Ipocondria: ansia per la salute e come superarla

Ipocondria ansia per la salute e come superarla

Il termine “Ipocondria”, in ambito clinico, è stato sostituito con “Disturbo da ansia di malattia”, nonostante tale problematica sia spesso associata con il vecchio nome. In questo articolo verrà spiegato di cosa si tratta, quali sono i suoi segnali per riconoscerla e le strategie che possono essere messe in atto per superarla

1. Ipocondria: Come riconoscerla

Tra i più importanti studiosi, è stata identificata, come caratteristica principale tipica del disturbo da ansia di malattia, la credenza di avere o di stare sviluppando una grave malattia, nonostante il fatto che accurate indagini mediche non abbiano identificato segni di patologia dal punto di vista organico. Per alcune persone la malattia ha implicazioni estremamente negative e può essere presente un’intensa paura di morire o per ciò che avverrà dopo la morte. I soggetti che presentano questa difficoltà concentrano i propri timori sulla paura di ammalarsi, sulla propria debolezza, sull’ascolto attento ed eccessivo dai segnali provenienti dal corpo. Nonostante le rassicurazioni mediche non riescano a dissolvere questi timori, alcuni ricorrono costantemente al proprio medico mentre altri, a causa della paura di tutto ciò che è in relazione a malattie fisiche, tendono ad evitare quanto più possibile contatti con specialisti e informazioni sanitarie. Talvolta, la ricerca di rassicurazione può trasformarsi nella tendenza a consultare in continuazione esperti senza averne un effettivo bisogno, nonostante anche, il soggetto sia consapevole che i propri timori possano essere esagerati e che potrebbe non aver contratto alcuna malattia. 

Gli studi riportano che alcune caratteristiche tipiche delle persone che presentano questa problematica sono:

  • le rimuginazioni, ossia catene di pensieri negativi che, in questi casi, sono relative ai sintomi e alla salute;
  • le azioni di controllo (anche mentale) di una o più parti del corpo alla ricerca di segni di malattia; 
  • l’evitamento di alcune attività, tra le quali quelle che implicano sforzi fisici, oppure situazioni che espongono la persona a rimuginare sul proprio stato di salute o all’ansia, come la visione di programmi televisivi relativi a malattie. 

Tali meccanismi rappresentano i fattori di mantenimento dell’ansia e delle preoccupazioni relative al benessere fisico, dunque, le alimentano, instaurando così dei circoli viziosi.

L’ansia per la salute può causare un disagio significativo e può incidere in modo negativo sulla socialità, sul lavoro, o in altri ambiti importanti per la persona. La gravità delle preoccupazioni tende a fluttuare giornalmente o mensilmente e può verificarsi in congiunzione con un disturbo da attacchi di panico.

2. Ipocondria: Come superarla

Le persone ipocondriache si concentrano sui segnali provenienti dal proprio corpo, credendo fortemente di soffrire di una malattia che abbia origine organica. Il primo passo fondamentale da mettere in atto è quello di riconoscere che si tratta di una problematica legata alla sfera psicologica e, in quanto tale, necessita del supporto di un professionista di tale settore. A tal proposito è importante considerare la terapia psicologica come un’opportunità per scoprire qual è il problema e che “non c’è nulla da perdere” nel provarci.

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) rappresenta il trattamento d’elezione per i sintomi dovuti all’ansia per la salute. Inoltre, anche la Mindfulness, se praticata spesso e costantemente può rivelarsi utile.

3. Terapia psicologica per l’Ipocondria

Lo scopo principale del trattamento dell’ansia per la salute consiste nell’alleviamento delle preoccupazioni e il cambiamento della rappresentazione di malattia, a cui fa riferimento il soggetto. Secondo la prospettiva Cognitivo-Comportamentale (CBT), è fondamentale identificare la relazione che esiste tra pensieri, emozioni e comportamenti e, attraverso la valutazione dei propri pensieri in maniera più realistica e adattiva, è possibile sperimentare un miglioramento del proprio stato emotivo e del comportamento. Al fine di giungere a tale risultato, la CBT si avvale della combinazione di tecniche cognitive, comportamentali e di immaginazione. 

3.1. Tecniche cognitive

Le tecniche cognitive impiegate nel trattamento si basano principalmente sulla capacità di spostare l’attenzione del soggetto dal sintomo fisico ai pensieri e comportamenti a esso associati. Attraverso la rielaborazione cognitiva è possibile, inoltre, identificare un modello alternativo di affrontare il problema e riesaminare particolari convinzioni. 

3.2. Tecniche comportamentali

Attraverso specifiche tecniche comportamentali è possibile agire su quei comportamenti che non fanno altro che alimentare l’ansia, come la ricerca di rassicurazione, il controllo del proprio corpo, le continue consultazioni mediche o, al contrario, l’evitamento di ciò che concerne le informazioni in ambito sanitario. 

3.3. Tecniche di immaginazione

La modificazione di immagini mentali o fantasie, talvolta, assume un ruolo fondamentale e può avvenire a diversi livelli, consentendo di produrre un cambiamento non solo a livello cognitivo, ma anche a livello emotivo.

3.4. Mindfulness

Le persone che soffrono di ansia per la salute, molto spesso, riferiscono l’incapacità di smettere di pensare alle preoccupazioni relative alla malattia. La Mindfulness, a tal proposito, si rivela efficace poiché aiuta le persone a prestare attenzione cosciente ed intenzionale al momento presente, migliorando l’abilità di distaccarsi dai pensieri e dalle sensazioni, imparando a viverli in modo diverso e meno doloroso.

Conclusione

In quest’articolo si è visto come nell’ipocondria, o ansia per la salute, tematiche come la malattia o la morte siano particolarmente salienti. Molto spesso, la difficoltà maggiore può essere quella di riconoscere che la difficoltà presentata sia connessa alla sfera psicologica. La psicoterapia, in questo caso, può rappresentare un’opportunità riguardo alle eventuali risposte al problema. Inoltre, vi sono recenti studi che dimostrano l’efficacia della terapia Cognitivo-Comportamentale rispetto ad altri trattamenti e l’assenza di trattamento. 

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