Il Bambino Maltrattato e Gli Effetti di Un’Infanzia Negata

pexels-shazaf-zafar-9255449

Articolo scritto dalla Dr.ssa Francesca Da Ronch 

1. Quali effetti psicopatologici possono manifestarsi in  bambini, i futuri adulti di domani, che si sono trovati a  vivere relazioni traumatiche?  

Esistono bambini maltrattati e strappati dalla loro infanzia violentemente troppo presto,  che intrattengono relazioni con i caregiver (coloro che si prendono cura dei bambini,  solitamente i genitori) caratterizzate da abusi fisici e sessuali, da trascuratezza emotiva,  negligenza nelle cure materiali, il totale sovvertimento dei ruoli genitore-figlio, bambini che  si trovano a diventare adulti precocemente.  

La presenza di queste dinamiche interpersonali durante l’infanzia può portare ad un  ampio spettro di conseguenze psicopatologiche, comprese le più gravi sul piano del  funzionamento psichico dell’individuo, sulla capacità di autoregolare gli stati affettivi ed  emotivi, così come sulla capacità di mentalizzazione delle emozioni e di elaborazione ed  integrazione degli eventi traumatici all’interno della propria storia di vita. 

Le esperienze traumatiche possono portare a danni a lungo termine, ostacolando il  normale sviluppo fisico, psicologico e sociale. Se abbandonati a loro stessi, non aiutati e  non guardati, i bambini maltrattati potrebbero nella loro crescita non avere a disposizione  strumenti psichici adatti a rispondere alle richieste della vita quotidiana. 

2. Trauma: abuso e negligenza  

Si tratta di parole difficili, forti, a maggior ragione se accostate all’infanzia o a dei bambini,  parole che ai giorni d’oggi vorremmo ne fossero lontane e del tutto estranee, ma che  purtroppo, ancora troppo spesso, si accostano e sovrappongono. Appare quindi  importante chiarirle e definirle. 

Con il termine abuso si vuole comprendere tutte quelle esperienze che implicano  necessariamente la mancata risposta da parte del caregiver ai bisogni del bambino, su  tutti la sicurezza, il senso di appartenenza e la valorizzazione dell’esperienza soggettiva di 

vita. In questi termini allora si può comprendere come negligenza, aggressione fisica e  psicologica vadano a minare il senso di sicurezza del bambino e l’umiliazione, lo  sfruttamento, a minacciare il senso di sé in costruzione nei termini di valori e risorse  personali e sociali.  

Si può parlare di negligenza quando si assiste ad un’assenza di cure e di interesse. Quindi  a definirla, più che la presenza, è proprio l’assenza, la mancanza di qualcosa di cui il  bambino necessita. Si tratta di un tipo occulto e nascosto di abuso.  L’assenza di cure appare silenziosa, sommersa, poco visibile, in quanto non si esprime  nelle ben più chiassose manifestazioni abusanti, come segni fisici, violenze psicologiche,  fisiche o sessuali.  

I bambini che riescono a sopravvivere, portano con loro nell’età adulta fragilità  psicologiche in aree fondamentali quali il senso di sé, del proprio valore personale e di  sicurezza di sé.  

Un resoconto dell’NSPCC definisce la negligenza come “non un problema percepito con  la stessa gravità dell’abuso fisico o sessuale. Eppure, altre forme di abuso sono spesso  accompagnate da negligenza… una negligenza grave può provocare la morte o gravi  danni a lungo termine” (Report of the National Commission of Inquiry into the Prevention  of Child Abuse (1996) Childhood Matters, vol 1, The Report, The Stationery Office,  London). 

Appare difficile rintracciare una definizione univoca e chiara di negligenza proprio perché  deve essere necessariamente formulata in senso negativo. Ciò che la distingue dagli altri  tipi di abusi è che non si può riscontrare in termini di frequenza, quante volte un bambino  si è trovato a vivere una situazione traumatica, ma piuttosto si può pensare alla regolarità  con cui un determinato tipo di cure non sono avvenute.  

“Mentre l’abuso riguarda l’esperienza di un atto ostile o negativo, la negligenza implica la  mancanza di un atto positivo o di cura. È un peccato di omissione piuttosto che di  perpetrazione” (Bifulco, Moran, 1998, p. 38) 

3. Effetti psicopatologici  

In letteratura, molti studi hanno permesso di portare alla luce l’ampio spettro degli esiti  conseguenti agli abusi, alla negligenza e alle esperienze traumatiche in infanzia. Si è  potuto individuare molte aree compromesse con altrettanti sintomi connessi, che si  manifestano sia a breve termine che nell’età adulta: enuresi, encopresi, disturbi di  alimentazione, bassa stima di sé, instabilità emozionale, ridotta sensibilità emozionale, 

mancanza di fiducia negli altri, dipendenze da droghe e alcol, difficoltà di apprendimento,  depressione, ritardo nello sviluppo, prostituzione, delinquenza.  

