Narcisismo, Aggressività ed Autodistruttività. Riflessioni sull’Opera di Otto F. Kernberg

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Francesca Pignatale

Il testo scritto dal famoso ed illustre psichiatra Otto F. Kernberg nasce con l’intento di comprendere l’eziologia, la psicopatologia ed il trattamento dei disturbi gravi di personalità.

Questi disturbi si caratterizzano da difficoltà che interessano diversi ambiti di vita: difficoltà negli ambienti lavorativi, difficoltà nelle relazioni intime, comportamenti antisociali, dipendenze da alcool e droghe, comportamenti parasuicidari e suicidari.

Tra i fattori eziologici rientrano le componenti genetiche e costituzionali come l’attivazione di affetti negativi particolarmente intensi, la disregolazione affettiva che porta ad un temperamento particolarmente collerico ed aggressivo, i legami di attaccamento (lo stile di attaccamento) nati nella primissima infanzia che influenzano lo stile relazionale dell’età adulta e i traumi relazionali infantili.

La relazione tra disposizione genetica e costituzionale con i fattori ambientali psicosociali 

nello sviluppo dei pattern comportamentali psicopatologici e a tutt’oggi oggetto di ricerca.

1. Narcisismo patologico e disturbo narcisistico di personalità

Otto F. Kerneberg  (1984) propose una classificazione del disturbo narcisistico di personalità lungo un continuum di gravità che va dal narcisismo normale a quello di tipo patologico. Prima di affrontare le condizioni psicopatologiche gravi sarebbe riportare le definizioni di narcisismo adulto  ed infantile normale che fornisce l’autore del libro, queste definizioni ci consentono di poterci “ancorare” a un concetto di normalità che permette ai clinici di poter effettuare una buona ed attenta diagnosi.

Il narcisismo adulto normale possiede una regolazione dell’autostima (normale) equilibrata, ossia né bassa autostima né alta autostima. Il Sé di questi individui contiene rappresentazioni oggettuali integrate (un oggetto con caratteristiche buone e cattive) dette anche “totali”, un Super-Io integrato con le altre istante (L’Io e l’Es) che si  vengono scambiate.caratterizza per astrazione ed individualizzazione, capace di gratificare i propri bisogni istintuali nelle relazioni oggettuali e nei sistemi valoriali stabili.

Il narcisismo adulto infantile normale si caratterizza per una regolazione normale dell’autostima attraverso gratificazioni appropriate all’età, sistemi di valore, richieste e proibizioni adeguate al livello d’età. 

Dopo aver stabilito la definizione di normalità è possibile descrivere tre diversi tipi di narcisismo che Kernberg denomina: 

  1. regressione a modalità infantili di regolazione dell’autostima;
  2. scelta oggettuale narcisistica;
  3. disturbo di personalità narcisistico

Nella regressione a modalità infantili di regolazione dell’autostima, il soggetto è fissato, oppure regredisce al livello di narcisismo infantile normale. Questo è il caso di patologia del carattere meno grave in cui la regolazione dell’autostima dipende eccessivamente dalle difese contro o dall’espressione delle gratificazioni infantili che normalmente un adulto sano abbandona in età adulta. “In tal caso, l’Ideale dell’Io è controllato da aspirazioni, valori e proibizioni infantili”. Il secondo tipo di patologia narcisistica è più grave del primo tipo e si caratterizza per un Sé che si identifica con l’oggetto e la rappresentazione del Sé infantile del soggetto viene proiettata sull’oggetto. In questo modo si crea una relazione libidica in cui le funzioni del Sé e dell’oggetto vengono scambiate. Questa è la caratteristica delle persone che amano l’altro nel modo in cui vorrebbero essere amate. 

Il terzo tipo di narcisismo è quello di livello più grave ed è molto complesso da trattare. Tra le sue caratteristiche si annoverano: un amore patologico verso se stessi (senso di grandiosità che si alterna con insicurezza ed inferiorità, dipendenza eccessiva dall’ammirazione altrui, superficialità emotiva), un amore oggettuale patologico (invidia, svalutazione, senso di diritto, incapacità di dipendere dagli altri, incapacità a empatizzare, incapacità a legarsi realmente ad altre persone) e un Super-Io patologico (manca l’autocritica, il rimorso, la tristezza, l’umore è fortemente oscillante, l’autostima è regolata dalla vergogna, mostrano scarso interesse per i valori etici, estetici od intellettuali, i loro valori sono infantili e finalizzati a proteggere la propria autostima e l’orgoglio, provano sentimenti di vuoto, noia e spiccato senso di solitudine).

