L’Importanza Della Pet Therapy: Hachiko, Il Tuo Migliore Amico

02.l'importanza della pet therapy spiegata attraverso la rivisitazione del film hachiko-il tuo migliore amico

Articolo scritto dalla Dr.ssa Anna Rita Mancini

1. Pet Therapy: definizione

La pet therapy è una forma di terapia in cui si lavora “sull’espressione delle emozioni”.

Il terapeuta che la applica utilizza alcuni animali (quali cani, cavalli, delfini e gatti) al fine di aiutare il paziente a migliorare nelle “aree emotive, sociali e comportamentali”. 

La “comunicazione verbale” che il terapeuta utilizza durante le sessioni è finalizzata ad aiutare  il paziente ad esternare i pensieri, le emozioni e la sofferenza che, attraverso la condivisione tra lui e l’animale, sperimenta.

Negli anni ’60 lo “psichiatra infantile Boris Levinson” è stato il primo a coniare il termine “Pet Therapy”, attribuendogli anche valore scientifico. Oggi la “Pet Therapy” in Italia viene riconosciuta come utilizzabile per la cura di anziani e bambini.

In realtà, l’addomesticamento degli animali da parte dell’uomo ha origini molto antiche, ma solo all’inizio del XX secolo si è capita l’importanza degli animali nel produrre “effetti positivi e terapeutici” nella psiche umana ed in alcune patologie fisiche. 

2. Trama film

Hachiko è un film del 2009, remake del film giapponese del 1987, basato sulla “storia vera” del cane giapponese Hachiko.

Parker Wilson è un professore di musica che fa il pendolare per andare e tornare dal lavoro. Una sera, arrivando in stazione, trova un cucciolo di akita smarrito e decide di portarlo a casa per accudirlo, in attesa che il padrone venga a reclamarlo. La moglie è inizialmente contraria a tenere il cucciolo, ma vedendo il “legame d’affetto” che il cucciolo e suo marito hanno subito instaurato, decide di ricredersi.

Parker viene in seguito a sapere che gli “Akita” sono cani piuttosto particolari, in grado di sviluppare con il proprio padrone un legame molto più forte di quello che può nascere in cani di altre razze. Il cane col tempo lega profondamente con il padrone, al punto che arriva ad accompagnarlo ogni mattina alla stazione per poi tornarvi alle cinque del pomeriggio, orario in cui solitamente il professore rientra dal lavoro, per accoglierlo. 

Una mattina Parker si reca al lavoro come al solito, ma durante una lezione in aula è colto da un malore e muore. Il cane, come ogni giorno, si reca alla stazione all’orario in cui solitamente il suo padrone arrivava, ma non vedendolo decide di aspettarlo, finché il genero di Parker lo va a prendere e lo riporta a casa.

La figlia di Parker e suo marito decidono di tenere il cane a casa loro ma, alla prima occasione il cane scappa e ritorna alla stazione. Capendo che non c’è modo di impedirgli di scappare per recarsi in stazione tutti i giorni, decidono di lasciarlo libero di fare quello che vuole.

Così Hachiko continua a recarsi ogni giorno alla stazione, attendendo invano l’arrivo di Parker, e con il passare del tempo viene notato dai pendolari, ferrovieri e negozianti locali, che lo nutrono e se ne prendono cura. Dopo 10 anni Hachiko è ormai vecchio e malconcio ma continua a farsi vedere in stazione in attesa di Parker. Il tempo continua a scorrere e un giorno Hachiko guarda la porta della stazione, stanco e ormai in procinto di morire. Nei suoi ultimi istanti rivede la sua vita con Parker, prima di esalare l’ultimo respiro e, in una commovente scena finale, cane e padrone si incontrano nuovamente nel mondo ultraterreno.

3. Sul legame tra animale e padrone, dalla letteratura alle filmografie

Storie vere come questa sono state raccontate in altri film e letterature.

Dalla storia vera di “Greyfriars Bobby” (un cane di razza terrier) divenuto famoso nel diciannovesimo secolo ad Edimburgo, Scozia, per aver passato quattordici anni della sua vita davanti alla tomba del padrone, fino alla propria morte. In onore del quale è stata eretta una statua nel centro della città ed è stato girato un film nel 1961.

Al più recente “A spasso con Bob”, titolo originale “A Street Cat Named Bob”, dove James Bowen, autore del libro da cui è poi stato realizzato successivamente il film nel 2016, ci racconta come un gatto trovato per strada da lui adottato gli ha completamente cambiato la vita, aiutandolo a liberarsi dalla dipenza da droghe e a regolamentare la sua vita.

Ma anche la fiction ha spesso riportato l’importanza del legame tra uomo e  animale, da Lassie, a Balto, Free Willy, Flipper il delfino, “War Horse” che è un tributo ai tanti cavalli morti in guerra.

4. Benefici di chi possiede un animale di compagnia

È scientificamente provato oggi che possedere un animale domestico produce effetti positivi sia a livello di salute fisica che mentale.

È stato provato che un animale in casa “riduce il rischio di infarti e ictus” e che, chi possiede un animale domestico visita il dottore meno rispetto a chi ne è privo. Inoltre, alcuni animali possono portare nelle nostre case una serie di batteri che “rafforzano il nostro sistema immunitario” e può inibire lo sviluppo di allergie nel corso della vita. 

Un aspetto particolarmente importante per i bambini consiste nella presenza di un cane o un gatto durante la crescita riducono la possibilità di sviluppare “asma” .

Per quanto riguarda, invece, il benessere psicologico, è stato provato che interagire col proprio animale domestico riduce lo “stress”, abbassa i battiti cardiaci e “aumenta il livello di ossitocina”, l’ormone dell’amore e della felicità. Uno studio, infine, dimostra che dormire in compagnia di un amico a quattro zampe “migliora la qualità del sonno”.

Io stessa consiglio ai miei pazienti, per i figli, o agli anziani, o a coloro che risentono negativamente dell’uscita dei figli dal nucleo familiare, o si ritrovano separati o vedovi, ma anche ai giovani adulti che vanno a vivere da soli e alle giovani coppie, di adottare un animale domestico. L’animale non solo diventa compagno di vita, spesso un membro di famiglia, ma è anche un “antistress, un antidepressivo e anti ansia”, qualcuno con cui parlare o semplicemente che ci consola attraverso le coccole, spesso agisce anche da “collante” tra i membri della famiglia e le coppie. 

5. Prendere un pet per vivere meglio 

È ormai scientificamente provato che chi ha in casa un pet (animali domestici o addomesticati) vive meglio, è più sereno e le liti domestiche diminuiscono parecchio.

In Italia non si è ancora giunti ad una regolamentazione chiara e unica: di fatto la pet therapy non viene riconosciuta come “terapia” e, quindi, nella maggior parte dei casi non esistono finanziamenti degli enti sanitari pubblici, anche se vengono portate avanti dalle onlus associazioni di volontariato. 

Resta il fatto, però, che possedere un animale aiuta le persone a vivere meglio, spesso anche solo quella passeggiata di 30 minuti col cane, per non parlare di chi ha la fortuna di possedere un cavallo e di poter andare a spasso in mezzo alla natura, aiuta a scaricare stress e tensioni in modo più salutare di una sigaretta o di un bicchiere o due di alcolici.

Provate a fare un bagno coi delfini per capire cosa vuole dire.

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