Giorno dei Single: Cosa Condiziona la Scelta del Partner?

LA SCELTA DEL PARTNER

Articolo scritto dal Dr. Michele Padovano

1. Il Matrimonio

Dal punto di vista funzionale ci si può chiedere che cosa succede all’individuo nel matrimonio, che cosa ne ricava. Per parlare di matrimonio bisogna avere una qualche idea di che cosa è l’uomo, di che cosa è l’individuo prima di unirsi a qualcuno e di quali sono gli aspetti funzionali dell’unione. 

L’uomo da solo non può riprodursi e questo porta all’intenso desiderio dell’uno verso l’altro. Se eliminiamo per un attimo l’istinti di riproduzione, ci accorgiamo che il problema è quello di essere incompleti. Per cui ciò che sta dietro il matrimonio è che siamo individui ai quali manca qualcosa. Poi c’è il transfert e cioè che ciascuno trasferisce emozioni da uno stato all’altro. L’omeostasi: lo sforzo dell’individuo di mantenere una sicurezza, una condizione di stabilità. Il fatto di raggiungere gli altri e poi perderli, il fatto che ad un certo punto sei con te stesso e in un altro sei oltre te stesso. Questo flusso e riflusso del processo della vita rende difficile il potersi accontentare di dove siamo. Il matrimonio è un modello adulto d’ intimità. È una specie di unione e separazione che è parte del modello adulto della nostra struttura. 

Bierce dice che il matrimonio è una comunità composta da un padrone, una padrona e due schiavi che fanno, tutti insieme, due persone. 

I membri di una coppia che funziona più vivono insieme e più crescono individualmente, più sono vicini, più sono separati. Se non riescono a separarsi, non possono nemmeno aumentare l’intimità. Se non possono aumentare la loro individualità non possono nemmeno aumentare il loro stare insieme. Più sei libero di stare con gli altri, specialmente con tua moglie, più ti senti libero con te stesso. Più sei con te stesso e più puoi essere con lei. E se posso esprimermi crudamente è come un amplesso. Non potete immaginarvi là dentro e starci. È un movimento di avanti e indietro, uno stato fluido. 

La crisi del settimo anno o del decimo anno è il momento in cui diventa chiaro a queste due persone che non possono ricostruire l’altro. Lui si è accorto che lei non sarà mai quella che lui avrebbe voluto far diventare e lei sa che non riuscirà a farlo cambiare dell’uomo che vorrebbe che lui fosse. 

Cosa intendo per transfert?

Sposo mia madre, trasferisco su questa donna che mi suscita i sentimenti che avevo per mia madre o per i miei genitori la combinazione di papà e mamma o la combinazione dei miei genitori più i loro genitori. Quello che ne risulta è composto da un numero incredibile di componenti e penso che i fenomeni di transfert costituiscano gran parte di questa combinazione. Penso che ci siano degli aspetti di questa madre che lui cerca perché ne ha bisogno. Ma ci possono essere delle caratteristiche nella ragazza che lui si è scelto che erano presenti nel padre e nel nonno e dalle quali lui era attratto.

2. La coppia sana 

La coppia è composta di tre parti, due individui e una relazionale: io, tu, noi. Quindi, qualunque cosa una persona faccia, bisogna che l’altro risponda e questa risposta modella quella persona.  Parallelamente la risposta dell’altro ne modella il sé. Questa sequenza, ripetuta, dà origine a un modello che si traduce in regole di relazione. Ciò a sua volta stabilisce i parametri del rapporto e limita o espande la vita di ciascun membro della coppia. Per queste ragioni, la prospettiva sistemica, individua cinque nuove idee che possono sensibilmente cambiare i modi con cui i membri della coppia si rapportano:

  1. sperimentare un senso di eguaglianza con l’altro;
  2. poter unire le parti intuitive e le parti cognitive;
  3. poter essere esseri unici e esprimere la propria identità attraverso l’integrazione delle varie parti;
  4. avere una buona valutazione di sé;
  5. poter essere trattati e trattare l’altro come essere cosmico sacro.

In ogni cultura le coppie fanno una specie di metaforica contrattazione dall’inizio della relazione per determinare non solo se ci sarà o meno il matrimonio ma anche per stabilire le regole della relazione stessa. Jackson ha chiamato questo importante contratto “quid pro quo coniugale” (qualcosa per qualcos’altro) (diritti e doveri dei coniugi), cioè definire come ciascuno è in relazione all’ altro. Jackson in anticipo coi tempi, era contrario ai ruoli coniugali tradizionali, legati alla definizione sessuale e favorevole piuttosto ad una definizione condivisa e specifica di quella particolare di coppia. 

Una coppia sana presenta le seguenti caratteristiche:

– POTERE E UGUAGLIANZA: acquisire un senso di reciprocità a lungo termine, in modo che i partner siano convinti che ciascuno si fa carico di alcune responsabilità e che i rispettivi contributi hanno valore e fanno parte di un equilibrio che dura nel tempo.

