La Sessualità: Piacere o Godimento? Da Freud ai Tempi Odierni

la sessualità piacere o godimento- da Freud ai tempi odierni 2

Articolo scritto dalla Dr.ssa Francesca Pignatale

1. La sessualità in Freud

Per Freud la sessualità è legata all’eccitazione sessuale e quindi è una sessualità di tipo autoerotica, ossia il piacere viene ottenuto dal proprio corpo senza che vi sia un’interazione con un oggetto esterno. Tutto l’impianto teorico freudiano è legato al concetto di scarica pulsionale e di eccitazione (libido) che proviene dagli organi (concezione biologica).  Egli individuò cinque diverse fasi dello sviluppo psicosessuale: fase orale, anale, fallica, fase di latenza e genitale ed in ciascuna di esse ha individuato una diversa zona erogena (zona del corpo in cui viene scaricata la pulsione libidica). Una fissazione in una delle quattro fasi antecedenti a quella genitale comporta delle difficoltà nello sviluppo della fase genitale e ne conseguirà che l’individuo non riuscirà a provare piacere in relazioni sessuali significative e mature. Bisognerà risolvere la fissazione in una delle due fasi affinchè l’individuo possa procedere nello sviluppo psicosessuale arrivando ad una forma di sessualità adulta (genitale). Nel volume intitolato “Saggi sulla teoria della sessualità” del 1905, Freud descrive l’evoluzione della sessualità infantile

2. Le fasi di sviluppo psicosessuale in Freud

2.1 Fase orale

Tale termine indica la prima fase dello sviluppo psicosessuale infantile postulato da Freud, comprendente i primi 0-18 mesi di vita, in cui il piacere libidico è legato in modo prevalente all’eccitamento della cavità orale e delle labbra che accompagna l’alimentazione attraverso la suzione. 

L’attività di nutrizione fornisce i significati elettivi con cui si esprime e si organizza la  relazione oggettuale (che si sviluppa dai 12 mesi ai 18mesi di vita), essendo la           Questa fase è interamente gestita dall’Es (istanza psichica volta al soddisfacimento del piacere), si crea l’Ur vertrauen ossia la fiducia primordiale: il bambino pensa che tutto il mondo appartenga a lui o alla sua bocca; è egoista ed egocentrico (Kohut definirebbe questa fase narcisismo primario). Durante la fase orale, la modalità fondamentale di relazione con il mondo esterno è quindi di tipo nutritivo; la libido si concentra nella zona orale che è la zona erogena di questa fase.

Il bambino, infatti, tende a portare ogni cosa alla bocca, dal seno della madre agli oggetti che lo circondano, ed attraverso questa inizia a relazionarsi col mondo. La durata della fase orale è variabile e strettamente dipendente dalla modalità e durata dell’allattamento (ed anche dal tipo di relazione di attaccamento).

Le fissazioni in questa fase sono chiamate fissazioni orali e si concretizzano in  comportamenti adulti che ruotano attorno all’alimentazione e suzione, tendenza al vittimismo, dipendenze da: tabagismo, alcolismo, logorrea, cibo e portano alla sviluppo di una personalità di tipo sarcastica e pungente che in psicoanalisi sono definite “caratteristiche sadico-orali”.

2.2 Fase anale

Interessa la fascia d’età che va dai 18 ai 36 mesi circa. Durante questo periodo, l’interesse del bambino si sposta dalla zona orale a quella anale e ciò avviene   contemporaneamente all’acquisizione del controllo delle funzioni sfinteriche.                                                        

Il bambino trae appagamento dal controllo autonomo degli sfinteri; il controllo e l’espulsione dei “rifiuti” del proprio corpo costituiranno, oltre che una forma di gratificazione, uno strumento di regolazione delle relazioni con l’ambiente circostante . Il bambino prova interesse verso i propri escrementi e spesso l’espulsione è accompagnata dalla paura di una perdita e da un senso di incompletezza. Il controllo sfinterico porta allo sviluppo dell’autonomia e dell’autostima in quanto il bambino inizia a controllare autonomamente qualcosa che ha a che fare con il proprio corpo senza che ciò dipenda da una regola imposta dall’esterno (genitori). Secondo Freud, l’incapacità di risolvere i conflitti in questa fase e la scorretta imposizione del vasino possono condurre allo sviluppo di una fissazione anale ritentiva od anale espulsiva

La fissazione anale espulsiva, originata da un’eccessiva gratificazione nella fase anale e da un’educazione eccessivamente permissiva, si manifesta nel bambino con la tendenza a defecare in posti non opportuni, portando alla costituzione di un carattere anale espulsivo, il quale svilupperà una personalità estremamente disordinata, crudele e distruttiva, con tendenza alla manipolazione (personalità borderline e narcisismo secondario secondo la classficazione di Kouth). 

Nel caso in cui la gratificazione legata all’espulsione anale risulti insoddisfacente, il bambino trarrà piacere dalla ritenzione delle feci, a dispetto dell’educazione impartita dai genitori (prima forma di ribellione), provocando una fissazione anale ritentiva; ne consegue che il futuro adulto con carattere anale ritentivo sarà  caratterizzato dall’estrema cura dei dettagli, con uno spiccato senso del possesso, parsimonioso, organizzato, ostinato ed ossessionato dall’ordine e dall’igiene (personalità ossessivo-compulsiva). 

