La Famiglia Disfunzionale Tra Relazioni E Sintomatologia

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Enrica Esposito 

1. La Famiglia sana o disfunzionale

Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Quando si può dire che una famiglia è disfunzionale (patologizzante)? Quando le dinamiche familiari interferiscono con le scelte relazionali e di vita future?  Esiste realmente un limite netto tra famiglia funzionale (sana) e disfunzionale? Per poter rispondere a questi brevi quesiti dobbiamo iniziare a vedere insieme cos’è una famiglia. La famiglia è un sistema di persone unite da legami consanguinei o di natura legale (affidamento, matrimonio, adozione, unioni civili etc). È all’interno dell’ambiente familiare che ogni individuo cresce e si plasma e nel quale acquisisce modalità relazionali che lasceranno, inesorabilmente, un segno profondo nelle successive scelte di vita e d’amore. Ogni famiglia ha il compito di garantire possibilità di sviluppo di tutti i suoi componenti, nel rispetto dell’individualità e delle potenzialità di ciascuno. Possiamo, quindi, definire la famiglia come la strada dalla quale partire per poter sviluppare amore per sé e un giusto equilibrio tra il senso di appartenenza e la spinta all’autonomia.

2. Tra funzionalità e disfunzionalità familiare

In una famiglia funzionale esistono gerarchie, confini e ruoli ben definiti ma non rigidi. La comunicazione è fluida e diretta. L’espressione affettiva è sostenuta, incoraggiata ed accettata. I membri della famiglia riescono a comunicare fra loro guardandosi negli occhi. La famiglia ha il compito di attraversare e fare fronte a diversi compiti evolutivi del ciclo di vita: eventi attesi o normativi (il costituirsi della coppia, la nascita dei figli o di una progettualità comune, l’assunzione del ruolo genitoriale, l’adolescenza, lo svincolo dei figli) e inattesi o para-normativi (separazione, lutti, malattie etc). Quando all’interno della famiglia si vengono a strutturare ruoli considerati irreversibili, etichettamenti e funzioni molto rigide, ciò che avviene è che i membri del nucleo familiare non riescono a fare fronte ai cambiamenti richiesti da quella fase del ciclo di vita restando così bloccati a quella tappa evolutiva. Si struttureranno, dunque, dei rapporti non funzionali e patologici tra gli stessi componenti del nucleo familiare, che si riverseranno anche nelle relazioni extrafamiliari e le scelte di vita future.  

3. Relazioni familiari disfunzionali e sintomatologia

Per poter al meglio calarci in ciò che stiamo affrontando facciamo un esempio concreto di un caso che ho seguito. Carla (nome fittizio) è una giovane donna-adulta di 27 anni che vive con i suoi genitori e sua sorella minore. Carla è in una fase di svincolo ossia di separazione e indipendenza per trovare la sua strada futura. Tuttavia, Carla ha sempre svolto in famiglia il ruolo di confidente e compagna della madre nei momenti di solitudine, ruolo affidatole implicitamente, ma anche del “giullare” nei momenti conflittuali familiari. Quando a Carla è prospettata la possibilità di un lavoro lontano da casa insorge in lei una forte sintomatologia ansiosa che le impedisce di allontanarsi, anche solo per brevi tratti o passeggiate. Vediamo cosa è avvenuto. Quando ad una famiglia è richiesto di affrontare un nuovo compito di sviluppo del ciclo di vita (in questo caso normativo) deve poter modificare le vecchie modalità di funzionamento e potersi ristrutturare. Quando, invece, in una famiglia come in quella di Carla, i ruoli sono eccessivamente rigidi, il peso del senso del dovere comune è maggiore rispetto al riconoscimento dei bisogni individuali: ciò che avviene è che il sintomo (in questo caso l’ansia) interviene per dare voce ad un conflitto, sorto tra il dovere (patologico) di continuare ad essere la piccola di casa, che trascorre il tempo con la madre che resta sempre sola, ed il desiderio (sano) di voler crescere. Ma cosa ha causato realmente l’insorgenza del disagio/sintomo di Carla? Possiamo considerare il sintomo come il portavoce del sistema di relazioni e interazioni familiari disfunzionali, quella terra di compromesso che consente alla famiglia di non affrontare il cambiamento strutturale, di ruoli, regole e funzioni che ogni fase di transizione richiede. Nel caso di Carla, il disagio è stato espresso dall’ansia ma il disfunzionamento familiare può prendere altre forme come: mancanza di fiducia in se stessi, difficoltà legate all’alimentazione, disturbi dell’umore, difficoltà scolastiche, disagi relazionali etc. In una famiglia, l’assetto familiare e le relazioni hanno necessità di cambiare ed evolversi. Ogni passaggio evolutivo richiede ai membri della famiglia di riadattarsi sulla base non solo del bene comune ma anche del riconoscimento dei bisogni e desideri di ciascun membro. 

Quando le relazioni familiari diventano disfunzionali, l’intervento di un professionista può aiutare a far emergere i nodi relazionali, riattivare un processo di ristrutturazione interno del sistema familiare e favorire l’espressione dei bisogni personali di ogni membro al fine di promuovere delle modalità più funzionali di ascolto reciproco, per riattivare il ciclo di vita bloccato.

Se credi che nella tua famiglia siano attive modalità di comunicazione poco chiare, che il bisogno del singolo sia ignorato, che le emozioni vengano negate, disconosciute o addirittura manipolate per il tornaconto altrui, che vi siano ruoli eccessivamente rigidi o inversione di ruoli, non esitare a chiedere aiuto ad un professionista.

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