Gioventù Contemporanea: Riflessioni Psicologiche Sul Benessere Dei Ragazzi

Giovani al centro. Riflessioni psicologiche intorno alla gioventù contemporanea

Articolo scritto dalla Dr. ssa Chiara Carangelo

Il 12 Agosto si celebra la Giornata internazionale della Gioventù, voluta dall’Onu per evidenziare l’importanza delle nuove generazioni nel processo di miglioramento della società. L’assemblea Generale delle Nazioni Unite  ha infatti riconosciuto come fosse indispensabile includere i giovani nei progetti riguardanti la pace e la sicurezza, sottolineando la loro importanza nei processi di risoluzione dei conflitti e nella determinazione delle operazioni di mantenimento della pace. Nel programma di azione sono presenti aree differenti di osservazione e di intervento al fine di promuovere appunto  un’osservazione speciale e quindi successive considerazioni operative che mettano al centro la situazione esistenziale e contemporanea dei giovani ( World programme of action for youth, Onu 2010).

1. Giovani oggi. Una riflessione sociologica

Cosa significa essere giovani oggi? L’età che caratterizza la giovinezza oggi è differente rispetto al passato; si è “giovani” dai 16 ai 24 anni, e “giovani adulti” dai 24 ai 34 anni. Si può considerare il periodo della giovinezza come quel periodo che si trova tra la fase dell’adolescenza e quello dell’età adulta in senso stretto, sebbene  il confine sia talvolta labile e non ben definito. Gli obiettivi evolutivi possono pertanto essere fluttuanti riguardando a volte ancora una ricerca di identità (tipica dell’adolescenza) oppure la possibilità di esprimersi, assumendosi importanti responsabilità e direzionandosi verso un “sogno” e un “progetto”. Ciò che caratterizza la gioventù contemporanea riguarda elementi differenti che la contraddistinguono poiché inseriti dentro una cultura e un contesto epocale che si interfacciano con il loro sviluppo e la loro educazione. Lo stile di vita dei giovani ad esempio  è oggi caratterizzato da cambiamenti in termini di difficoltà fisiche e psicologiche, dall’individualismo, da un maggior numero di possibilità di scelta rispetto al passato (Risatti E., 2019). I giovani attuali inoltre, specialmente in Italia, tendono a prolungare maggiormente la loro condizione di dipendenza con la famiglia d’origine; la transizione verso l’età adulta appare più tortuosa soprattutto a causa della situazione lavorativa precaria che ha portato molta incertezza e  difficoltà nella possibilità di prevedere il futuro. Essere “giovani” oggi vuol dire talvolta trovarsi in un contesto attuale non sempre lineare nel quale le condizioni di dipendenza e indipendenza tendono a sovrapporsi creando quelle situazioni di semi-indipendenza che fa sentire i giovani stessi “in between” ovvero a momenti,  per certi aspetti giovani e per altri aspetti  adulti; questo vissuto non è tanto tra due poli certi, quali la giovinezza e l’adultità, quanto piuttosto tra un polo certo (quello che stanno vivendo) e un polo indefinito, rappresentato da una condizione dai confini e dai contenuti ancora incerti

2. Giovani e benessere relazionale

Il benessere dei giovani si può osservare  pensando ad una dimensione bio-psico-sociale che tiene conto degli aspetti  culturali e sociali, unitamente a quelle di natura psicologica che inevitabilmente, tendono ad integrarsi.  Secondo il punto di vista  della psicologia  evolutiva dello psicoanalista E. Erikson,  la giovinezza, in particolare la prima età adulta,  è uno stadio di sviluppo che caratterizza la vita dell’uomo intorno ai vent’anni, fino ai trenta circa. In questa fase appare importante  la ricerca  di  relazioni amorose ed affettive  di tipo più maturo; le relazioni  stesse appaiono caratterizzate da una profonda intimità, da impegno e dalla possibilità di generare una maggiore tendenza alla solidarietà, talora espressa in più attività  come l’amore di coppia,  l’amicizia, il lavoro, le collaborazioni professionali. Può accadere che il raggiungimento di un benessere relazionale non sia sempre presente nella vita dei giovani  che  possono andare incontro a difficoltà e a situazioni di impasse, talvolta espresse attraverso comportamenti e/o o vissuti emotivi quali l’isolamento, la ricerca costante della novità, le decisioni impulsive, la paura dell’intimità. Accanto alle difficoltà sociali e culturali che possono caratterizzare la vita un/una giovane, possono presentarsi, dunque, anche difficoltà emotive e relazionali che potrebbero causare disagio, se non una vera e propria  sofferenza, che può rendere complicato il raggiungimento dei propri obiettivi e dei propri sogni. Scoprire come poter guardare il futuro con speranza, attraverso un viaggio dentro di sé, può essere utile, chiedendo aiuto a un professionista, che può ascoltare e comprendere la tua storia di vita.

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