Ho Il Disturbo Ossessivo Compulsivo? Che cos’è esattamente il DOC?

Ho il disturbo ossessivo compulsivo_ Che cos'è esattamente il DOC_

Articolo scritto dalla Dr.ssa Grazia Munciguerra 

Ti sei mai chiesto se un pensiero che hai ora, e che continua a essere presente nella tua mente, è uno di quelli che i medici chiamano ossessione? Oppure se alcuni comportamenti che metti in atto quotidianamente possono rientrare nel concetto di compulsione, tipico della diagnosi di Disturbo Ossessivo Compulsivo? In questo articolo, potrai conoscere più da vicino il DOC e comprendere se un professionista può aiutarti.

Guardiamolo più da vicino

Il DOC o disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo in cui è possibile individuare due caratteristiche: le ossessioni, sotto forma di pensieri o immagini incontrollabili, e le compulsioni, ovvero comportamenti ripetitivi o rituali. La prima componente scatena nell’individuo le compulsioni, ovvero l’obbligatorietà e l’imposizione di azioni che sono funzionali al ritorno alla quiete. Tuttavia, spesso, ciò non accade perché ad una compulsione ne sopraggiunge un’altra, strutturandosi poi in comportamenti rigidi e eccessivi. Il DOC, inoltre, è un disturbo che può mantenersi a lungo, con fasi altalenanti in cui la persona sembra stare meglio e momenti in cui c’è un peggioramento dei sintomi, soprattutto quando non sostenuti da opportuna terapia. 

Il DOC può strutturarsi anche solo in presenza di una delle due componenti: ossessioni, compulsioni o entrambe e secondo il DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico per i disturbi mentali), tali sintomi devono essere presenti per la maggior parte del tempo giornaliero andando ad inficiare il normale funzionamento dell’individuo nei diversi contesti di vita. 

Un mio paziente, ad esempio, mi raccontava di come passasse la maggior parte del suo tempo libero in pensieri ricorsivi e che riteneva incontrollabili. 

Ossessioni e Compulsioni più frequenti

Le ossessioni possono essere intrusive, per cui la persona le avverte come un fulmine a ciel sereno, fastidiose e prive di senso. Seppur la persona sappia che sono esagerate, non può scegliere di fare a meno di averle. Affermazioni come “puoi non pensarci” o “dipendono da te”, fanno solo sentire il malcapitato incapace e vulnerabile, non solo in presa alle ossessioni, ma anche del giudizio altrui.  Tra le ossessioni che si individuano più spesso nella pratica clinica ci sono quelle relative alla contaminazione o al controllo, ma anche circa l’ordine e la simmetria. Ad ogni ossessione risponde una compulsione, che fa riferimento a rituali ripetitivi, la cui infrazione può generare crisi, in alcuni casi anche violente, o al pensiero che possa succedere una disgrazia. All’ossessione della contaminazione, può subentrare la compulsione di lavarsi costantemente le mani; alla paura di perdere il controllo potrebbe portare al controllo eccessivo, facendo più e più volte una determinata azione; alla simmetria potrebbe obbligare la persona a mettere in ordine i propri oggetti mantenendo costantemente rigidi schemi. Si noti la sottolineatura alla parola costantemente, che indica come la maggior parte del tempo possa essere trascorso, dalla persona, in azioni come quelle descritte.

Fai attenzione

Mentre alcune azioni possono essere assolutamente normali (come il lavare le mani, o mettere a posto le cose), le stesse possono far preoccupare nel caso diventino ripetitive, costringenti e ritualizzanti per tenere a bada l’ansia. Allo stesso modo, le ossessioni che si esprimono in pensieri ossessivi possono rendere le preoccupazioni, le angosce troppo elevate, ingigantendole cosi da non farci più concentrare sul presente.  

Conclusioni

Se senti di vivere con una di queste ossessioni o compulsioni e vuoi iniziare a prenderti cura del tuo benessere mentale, rivolgerti ad un professionista è molto importante. 

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