Né Con Te Né Senza di Te: La Dipendenza Affettiva

Nè con te nè senza di te. La dipendenza affettiva (Giorgia Abate)

Articolo scritto dalla Dr.ssa Giorgia Abate

1. La scelta del partner

Prima di parlare di dipendenza affettiva all’interno delle relazioni di coppia, potrebbe essere utile conoscere i meccanismi alla base della scelta del partner. Questi riguardano l’aspetto familiare ed un aspetto più individuale. Per quel che concerne l’aspetto familiare, si fa riferimento all’influenza, più o meno esplicita, dell’aspettativa della famiglia d’origine. Ad esempio, in questo caso la scelta potrebbe essere condizionata dal ruolo, dalla posizione sociale, da aspetti esteriori che rendono l’ipotetico partner adeguato a soddisfare le aspettative familiari. 

L’aspetto più individuale, invece, riguarda la ricerca di soddisfacimento dei bisogni personali. Il bisogno di sicurezza è sicuramente il bisogno centrale.  

1.1. Il bisogno di essere rassicurati 

La Control Mastery-Theory afferma che ciascun individuo è guidato dalla ricerca di un senso di sicurezza. All’interno della coppia, il potenziale partner deve essere in grado di rassicurare la persona interessata, permettendogli di abbassare le difese che ha costruito fino a questo momento, per far fronte ai pericoli esterni. Il modo in cui i due partner cercano rassicurazione dall’altro e il modo in cui provano a rassicurare l’altro è alla base del patto di coppia. 

2. La dipendenza 

Nell’epoca dell’individualismo, associamo istintivamente la parola “dipendenza” a “debolezza”. Essere dipendenti, nel linguaggio comune, è sinonimo di fragilità e vulnerabilità. Tuttavia, da un punto di vista evolutivo, la dipendenza è necessaria per crescere. Da bambini, infatti, è grazie alla relazione con l’altro che impariamo a riconoscere e regolare i nostri stati emotivi, sviluppiamo le nostre capacità cognitive e simboliche e arricchiamo il nostro pensiero verbale. Se crescendo questi bisogni possono modificarsi, la dipendenza continua a manifestarsi in modalità diverse. Ad esempio, nel bisogno di appartenere al gruppo dei pari durante l’adolescenza, al bisogno di costruire un legame romantico da adulti. La dipendenza sana è ciò che ci permette di sentirci parte di una relazione e di percepire, così, noi stessi come esseri degni d’amore. 

2.1. La dipendenza disfunzionale 

In alcuni casi, tuttavia, è utile parlare di “dipendenza disfunzionale”, facendo riferimento con questo termine ad un tipo di dipendenza che si crea laddove non è stato possibile costruire dipendenze sane. La dipendenza disfunzionale si crea quando diventa prioritario tenere a bada potenziali crolli psicologici in persone con rischio d’ansia, panico o depressione. L’utilità della dipendenza disfunzionale è quella di evitare di vivere emozioni negative, a cui non si riesce a far fronte nella propria quotidianità. Un esempio è la dipendenza dalle droghe, da sempre modalità trovata dall’uomo per rifugiarsi in uno stato di benessere, che allontana le preoccupazioni, la tristezza e stati emotivi spiacevoli. 

2.2 La dipendenza affettiva 

Avere una relazione intima porta con sé il pericolo di con-fondersi con il partner. Questo pericolo può diventare maggiormente concreto se il partner viene considerato come oggetto salvifico, cioè come l’ unica persona attraverso cui è possibile soddisfare il proprio bisogno di rassicurazione e riconoscimento. Tale bisogno può diventare inebriante a tal punto da non riuscire più a considerare l’altro come diverso da sé, ma esclusivamente come un serbatoio pronto a fornire amore e rassicurazione in modo imprescindibile e assoluto quando se ne ha bisogno. La mancata o momentanea assenza di questa risposta, da parte del partner, può portare la persona a sentirsi profondamente abbandonata, indesiderata e a mettere in dubbio il legame e l’amore che il partner prova nei suoi confronti. La dipendenza affettiva è, così, un legame in cui è impossibile pensare di essere due individui diversi, in quanto in assenza dell’uno, l’altro smette di esistere. Come gemelli siamesi viene affidata all’altro la propria sopravvivenza psichica, essendo impossibile pensare se stessi come esseri degni d’amore e attenzioni, a prescindere dalle rassicurazioni del partner. 

2.3 Né con te, né senza di te 

Se durante la fase dell’innamoramento, il patto di coppia si fonderà sull’ affidare all’altro il compito di soddisfare in modo assoluto i propri bisogni di riconoscimento e rassicurazione, con il tempo questo potrà avere due esiti: confondere l’amore con il sacrificio di sé e sottostare al patto, oppure una crisi della coppia. 

La crisi di coppia avviene nel momento in cui la fase di idealizzazione finisce e ci si rende conto che l’altro esiste, come essere diverso da sé, e non esclusivamente come serbatoio d’amore per se stessi. I sentimenti di solitudine, abbandono e profonda tristezza che possono derivare da questi possono portare alla crisi della coppia e al crollo del patto. Il partner, fino a quel momento vissuto come oggetto salvifico, diventa contemporaneamente oggetto cattivo, in grado di causare malessere e sofferenza. Questa ambivalenza può far diventare il legame una prigione, da cui sembra impossibile uscire. La continua alternanza tra “tu mi salverai” e “tu mi uccidi” porta la coppia a vivere momenti di profonda intimità a cui si susseguono minacce di rottura e interruzione del rapporto, di fronte anche ad un piccolo disaccordo. 

In queste situazioni, la sfida, per quanto profondamente dolorosa, è l’operazione. Necessario diventa sottoporsi a un intervento chirurgico in grado di separare i gemelli siamesi, senza che nessuno muoia, ma permettendo a entrambi di imparare a vivere autonomamente. Solo così la loro eventuale unione potrà avvenire per scelta e non per necessità di sopravvivenza. 

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