richiamando sensazioni ed emozioni, non solo positive e appaganti, ma anche rassicuranti, in altre circostanze, esso può rappresentare una minaccia. Un semplice cambio climatico o un passaggio complicato possono radicalmente mutare prospettiva.

In condizioni ambientali avverse, infatti, lo stesso ambiente, prima rassicurante, montano può risultare un avversario temibile e minaccioso. In tali situazioni sfavorevoli, il rapporto con l’uomo si tramuta in una sfida a chi risulta essere il più “tenace”. Allo stesso modo, l’avvicinamento a una vetta può presentare ostacoli improvvisi (ad esempio, un passaggio molto esposto e poco sicuro o un incidente improvviso a un compagno di salita), che possono determinare l’insorgere immediato di sensazioni di panico, tanto da “bloccare” l’escursionista, incapace di andare avanti o indietro.

2.  Il modo di affrontare ostacoli e raggiungere gli obiettivi

La natura richiama l’uomo al raggiungimento di obiettivi e la cima di una montagna costituisce la “meta” per eccellenza, trattandosi della migliore rappresentazione di un obiettivo al vertice di un percorso.

Questa impresa pone l’uomo in condizione di sfida, di competizione con la parte più interiore e profonda di sé mettendo in gioco i sentimenti e le emozioni. Lungo il percorso che porta alla vetta, sia essa agevole o particolarmente impervia e insidiosa, l’uomo si predispone in totale introspezione alla ricerca di quelli che rappresentano gli strumenti adatti ad affrontare la situazione. Ciò richiede una grande consapevolezza di sé e di quelli che sono i modi più adeguati e corretti per affrontare la prova.

Raggiungere un obiettivo come quello che rappresenta la vetta di una montagna sintetizza il bisogno dell’uomo di affrontare al meglio un’esperienza per il raggiungimento di un fine, di uno scopo. 

3. La capacità di metabolizzare ed accettare la sconfitta

Nel rapportarsi con la natura e con la montagna in particolare, il risultato non è mai garantito, dal momento che i diversi ostacoli che possono presentarsi lungo il percorso rendono spesso incerto il raggiungimento dell’obiettivo. Questo perché l’uomo non è in grado, naturalmente, di poter ottenere un controllo rispetto ad eventi e situazioni spesse al di sopra delle proprie capacità, fisiche o psicologiche.

La natura regna sovrana sull’uomo ed egli deve sottostare a questo ineluttabile principio. 

Dal punto di vista umano, però, se si fa riferimento a ciò che si possiede come propri mezzi e strumenti per far fronte a determinate difficoltà risulta difficile accettare di non poter prevalere sulla natura. Ciò rende l’uomo doppiamente “fallito” se non si accetta la sconfitta e più in generale i fallimenti quotidiani.

La struttura di personalità di uomo traduce la sua capacità di saper affrontare le difficoltà che la vita presenta. Ognuno reagisce con le proprie difese e laddove queste non si possiedono o prendono il sopravvento difese sbagliate, l’uomo entra in crisi con tutto sé stesso                           

Conclusione

Il rapporto dell’uomo con la montagna e con la natura, è un rapporto totalizzante, ma allo stesso tempo di ferreo condizionamento reciproco tra libertà e necessità. L’uomo si è interrogato sul suo rapporto con la natura per cercare di capire le leggi che ne regolano i meccanismi e provare, quindi, a governarla per i propri fini. Naturale tendenza dell’uomo, quindi, è plasmare la natura ai propri fini. In ciò, il rapporto con la natura è sempre anche un modo per riuscire a capire sé stessi.

La storia dell’uomo è, in gran parte, storia del suo rapporto con la natura cioè con l’ambiente in cui si svolge la sua vita. Differenti sono i modi in cui l’uomo si è rapportato alla natura ed ogni modo ha una sua lettura; una lettura scientifica, religiosa, filosofica. Tutti questi modi di leggere il rapporto dell’uomo con la natura si integrano a vicenda offrendo ciascuno un contributo indispensabile al tentativo di decifrare la complessità di questo.

Se il tuo rapporto con la natura e più in particolare con te stesso, ti ha messo in crisi e non hai la capacità di vedere oltre, ma solo di fermarti in un momento infinito di crisi, dove non vedi via d’uscita se non rimanere schiavo dentro i tuoi schemi disfunzionali, può essere importante rivolgersi a un professionista. 

Stai attraversando un momento difficile? Prenota una sessione gratuita e inizia ora a risolvere i tuoi problemi, attraverso l’aiuto della Dr.ssa Anna Paola Ferri.

I Nostri Link Preferiti