Secondo Kernberg il Sé patologico del narcisista racchiude al proprio interno le rappresentazioni del sé reale, dell’ideale del sé e dell’oggetto ideale. Le rappresentazioni del sé e dell’oggetto svalutate, oppure caricate di aggressività sono scisse o dissociate, rimosse o proiettate. Questo tipo di persone svalutano gli oggetti reali poiché hanno incorporato gli aspetti degli oggetti reali che desiderano mantenere per sè (avidità ed invidia). Tutti gli aspetti negativi di se stessi li dissociano per poi proiettarli sugli altri in modo da mantenere un’immagine grandiosa di se stessi. In condizioni di normalità all’interno del Super-Io sono incluse le rappresentazioni ideali del sé e degli oggetti ma nel caso del disturbo narcisistico di personalità queste rappresentazioni vengono agglomerate nel Sé grandioso patologico, infatti si parla di Ipertrofia dell’Io. Il Super-Io del narcisista resta  quasi vuoto e, all’interno, si possono trovare solo le rappresentazioni cariche di aggressività del sé e dell’oggetto. Questo Super-Io severo tende a essere dissociato e poi proiettato e ciò porterà il soggetto a ritenere che gli oggetti esterni siano dei “persecutori”. In tal caso il Super-Io perderà la normale funzione regolatrice dell’autostima e s’impegnerà nel costante sforzo di monitorare il sé e l’approvazione di sé.

2. La diagnosi di Disturbo Narcisistico negli adolescenti

Per la diagnosi negli adolescenti, secondo l’autore, fondamentale è la valutazione della diffusione dell’identità. L’adolescenza è un periodo della vita di una persona in cui è vi sono delle difficoltà (crisi d’identità adolescenziale) normali legate al corpo che cambia, ai cambiamenti rispetto alla propria identità in formazione, allle emozioni legate all’autonomia-dipendenza rispetto alle figure genitoriali, al maggiore interesse verso i pari. Quindi sarebbe utile distinguere il concetto di diffusione dell’identità da quello di crisi d’identità adolescenziale. Nel secondo caso s’intende a quella discrepanza che l’adolescente percepisce tra il concetto di sé che cambia velocemente e il suo vissuto rispetto a come gli altri lo vivono. Invece con diffusione dell’identità s’intende la mancata integrazione dei concetti del sé e degli altri significativi. In una condizione di normalità, durante quella che la Mahler (1975) ha definito fase di individuazione-separazione un individuo riesce a “mettere insieme” la rappresentazione del proprio sè (la percezione soggettiva di se stesso) con la rappresentazione degli altri significativi (la percezione degli adulti con cui ha un legame significativo). Negli adolescenti con diagnosi di disturbo narcisistico di personalità la descrizione che portano di se stessi risulta essere caotica e contraddittoria, senza esserne consapevoli oppure possono mostrare un’aderenza rigida alle norme sociali che sfocia in quello che in letteratura si definisce “paziente borderline tranquillo” ossia un adolescente che appare anaffettivo, indeciso, indefinito e pseudo-sottomesso (Sherwood, Cohen,1984)

L’adolescente narcisista con diffusione dell’identità dimostra di essere fortemente incapace nel fornire una descrizione dettagliata e profonda degli altri significativi con cui ha delle difficoltà relazionali. Oltre alla diffusione dell’identità nell’adolescente narcisista si ravvisa un’incompleta integrazione tra Io e Super-Io che porterà alla mancanza di diversi gradi di maturazione nel Super-Io ( la formazione dell’ideale dell’Io, superamento dell’edipo e la formazione delle esigenze e delle proibizioni, la formazione dei processi di spersonalizzazione, astrazione, individuazione). Per la diagnosi di disturbo narcisistico di personalità occorre, inoltre, valutare: la qualità delle relazioni oggettuali dell’adolescente, l’investimento in valori morali che esulano dai meri interessi personali e dalla gratificazione narcisistica diretta. In adolescenti con diffusione dell’identità, anche se mancano comportamenti antisociali, l’investimento nei sistemi valoriali è scarso e povero.

3. Trattamento: la Psicoterapia Psicoanalitica focalizzata sul transfert o transference focused psychotherapy, TFP 

Il principale problema delle persone con disturbo narcisistico di personalità è la loro incapacità di riconoscere l’importanza del terapeuta e che quindi debbano dipendere da lui/lei. Hanno nel contempo un bisogno oggettivo dell’aiuto del terapeuta e quindi ciò porta ad un’invidia intensa nei confronti del terapeuta e alla mobilitazione di una serie di difese contro questa invidia. Generalmente, questa invidia, sarà proiettata sul terapeuta e, quindi, il paziente potrà sviluppare la paura di subire gli attacchi invidiosi del terapeuta, che nella mente del paziente assume delle caratteristiche pericolose. La svalutazione dell’importanza del terapeuta e della relazione trapeutica è una difesa essenziale contro la dipendenza che genera nell’individuo un forte terrore e contro l’invidia inconscia. Vi saranno tutta una serie di manipolazioni messe in atto affinché il terapeuta si comporti nel modo in cui il soggetto si aspetta da lui. Il terapeuta deve corrispondere rigidamente alle aspettative del paziente (non può essere né migliore e né peggiore di lui). Il terapeuta non può concedersi, secondo il soggetto con disturbo narcisistico, di avere un’idea della realtà distinta e diversa dal vissuto interiore della realtà del soggetto. Nello specifico questi individui invidiano la creatività del terapeuta nel processo terapeutico e cercano di distruggerla inconsciamente. Se il lavoro terapeutico procede il transfert narcisistico, carico di invidia ed aggressività, potrà trasformarsi in un transfert di tipo paranoide in cui comincia a svilupparsi una relazione oggettuale dipendente e più intensa.

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