Jenny è Pazza, Canzone di Vasco Rossi: Affronta il Tema della Depressione Attraverso Musica e Parole

Jenny è pazza

Articolo scritto dalla Dr.ssa Erika Trombotto

La canzone di Vasco Rossi, scritta nel 1977 ed inserita nell’album “Ma cosa vuoi che sia una canzone” affronta in modo innovativo e differente il tema della depressione; attraverso musica e parole; la canzone infatti parla di una presunta ragazza che sembra soffrire di questo disturbo. Si sente spenta, avrebbe solo voglia di dormire e non ha più interesse o istinti. Non sente più niente, non prova emozioni, non ha più voglia di giocare e viene osservata dalla gente, incapace e impotente di aiutarla e di starle vicino. 

1. Jenny alter-ego di Vasco Rossi?

“Jenny non vuol più parlare non vuol più giocare, vorrebbe soltanto dormire…Jenny non vuol più capire, sbadiglia soltanto, non vuol più nemmeno mangiare. Jenny è stanca, Jenny vuole dormire, Jenny è stanca, Jenny vuole dormire”.

Vasco Rossi, in questi versi descrive in modo attento ed efficace i sintomi tipici della depressione: l’apatia, il rifiuto di tutto e tutti, una stanchezza che impedisce di alzarsi anche dal letto, dove Jenny ora passa la sua vita a guardare il vuoto. L’Autore non si sta rivolgendo soltanto a chi almeno una volta nella vita ha fatto la conoscenza di questa donna, (che rappresenta la depressione) ma anche e soprattutto a se stesso. Nel corso degli anni infatti, in diverse interviste ha confessato di aver incontrato e superato la depressione. Talvolta da solo, talvolta utilizzando droghe e alcool, in altre occasioni facendosi aiutare.

“Jenny ha lasciato la gente a guardarsi stupita, a cercar di capir cosa…Jenny non sente più niente, non sente le voci che il vento le porta”

La depressione è qualcosa che può sbucare fuori all’improvviso: la ferita che magari è rimasta nascosta nel tempo, a causa di momenti di vita che si stanno attraversando, può uscire improvvisamente e colpire!

Io che l’ho vista piangere di gioia e ridere che più di lei la vita credo mai nessuno amò, io non vi credo… lasciatela stare voi non potete”

All’epoca della stesura della canzone, più di 40 anni fa, quando andare da uno psicologo era un lusso per pochi e chi ci andava era etichettato e giudicato, parlare di depressione era un tabù e di conseguenza, come dice anche la canzone: come poter avvicinare e aiutare queste persone? Il risultato dunque è lasciare ancora più sola Jenny?

2. La speranza di Vasco che Jenny possa farcela

“Jenny non può più restare, portatela via, rovina il morale alla gente. Jenny sta bene è lontano…la curano, forse potrà anche guarire un giorno, Jenny è pazza, c’è chi dice anche questo, Jenny è pazza, c’è chi dice anche questo!

In queste parole emerge una speranza verso la guarigione di Jenny, che ora sta bene, ma anche una denuncia verso la società o, più nello specifico, verso le persone che sono in relazione con Jenny e la sua problematica: molto spesso si preferisce infatti non pensare al male che vivono gli altri, ad allontanarci da esso, a non interessarci, come meccanismo di difesa. 

Ma “Jenny ha pagato per tutti, ha pagato per noi, che restiamo a guardarla ora…Jenny è soltanto un ricordo, qualcosa di amaro da spingere giù in fondo”.

Con queste ultime parole si percepisce la sofferenza che la depressione può provocare; ma si può superare con l’aiuto di un professionista e ricondurla a un ricordo, “amaro”, ma un ricordo.

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