2.3 Fase fallica

 Questa fase si sviluppa durante un’età compresa tra i 3 e i 6 anni circa e in questo periodo l’interesse del bambino si sposta verso i genitali. Il bambino inizia ad esplorare le proprie zone genitali, scoprendo il piacere che ne deriva ed il dismorfismo sessuale (piacere nel mostrarsi); entrambi i sessi manifestano in questo periodo un comportamento fortemente esibizionista. Durante questa fase avviene lo sviluppo del Super Io (istanza deputata ai valori morali, alle regole e al controllo dei comportamenti impulsivi che fonda la coscienza morale) che si forma  nel momento in cui il bambino si identifica ed interiorizza le regole esterne (di genitori ed educatori) un ruolo particolare in questa fase è quello paterno che funge da terzo nella relazione madre-bambino. Infatti Freud in questa fase include il la fantasia inconscia nel bambino/a di avere un rapporto sessuale con il genitore    

dell’altro sesso.Il superamento di questo complesso porta allo sviluppo nel bambino dell’identità sessuale. Terminata la fase fallica gli impulsi sessuali saranno rimossi. Una fissazione in questa fase produce personalità risolute, autonome, orgogliose ed egoiste. Freud riteneva che in questa fase avvenisse lo sviluppo dei caratteri dell’omosessualità. In adulti con carattere fallico si denotano promiscuità, asessualità e amoralità ed anche disturbi relazionali e sessuali.

2.4 Fase di latenza

Interessa i bambini con un età tra i 6 anni alla pubertà. In questa fase la libido non 

viene mostrata verso nessuna zona erogena e si definisce “dormiente” ossia latente. Se la rimozione delle pulsioni nelle fasi precedenti è avvenuta adeguatamente la libido verrà sublimata verso altri scopi. Lo scopo centrale di questa fase è sviluppare le relazioni sociali e i rapporti di amicizia con i pari. In questa fase avviene un ulteriore sviluppo dell’identità di genere attraverso l’identificazione con il genitore dello stesso genere sessuale.

2.5 Fase genitale

 Questa fase inizia con la pubertà (periodo di tempo che intercorre nelle ragazze  dagli 11 ai 18 anni e nei ragazzi dai 14 ai 21 anni) in cui avvengono cambiamenti  fisici, ormonali e psicologici e si protrae per il resto della vita dell’individuo. In questa fase gli impulsi sessuali, che si erano spenti durante la fase di latenza, riaffiorano. Se durante le fasi precedenti si sono generate delle fissazioni, secondo Freud, non si avrà uno sviluppo sessuale genitale pieno. 

Durante questa fase si ha lo sviluppo dell’Io (istanza deputata alla regolazione e al  controllo tra l’Es e il Super-Io).

In questo periodo avviene la sperimentazione sessuale di tipo adolescenziale e successivamente l’individuo investirà in una relazione amorosa con un’altra persona instaurando una relazione più adulta e matura.

2.6 Piacere o godimento?

Massimo Recalcati nel suo libro dal titolo “Esiste il rapporto sessuale?” riprende il pensiero di Lacan sulla sessualità, discostandosi da quello Freudiano, incentrato sul piacere come un sensazione di piacevolezza legata al corpo sovraeccittato, soffermandosi sul concetto di godimento che distingue la sessualità umana da quella delle altre specie. Contrariamente agli animali per gli esseri umani i rapporti sessuali non si basano sull’istinto: “Contrariamente a quanto accade nel mondo animale, dove colori, odori, stagioni, maturazione degli organi riproduttivi sono comandi naturali sufficienti a innescare un accoppiamento tra i sessi senza inciampi, il percorso del desiderio sessuale umano è inevitabilmente labirintico e accidentato”.
Per Recalcati il godimento è un’esperienza più completa rispetto al semplice piacere che si connota di gioia, di estasi ma anche di una certa “quota di inquietudine e di turbamento”, poichè al contrario del piacere (che crea una sorta di equilibrio tra il corpo e la coscienza) il godimento crea un vero e proprio squilibrio tra corpo e la coscienza.

Se l’esperienza del godimento diventa esagerata ed eccessiva in tal caso si parlerà di godimento perverso che è di tipo distruttivo perché trasforma l’eccitazione in un violento impeto, la tenerezza diventa una forma di possesso dell’altro, il desiderio evolve in bramosia e piuttosto che il ritrovarsi di due singolarità si trasforma nel perdersi insieme.

Al contrario il godimento erotico è ciò che da colore alla vita.

Come si può dedurre grazie alla svolta in psicoanalisi dal paradigma monopersonale a quello bipersonale ne consegue che non era più accettabile una teoria sessuale basata sul concetto meramente biologico di pulsione ma attualmente si considera la sessualità come uno scambio tra due persone ossia si ha un’esperienza sessuale nel rapportarsi con un altro.

Riprendendo le parole di Luisa Crevenna:

Rovesciando il paradigma freudiano, possiamo rilevare come il disagio postmoderno sia alimentato non più dagli effetti di una repressione della sessualità, dalla costrizione e dai limiti imposti dal sistema normativo sociale sullo strutturarsi della soggettività, ma, all’opposto, dal liquefarsi degli apparati simbolici e delle strutture collettive delle soggettività, che erano certamente un limite ed un vincolo, ma anche potenti organizzatori della vita pulsionale“. La società oggi con il suo carattere più fluido e flessibile ha fortemente influenzato la sessualità, il modo in cui oggi viene vissuta e le diverse modalità in cui essa si attua. Basti pensare a quanto temi, abbastanza nuov,i come quello dei transgender e del travestitismo possano influire sul concetto di sessualità.

Quando si fa fa riferimento ad un’esperienza soddisfacente di godimento sessuale bisogna tenere in considerazione più aspetti che includono: la capacità di abbandonarsi (lasciarsi andare senza cercare di mantenere il controllo), le fantasie sessuali che rendono quel momento più eccitante e coinvolgente, la capacità di creare una vera e propria sintonia con l’altro.

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