La Terapia Metacognitiva Per il Disturbo Ossessivo Compulsivo: Descrizione e Utilità

La terapia metacognitiva per il disturbo ossessivo compulsivo

Articolo scritto dal Dr. Andrea Galleschi

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di due sintomi caratteristici: le ossessioni e le compulsioni. Questi interferiscono con la vita quotidiana e causano un disagio significativo. È un disturbo molto comune, infatti, colpisce circa il 2/3% della popolazione nel corso della vita e senza un trattamento adeguato, il DOC ha la tendenza ad aggravarsi nel tempo. 

La Terapia Metacognitiva (TMC) rientra fra gli interventi terapeutici di tipo cognitivo comportamentale più validi per il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo (Melchior et al., 2019). 

1. La terapia metacognitiva 

La Terapia Metacognitiva ha lo scopo di ridurre i processi di pensiero che mantengono attivi i pensieri intrusivi. Rispetto alla classica terapia cognitivo comportamentale (TCC) l’attenzione non è più sul contenuto dei pensieri, ma sul modo di pensare. In particolare, nel disturbo ossessivo compulsivo (DOC), il disagio non deriva dal fatto di avere determinati pensieri intrusivi, ma dal fatto che questi vengano valutati come inaccettabili e come impossibili da tollerare. Questa difficoltà a tollerare i pensieri intrusivi innesca un processo di focalizzazione sui pensieri stessi i quali diventano sempre più frequenti.  

Attraverso l’uso di tecniche specifiche come la detached mindfulness, il training attentivo, l’esposizione con concessione della risposta e tecniche di modificazione delle metacredenze, la terapia metacognitiva interviene nel modificare il modo con cui il paziente si confronta con i suoi pensieri.

2. Come funziona il modello metacognitivo

Il modello metacognitivo del funzionamento mentale, sulla base del quale è strutturata la Terapia Metacognitiva, considera che alla base del flusso dei nostri pensieri ci sia un sistema di controllo che ne regola il flusso. Questa terapia, infatti, agisce proprio sul modo di pensare rispetto ai pensieri intrusivi. Nei pazienti con questa problematica si riscontrano spesso credenze sul fatto che i pensieri siano pericolosi (es. “se penso a un gesto violento vuol dire che sto per farlo davvero”) e sul fatto che i pensieri siano incontrollabili. 

La Terapia Metacognitiva aiuta i pazienti a gestire i pensieri intrusivi a prescindere dal contenuto. Infatti, porta i pazienti a capire che tutti i pensieri sono solo pensieri e come tali, tutti uguali. Il fatto che un pensiero compaia nella nostra mente è un fenomeno assolutamente normale, non esistono pensieri più pericolosi di altri. Così facendo possiamo imparare a relazionarci in modo diverso e più distaccato sia dai nostri pensieri che dalle proprie preoccupazioni, senza sentirci costretti a valutarne il contenuto volta per volta. 

Durante le sedute di Terapia Metacognitiva si possono apprendere pratiche tecniche da allenare che hanno lo scopo di aumentare la capacità di gestire la sofferenza derivata dalla valutazione dei pensieri. Lo scopo di tali esercizi è quello di aumentare la capacità riflessiva rispetto al funzionamento della nostra mente e quindi, di conseguenza, regolare le preoccupazioni e interrompere i meccanismi di mantenimento del disturbo. 

Questo tipo di terapia, breve e molto strutturata, è sostenuta da numerosi studi che ne attestano l’efficacia.  

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