Le aree coinvolte sono quelle dello stile di attaccamento, adattamento e competenze  sociali, problemi comportamentali, abilità cognitive, apprendimento e abbandono  scolastico. 

È stato comprovato come forme di abuso emotivo e psicologico possano creare  spaccature e compromettere lo sviluppo e la maturazione psichica del bambino, in  particolare del senso di Sé, andando a rafforzare una percezione interna di svalutazione,  di non essere degni d’amore e di cure, arrivando ad una sovversione e distorsione delle  proprie abilità e capacità. Il bambino maltrattato tenderà a sovrastimare i pericoli e le  difficoltà incontrate durante il suo sviluppo, sottostimando invece le proprie competenze  e il senso di efficacia, di riuscire a far fronte ad un mondo difficile.  

4. Negligenza: una forma di abuso data dall’assenza

La negligenza diviene ciò che il bambino conosce e si aspetta e, vivendo questa  mancanza di cure adeguate, il bambino sviluppa la propria personalità e la propria identità  immerso in questo mondo. È proprio il tentativo di organizzare, dare senso e coerenza  all’ambiente che lo circonda che porterà a costruire un’organizzazione psichica coerente  con le forme di abusi subite. Il bambino cerca di dare senso ad un mondo che proprio  non ce l’ha. In questi tentativi organizzativi allora si consoliderà man mano una  percezione di sé negativa, di sfiducia, incertezza e vulnerabilità.  

Gli esiti psicopatologici della negligenza hanno chiare e visibili manifestazioni nella salute  corporea, nello sviluppo emotivo e fisico, nella formazione dell’identità, nelle relazioni  interiorizzate e nei modelli interni di relazioni che poi verranno riprodotti nella vita adulta.  Un bambino non o mal curato difficilmente impara e pensa di meritarsi di potersi prendere  cura di sé.  

Nelle forme più gravi addirittura è stato possibile vedere come si possano presentare gravi  forme di malnutrizione, ritardi nello sviluppo fisico e nell’acquisizione delle tappe  evolutive. 

Se i segni fisici di questi abusi si manifestano nelle forme più gravi, sicuramente la sfera  emotiva, affettiva e psichica rimane quella maggiormente segnata e compromessa. Il  bambino maltrattato porta con sé le cicatrici delle esperienze traumatiche: nei legami di  attaccamento, nella capacità di autoregolazione emotiva, nel tollerare frustrazioni e  imprevisti, nella iperattivazione costante dello stato di allerta. Questi bambini manifestano  poca autostima, incapacità nel controllare gli impulsi, grave forme di passività, mancanza  di creatività e difficoltà nell’apprendimento. 

5. Da cosa dipendono gli esiti psicopatologici degli abusi?

  1. Compresenza di diversi tipi di abusi (sessuale, fisico, psicologico, negligenza);
  2. Cronicità. Quando gli abusi non sono più episodici ma si tratta di relazioni abusanti  stabili e regolari nel tempo; 
  3. Aggravamento degli abusi nel tempo. Quando le esperienze traumatiche peggiorano  con la crescita del bambino; 
  4. Ambiente abusante. Quando è il mondo in cui vive il bambino ad essere maltrattante,  non un singolo genitore, ma l’intera società che dovrebbe proteggere e garantire un  ambiente di crescita facilitante. 

È stato chiarito come gli abusi e le forme di negligenza nelle cure subite in infanzia siano  esperienze traumatiche distruttive che inibiscono la capacità di sviluppo fisico e  psicologico del bambino. Si tratta di una rete complessa di fattori sociali e individuali  responsabile di situazioni di maltrattamento infantile, non esclusivamente a carico dei  singoli, ma che vede una società ed un ambiente di crescita non attento o incapace nel  prendersi cura dei più piccoli durante la loro fase di sviluppo. È il contesto sociale che da  origine e sostiene il maltrattamento, immerso in un intricata e viziosa rete di fattori come  povertà, disoccupazione, condizioni abitative inadeguate e disagiate, conflittualità sociale.  Lo studio degli effetti psicopatologici nei più piccoli porta alla luce queste problematiche  e consente di cominciare a rifletterci e sviluppare tipologie di intervento preventive, volte a  provare a spezzare la concatenazione psicopatologica che si trasmette di generazione in  generazione all’interno della società in difficoltà.  

Stai attraversando un momento difficile? Prenota una sessione gratuita e inizia ora a  risolvere i tuoi problemi, attraverso l’aiuto della Dr.ssa Francesca Da Ronch.

I Nostri Link Preferiti