“L’educazione di Tara Westover”: Scelte Autentiche e Attacchi di panico

_L'educazione di Tara Westover__ scelte autentiche e attacchi di panico

Articolo scritto dalla Dr.ssa Federica Cagnin

1. L’educazione di Tara Westover: la trama

Tara e la sua famiglia appartengono a una comunità di mormoni particolarmente ortodossa e vivono letteralmente ai margini della società. Abitano, infatti, in montagna lontani dal centro della città e dalle sue abitudini. Tara e i suoi fratelli non frequentano la scuola e nemmeno vengono curati negli ospedali.

I genitori non si fidano delle istituzioni, secondo loro il “Sistema-Stato” vorrebbero ridurre i cittadini a schiavi, controllando tutti proprio attraverso l’educazione scolastica e le cure ospedaliere. Per questo motivo Tara e i suoi fratelli sono costretti a studiare in casa e a essere curati dalla madre tramite erbe medicali. 

La madre dovrebbe essere anche l’addetta all’insegnamento, ma non è adatta al ruolo. Inoltre il padre pretende che i figli durante il giorno lavorino. La loro istruzione, alla fine, risulta molto limitata. 

Il padre ha continui sbalzi d’umore, che fanno pensare a un disturbo bipolare, e nei suoi discorsi è presente spesso una chiara ideazione paranoide che, a tratti, fa pensare a un disturbo psicotico. Non accetta che i figli abbiano idee diverse dalle sue: volersi curare in ospedale o voler frequentare la scuola sono idee inconcepibili per lui, fare queste scelte vuol dire mettersi contro l’intera famiglia.

2. Il mondo di Tara

Questa è l’unica realtà che Tara conosce. Anche se il padre la mette a lavorare in discarica in condizioni di costante pericolo o la insulta quando i vestiti non coprono l’intera superficie del suo corpo, lei rimane lì a lavorare per la sua famiglia. Questa è l’unico spaccato di realtà che lei conosce, l’unica comunità che la accetta per quello che è, le uniche persone per cui lei prova un legame profondo. 

3. Il turning point per Tara

Tara, spinta da un suo fratello che già si era “ribellato” al padre, si iscrive a scuola.

Non è facile per una ragazza che non sa nemmeno cosa sia l’Olocausto integrarsi in ambiente così distante dalla sua quotidianità. Non le è stato insegnato nulla nemmeno riguardo all’igiene e alla pulizia questo rende difficile anche i rapporti sociali.

La situazione in casa precipita per i continui infortuni, per le continue pressioni sul non frequentare scuole e ospedali, per il peggiorare delle dinamiche familiari soprattutto dovute all’instabilità mentale del padre e per l’incapacità della madre di prendere una posizione chiara nelle varie vicende.

Tara torna spesso in famiglia nonostante la sua scelta di andare a scuola e i cambiamenti in lei che questo ha comportato sono mal tollerati dal padre e dal fratello.

Grazie, però, a una serie più o meno fortuita di circostanze e una grossa dose di impegno, che non sempre Tara è in grado di riconoscersi, crescendo, arriva a frequentare le più rinomate università europee e americane.

4. Il problema identitario di Tara: chi sono?

Tara, nonostante le sue scelte siano in totale disaccordo con il volere della famiglia, cerca continuamente la vicinanza dei suoi cari. A ogni rientro a casa la vedono tutti sempre più cambiata e a tratti non la riconoscono. 

Tara si sente continuamente in bilico tra i suoi due mondi. Non riesce a trovare un’identità stabile. Non si sente né pienamente a suo agio nelle scuole non avendo lo stesso background dei compagni, né accettata pienamente dalla sua famiglia.

Chi sono? Sono la ragazza che studia a Cambridge o la ragazza che lavora in discarica? 

Alterna queste due “personalità” nei suoi pellegrinaggi tra la montagna e l’università.

5. La frattura identitaria e gli attacchi di panico

Questa frattura identitaria può spiegare  i suoi attacchi di panico e i suoi incubi: il non sapere chi è veramente e il voler a tutti i costi adattarsi al contesto in cui si trova non le permettono di trovare il baricentro della sua identità. 

Vorrebbe sempre essere quello che si aspettano gli altri. 

La studentessa modello all’università e la ragazza che lavora in discarica a casa.

Questo continuo oscillare tra due identità così opposte diventa insostenibile.

Tara si rende conto che per trovare una sua identità deve rinunciare a qualcosa: alla sua famiglia o alla sua cultura ed è proprio questo che le crea così tanta ansia.

Come posso scegliere chi sono a prescindere da quello che si aspettano gli altri da me? Come posso rinunciare a una parte della mia identità? Rinuncio alle mie origini o a ciò che mi sono costruita?

Le situazioni che accadono nella sua famiglia la portano a capire che non può rinunciare a quella educazione che, di fatto, la rende veramente libera di pensare e di esprimersi come vuole senza dover stare alle rigide regole decise dal padre e seguita da tutta la famiglia.

Con non poca sofferenza rinuncia alla Tara che per anni ha subito senza avere la capacità critica per far fronte alle situazione familiari, ma che l’educazione le ha dato. Ora ha gli strumenti per capire cos’è giusto e cos’è sbagliato, cosa è amore e cosa non lo è. 

Una volta deciso chi vuole essere, Tara fa pace con se stessa e con gli avvenimenti passati e si proietta verso il futuro libera dall’ansia e dagli attacchi di panico. Con quella tranquillità che solo un progetto autentico può dare.

Conclusione

Tara ci insegna che spesso, ciò che ci crea sofferenza è una parte importante della nostra vita, ma a volte la sofferenza data dall’allontanarsi da qualcosa o qualcuno che non permette la nostra piena realizzazione e serenità sarà quello che porterà l’individuo a  essere finalmente libero di essere semplicemente se stesso. A volte, quella sofferenza, consiste nella “perdita di una parte di sé”, che tuttavia, non appartiene più.

Se Tara ti ricorda qualcosa della tua storia, chiedere aiuto a un professionista può essere necessario a “ricostruire” un senso del sé.

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