La sessualità e le Sue Dimensioni: Uno Specchio sulla Relazione

La sessualità e le sue dimensioni-uno specchio sulla relazione

Articolo scritto dalla Dr.ssa Cristina Mattei

L’esperienza sessuale è così intima e soggettiva da potersi esplicare in svariate dimensioni espressive, che spesso coinvolgono un’enorme varietà di sfumature emotive. Infatti, rappresenta di per sé un’esperienza complessa, dove tale aggettivo è proprio inteso nel significato latino di complexus e sta dunque a rappresentare la presenza di un intreccio costituito da molteplici parti tra loro interdipendenti. La complessità di tale esperienza deriva proprio dall’incontro tra due mondi interni, il proprio e quello del partner sessuale, dal cui intreccio proviene un esito di dubbia prevedibilità.

1. Le dimensioni della sessualità

Le dimensioni della sessualità sono molteplici e collocabili a diversi livelli. 

Agli estremi possono esserci una dimensione riproduttiva e una dimensione procreativa: se la prima rimane legata unicamente all’obiettivo evoluzionistico della conservazione della specie, tipico del mondo animale e mediato dalla parte più arcaica del cervello umano (chiamato il cervello rettiliano), la seconda si colloca all’estremo opposto. Si trova infatti connessa al significato più complesso e profondo di un’apertura alla vita, al desiderio deliberato di donare la vita ad un altro individuo, in un gesto intenzionale e condiviso dalla diade.

Esiste poi una dimensione ludica, in cui si gode del corpo insieme all’altro come in un gioco esplorativo. Il centro di tale dimensione permane dunque il piacere e la sua ricerca ed esplorazione, a partire dalla masturbazione infantile fino alla condivisione con l’alterità. Talvolta è possibile rimanere ancorati a questo livello, per scelta o per paura (talvolta inconsapevole) di un coinvolgimento emotivo di difficile gestione o da cui si teme possa scaturire uno stato di sofferenza. 

La sessualità può anche muoversi in una dimensione sociale, legata alla creazione di legami: in questo caso nell’esperienza sessuale prende spazio l’emotività. Viene infatti coinvolta una parte del cervello filogeneticamente più evoluta e avente un ruolo fondamentale in questo aspetto, il sistema limbico. Con l’altro non vi è più solo la condivisione del gioco, ma vi è uno scambio relazionale, si crea un noi, seppur privo di una progettualità condivisa.

Nella dimensione semantica della sessualità, l’esperienza sessuale diviene “fare l’amore”, in una condivisione di significati con l’altro dove l’orgasmo va ben oltre la semplice funzione genitale. La diade in questo caso mette in campo una reciprocità emotiva, in cui ciascun membro della coppia cerca l’Altro proprio in quanto tale, facendo esperienza della sessualità come uno dei modi per dare e ricevere amore. In questo tipo di circostanza, viene coinvolta la neocorteccia, sede cerebrale deputata alle funzioni cognitive superiori come l’attribuzione e condivisione di significati.

In questa direzione si colloca la dimensione narrativa della sessualità̀, nell‘intimità̀ del suo passato, presente e futuro, nella costruzione di una storia con l’altro. La quotidianità condivisa stimola il desiderio di raccontare e raccontarsi, scorgere nuovi significati insieme e giungere a nuove narrazioni, seguendo il flusso del mutamento di tutte le cose. Questa dimensione può favorire la capacità della coppia di inventare sempre nuovi modi di stare insieme.

2. Quando inizia davvero il rapporto sessuale con il proprio partner?

Provando a riflettere sulle proprie esperienze sessuali con una certa attenzione, ci si potrà accorgere che il rapporto sessuale inizia molto prima del momento in cui avviene l’atto in sé. Spesso é presente un’anticipazione cognitiva rispetto all’evento, in cui si inizia a pensare all’incontro sessuale: ciò può avvenire, ad esempio, in una situazione in cui il contesto nel quale si è immersi o la distanza fisica dal partner non permettono di andare oltre alla sfera del pensiero. Quello che avviene nel lasso di tempo presente tra l’anticipazione mentale e la possibilità̀ di mettere in atto ciò che si é atteso e immaginato può̀ arrivare in alcuni casi a modificare le nostre intenzioni e i nostri desideri originari. In altre circostanze, può invece condurci ad un approccio, che può essere a sua volta avanzato o ricercato dal partner. 

Tuttavia, anche la fase dell’approccio concreto rappresenta un momento molto delicato per l’attivazione di una sintonizzazione che porti ad una sentita e reale condivisione di intenti.  Non sempre infatti, i desideri e i bisogni del partner risultano perfettamente allineati ai propri. Questo può condurre talvolta alla non realizzazione del rapporto sessuale o al contrario alla necessità di assecondare i bisogni del partner piuttosto che i propri, posizione che porta inevitabilmente a non godere pienamente dell’esperienza sessuale.

Proprio come le fasi relazionali precedenti, anche lo stato in cui il rapporto sessuale giunge ad una fase di risoluzione rappresenta un momento delicato per ciò̀ che concerne le aspettative di ciascuno e la condivisione o meno di significati. C’è infatti chi, al termine del rapporto, può desiderare avere un momento tutto per sé e chi invece sente il bisogno di un contatto fisico e affettivo con il partner. Anche in questo contesto, è importante ricercare e sapere trovare un equilibrio nell’incontro tra il mondo interno del partner ed il proprio.

3. Esiste una “giusta” dimensione della sessualità?

Ciascuna persona può trovarsi a sperimentare diverse dimensioni della sessualità, all’interno della stessa relazione nel corso del tempo oppure con partner diversi. 

Basti pensare alla circostanza in cui una recente conoscenza con il partner, che si muove in una dimensione sessuale prettamente ludica, possa arrivare al desiderio condiviso della procreazione con il consolidarsi della relazione.

Il fatto che non tutti i possibili mandati sessuali vengano realizzati non significa che l’esperienza vissuta non possa essere ugualmente pienamente appagante.

Non esiste infatti una dimensione della sessualità “giusta” o “sbagliata”, ma piuttosto quella che stiamo esperendo con il partner, che può fare da specchio al momento relazionale che stiamo attraversando insieme.

Infatti, qualunque sia il livello dimensionale in cui si colloca l’incontro sessuale che si sta vivendo, permane fondamentale la sintonizzazione relazionale con l’altro: questo è ciò che permette all’esperienza di essere a tutti gli effetti piacevole e qualitativamente positiva.
Un invito a riflettere…quali sono le dimensioni della sessualità̀ che avete conosciuto in modo diretto o che state vivendo oggi? 

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