  1. ADATTABILITA’: equilibrio tra il mantenimento di una struttura stabile e allo stesso tempo flessibile in risposta ai cambiamenti della vita. 
  2. COESIONE: equilibrio tra vicinanza e rispetto della separazione e delle differenze individuali. Viene preservato un confine intorno alla coppia per proteggerne l’integrità e per prevenire l’intrusione e la rottura del legame.
  3. PROCESSI COMUNICATIVI: chiarezza di regole, di ruoli e di messaggi. 
  4. ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI: ogni coppia deve raggiungere un accordo su come si esprimono reciprocamente i sentimenti di amore, affetto e cura. 
  5. PROBLEM SOLVING: risolvere i problemi. 

3. Il partner

I motivi principali per cui ci si accoppia sono legati ad alcuni bisogni fondamentali dell’uomo che si esprimono attraverso i suoi sistemi motivazionali, in particolare quello dell’attaccamento- accudimento e quello sessuale. 

Il primo è legato alla ricerca di sicurezza e al bisogno complementare che ne deriva di provvedere all’ accudimento. Il collante sembra essere la paura della solitudine, l’angoscia, cioè, di venirsi a trovare privi di una figura di riferimento alla quale ricorrere in caso di bisogno. La ricerca della sicurezza, attraverso l’attivazione del sistema dell’attaccamento, è espressa da una serie di comportamenti che si accompagnano sin dalla nascita fondamentali per la sopravvivenza.

Il secondo è legato alla conservazione della specie attraverso la funzione riproduttiva, finalità originaria dell’attività sessuale, anche se diventata indipendente dalla funzione assegnatale. 

Il requisito fondamentale è la fiducia di base nei confronti della persona con la quale viene stabilita una relazione. Diventa determinante la qualità del legame che si è creato con chi originariamente si è preso cura di noi. 

La scelta del partner è una strana mescolanza tra mito familiare, mandato inerente a esso e ricerca di soddisfacimento di bisogni più strettamente personali. Quando il mito familiare prevale sui bisogni individuali, la spinta a realizzarlo, nel caso venga mantenuto un rapporto di dipendenza della famiglia nucleare, è tale da sostenere la convinzione che esso esprima il tipo di legame più idoneo a soddisfare le esigenze personali. 

La scelta del partner è espressione sottile in cui l’attenzione indotta dalla storia familiare e dell’ambiente esterno, diretta a cogliere specifici elementi di interesse nell’ aspetto o nel comportamento di una particolare persona, si accompagna a una disattenzione altrettanto selettiva per tutti gli elementi del suo carattere e del rapporto con essa che potrebbero rendere problematica la relazione o contrastare con il mandato familiare. La scelta del partner si basa su un gioco di vuoti e di pieni che proprio attraverso la loro interazione dinamica permette che il rapporto prosegua ed evolva o si interrompa. 

Un modo che ha il bambino di appropriarsi del contenuto di una relazione o di affrontarne gli aspetti problematici è quello di simbolizzarla attraverso una serie di immagini e di comportamenti specifici atti a rappresentarne degli elementi particolari (un atteggiamento affettuoso o critico della madre, una sua espressione mimica, un suo modo di fare o di dire caratteristico). Sembra che frammentare quanto succede nel rapporto in più sequenze comportamentali che vengono poi congelate in una serie di immagini relative a momenti particolari gli offra la possibilità di attribuire un significato alla relazione, attraverso la costruzione di uno o più emblemi mimici. Per contro sembra che spesso le espressioni mimiche che più ci colpiscono negli altri o che stimolano maggiormente la nostra curiosità siano quelle più cariche emotivamente di ricordi e legate a relazioni affettive significative, sia con persone alle quali ci univa un rapporto di sicurezza, sia persone dalle quali ci siamo separati.

La scelta viene effettuata con grande rapidità proprio sulla base di impressioni legate a una serie di messaggi a livello verbale e soprattutto non verbale che le persone si scambiano. 

Un’ unione è tanto più salda e più matura quanto più si è coscienti delle aree di separazione che ci differenziano dall’ altro e si è in grado di accettarle. Unione e separazione sembrano procedere di pari passo e svilupparsi in un processo circolare. Non ci si può unire in modo più soddisfacente se prima non si è separati da un rapporto in cui ciascuno dei partecipanti non è in grado di riconoscere il proprio spazio personale. La separazione è in realtà un processo che può durare anche l’intera vita. 

Quanto più una relazione deve soddisfare esigenze fondamentali di protezione e di sicurezza, tanto più forte è il legame che si sviluppa e tanto maggiore è la minaccia potenziale portata da qualsiasi situazione che lo metta in discussione. 

Svuotarsi quindi da rapporti passati significa anche correre il rischio di veder svuotata di significato la relazione attuale. D’altra parte sembra che solo accettando tale rischio la relazione possa evolvere, trasformandosi in un legame più maturo e soprattutto più libero da vincoli sovradeterminati di dipendenza. 

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