L’Aggressività Nei Bambini: Quando Chiedere Aiuto

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Giulia Baldini

1. Il disturbo della condotta

Il Disturbo della Condotta è un disturbo di natura comportamentale di bambini e adolescenti che consiste nel violare, in maniera ripetitiva e persistente, le regole imposte dalla società e i diritti degli altri.

1.1 Quali sono le caratteristiche principali del disturbo?

  1. Tendenza ad essere aggressivi con persone e animali anche utilizzando armi o oggetti in grado di arrecare danno agli altri.
  2. Distruzione della proprietà.
  3. Messa in atto di aggressioni a scopo di frode e furto.
  4. Gravi violazioni di regole (ad es., trascorrere le notti lontano da casa, marinare la scuola, ecc).

Questi comportamenti sono caratterizzati da una dose importante di intenzionalità.

Il bambino con questo disturbo vuole, infatti, vuole perseguire intenzionalmente la vendetta, lo scopo della dominanza sull’altro

Il Disturbo si abbina di solito ad altri disturbi quali il Disturbo Oppositivo Provocatorio, il Deficit di Attenzione/Iperattività, ansia e depressione, cambi repentini di umore (Disturbo Bipolare), basso livello intellettivo e problemi scolastici. Si riscontrano anche scarsa capacità cooperativa, basso livello di empatia e una sovrastima della rabbia. La tendenza di questi ragazzi è orientata alla rivincita e alla dominanza invece che all’affiliazione e viene attribuito poco valore alla sofferenza degli altri. I comportamenti aggressivi vengono emessi con l’aspettativa di produrre ricompense tangibili e di ridurre le reazioni aggressive, per lo più presunte, degli altri. 

2. Come esordisce il disturbo e come evolve?

Il Disturbo della Condotta può comparire precocemente oppure svilupparsi solo più tardi durante l’adolescenza. Nel disturbo della condotta ad esordio precoce i primi sintomi si possono rilevare già prima dei 3 anni: i bambini appaiono irritabili, poco collaborativi e oppositivi, facilmente frustrati. Dopo i 3 anni queste caratteristiche si amplificano e cominciano a comparire anche azioni più palesemente aggressive, come picchiare i compagni e le maestre, rompere i giochi degli altri. Dai 6 agli 8 anni i comportamenti aggressivi si stabilizzano, permangono i comportamenti oppositivi e le interazioni difficoltose con i genitori, aumentano le bugie e i tentativi di manipolare gli altri. I bambini tendono a percepire gli altri come accusanti e ostili, sperimentano l’isolamento perché allontanati dai compagni e si aggregano a gruppi di altri bambini aggressivi. Dai 9 ai 14 anni l’aggressività manifesta diminuisce, ma aumentano la disubbidienza nei confronti dei genitori, gli atti vandalici, l’abuso di sostanze, le assenze scolastiche frequenti, gli episodi di fuga da casa. Dopo i 14 anni i problemi di condotta tendono a cronicizzarsi fino ad arrivare a veri e propri atti criminosi.

3. Perché questi bambini sono aggressivi?

La letteratura ci dice che i bambini sul versante esternalizzante hanno un tipo di temperamento definito fearless (senza paura). Sono bambini che mostrano una certa dose di novelty sensation seekeng, attitudine a impegnarsi in attività pericolose, assenza di colpa.

Non internalizzano le norme e hanno un bisogno costante di segnali esterni.

Mentre, i bambini senza un disturbo della condotta hanno un temperamento self-regulated, internalizzano le norme e, da un certo punto in poi, non hanno più bisogno di segnali esterni.

L’esposizione ad uno stile di parenting caratterizzato da elevata severità, ricorso al controllo ed alla somministrazione di punizioni umilianti contribuisce allo sviluppo di rappresentazioni dell’autorità come vessatoria, all’attivazione dello scopo della dominanza.

Le esperienze di umiliazione a cui il bambino è stato esposto gli hanno insegnato che è meglio dominare piuttosto che essere dominato!

4. L’intervento

L’intervento consiste nell’attivazione di 2 setting con presa in carico di bambini e genitori. 

Il COPING POWER PROGRAM è un protocollo cognitivo-comportamentale sviluppato per bambini e ragazzi con disturbo oppositivo-provocatorio e disturbo della condotta, avente l’obiettivo di promuovere in loro maggiori capacità di controllo della rabbia e dell’impulsività, aiutandoli a gestire al meglio situazioni difficili.

E’ cosi organizzato:

  1.   5 bambini, 2 terapeuti
  2.  32 incontri
  3.  1 volta a settimana
  4.  durata: 60 min
  5.  20 min di free time
  6.  setting a gruppo chiuso (fino alla sessione XII, con recupero)
  7.  breve colloquio individuale (ogni 4/5 sessioni) follow-up a lungo termine (3 anni)

Nella presentazione del gruppo ai partecipanti si spiega ai bambini che si lavorerà come gruppo per aumentare la loro abilità di affrontare emozioni forti (soprattutto la rabbia) e situazioni difficili (es. litigi, compiti per casa difficili, problemi con gli insegnanti). Viene poi detto che si vorrebbe creare un bel clima all’interno del gruppo e che potranno guadagnare dei punti in ogni incontro in base a quanto si impegneranno nelle attività che verranno proposte. L’intervento prevede anche una parte di lavoro sulla consapevolezza emotiva con l’obiettivo è di imparare che qualsiasi sentimento provino è accettabile: vengono modificati i comportamenti associati, non l’emozione. È utile anche strutturare un intervento che coinvolga la scuola e la conoscenza di come si manifesta e di come viene vissuta e gestita la problematica all’interno del contesto scolastico e di classe.

Stai attraversando un momento difficile? Prenota una sessione gratuita e inizia ora a risolvere i tuoi problemi, attraverso l’aiuto della Dr.ssa Giulia Baldini.

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