“Inside Out” e Gestione delle Emozioni: a Cosa Servono e Perché Sono Importanti

“Inside Out” e gestione delle emozioni_ a cosa servono e perché sono importanti

Articolo scritto dalla Dr.ssa Anna Rita Mancini

Viviamo in una società che spinge sempre più verso la rimozione delle emozioni. Esprimere le proprie emozioni, in pubblico, ma anche in privato, è visto come segno di debolezza. Ma cosa succede quando teniamo dentro le emozioni, specie quelle negative come rabbia, tristezza o paura? Le emozioni cominciano a cercare altre vie per esprimersi, attraverso il corpo (dolori allo stomaco e all’intestino, mal di testa, attacchi d’ansia e di panico, disturbi del sonno e disturbi alimentari), ovvero somatizziamo. Per questo le emozioni vanno riconosciute ed espresse, come ci insegna in modo semplice il film che in questo articolo cercherò di reinterpretare.

1. Disney e la psicologia

Attraverso film come “Up”, “Inside Out” e continuando col più recente film “Soul” la Disney ha cominciato a portare sul grande schermo temi psicologici importanti ma di facile comprensione, sebbene il tema del lutto sia una componente ricorrente sin dai primi film e cartoni prodotti dal gigante americano. In particolare “Inside Out”, che potremmo tradurre come “dentro e fuori” – perchè le emozioni sono qualcosa che proviamo dentro, ma che possiamo esprimere fuori – ci porta a riflettere sull’importanza e il ruolo delle emozioni, sia per il benessere psicologico che per le interazioni sociali. 

2. Trama film

La protagonista del film “Inside Out” è una bambina preadolescente che vede stravolto il suo mondo fantastico quando i genitori sono obbligati a trasferirsi in un’altra città e lei è costretta a perdere gli amici e le sue abitudini. Attraverso una serie di vicissitudini, dove viene mostrato più quello che succede nella sua testa, arriverà a compiere una scelta drastica che la porterà a cercare di scappare di casa per sfuggire in realtà l’emozione negativa che non riesce a gestire e tollerare. Rabbia (inteso il personaggio che rappresenta l’emozione) prenderà il sopravvento su Gioia (fino ad allora personaggio principale nella vita della ragazza) e provocherà un “congelamento delle emozioni”, ovvero la protagonista non proverà più nulla, nessuna emozione. Alla fine però Gioia capirà che l’unico modo per aiutare la ragazza a recuperare il senno e a rinunciare alla fuga sarà quello di dare a Tristezza, sino ad allora tenuta in disparte da Gioia, l’opportunità di esprimersi. Così lasciandosi andare al pianto e rivelando ai genitori il motivo del suo malessere la protagonista riesce a superare la sua crisi e a costruirsi una nuova vita nella nuova città.

3. Le  5 emozioni primarie o emozioni di base

Nel film sono riproposte le emozioni primarie sotto forma di personaggi il cui nome richiama l’emozione specifica e sono: gioia, tristezza, rabbia, paura e disgusto. Come si può capire subito dal film, queste emozioni fanno la loro comparsa presto nella vita delle persona: inizialmente compaiono gioia, tristezza e rabbia (quello che provano gli infanti), poi seguono disgusto e paura. Durante lo svolgersi del film impariamo che tutte e cinque le emozioni svolgono un ruolo importante nella crescita personale. 

Se non provassimo gioia non potremmo goderci la vita, (che poi – tema ripreso anche dal film “Soul” – si può trovare la gioia anche nelle piccole cose se impariamo a riconoscerla) e probabilmente non riusciremmo a superare i momenti tristi e traumatici cadendo in un perenne stato depressivo. La rabbia ci serve per difenderci, affermarci, esprimere dissenso, se moderata. La paura e il disgusto ci fanno evitare situazioni rischiose, ci proteggono dal contatto con stimoli potenzialmente dannosi facendoceli evitare (posso provare disgusto, ad esempio, per un ambiente nel quale mi sento a disagio, in questo modo lo evito). 

Ogni volta che proviamo un’emozione, qualunque essa sia, questa ci sta comunicando qualcosa di importante, ed è per questo dobbiamo riconoscerle, comprendere la loro funzione, accettarle, e non  reprimerle se vogliamo vivere una vita serena.

Attraverso il riconoscimento e la gestione delle emozioni acquisiamo una maggiore consapevolezza di noi stessi e ci predisponiamo alle relazioni con gli altri. 

4. Le emozioni e  i ricordi base

Le emozioni sono importanti anche perché – continua a spiegare il film – creano i “ricordi base”. Del resto se ci pensate ogni evento che ricordiamo chiaramente è associato a una forte emozione, positiva o negativa. Momenti  in cui abbiamo provato gioia e felicità, ma anche esperienze che ci hanno spaventato o ferito, sono destinate a diventare dei “ricordi indelebili” che condizionano la nostra intera vita,anche se non ce ne rendiamo conto. 

Le emozioni, i ricordi base e la psicoterapia. 

Molti di questi ricordi risalgono ai primi anni di vita, ed è la ragione per cui hanno un potere forte su di noi. Per questo, nei miei percorsi terapeutici durante la fase anamnestica (la raccolta della storia di vita della persona) chiedo sempre ai miei pazienti quali sono i loro “primi ricordi”, i più ancestrali. Parte del lavoro terapeutico procede attraverso l’analisi dei ricordi che sono ricchi delle emozioni provate per le persone importanti del nostro passato, emozioni spesso rimosse e negative quali rabbia e tristezza.

Sono soprattutto le emozioni negative che portano la persona a cercare un aiuto professionale. Le emozioni negative ci segnalano che abbiamo bisogno di guardarci dentro, capire cosa ha scatenato quell’emozione, perchè, e cosa eventualmente potremmo fare per ricreare l’equilibrio interiore e la serenità.

Conclusione

“Inside Out” spiega che per ritrovare la gioia è necessario affrontare e non fuggire le emozioni negative, intraprendere quindi un doloroso ma necessario processo che va affrontato in quanto se decidiamo di ignorare le emozioni queste troverebbero il modo di uscire fuori o ci porterebbero a fare scelte sbagliate. Si tratta di una sfida che continuamente ci troviamo ad affrontare nelle vita, a prescindere dall’età, dalle condizioni alle quali far fronte, dall’entità delle sfide e dalla mancanza o presenza di supporti esterni.

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