Orgasmo Femminile: Istruzioni Per l’Uso

Immagine articolo sull'orgasmo femminile

Articolo scritto dal Dr. Giuseppe Callari

1. Che cos’è l’orgasmo femminile?

Il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti definisce l’orgasmo come il culmine dell’eccitamento sessuale, cui seguono la scarica dell’eccitazione e un’esperienza soggettiva di intenso piacere

È possibile raggiungere l’orgasmo, non soltanto nella fase finale di un rapporto sessuale, ma anche attraverso la masturbazione e, in qualche caso, a seguito di fantasie erotiche.

L’orgasmo è, in sostanza, un riflesso del sistema nervoso autonomo che risponde a sollecitazioni solitamente fisiche, nello specifico genitali, e che può essere favorito o, al contrario, ritardato o impedito da fantasie, pensieri ed emozioni. Nella donna, a livello fisiologico, l’orgasmo è accompagnato da una contrazione dei muscoli che sono disposti attorno al terzo esterno della vagina. Si tratta di spasmi consecutivi che si ripetono ogni 0.8 secondi circa. Il numero di tali spasmi varia solitamente da 5 a 8. 

L’esperienza orgasmica è accompagnata da un aumento della frequenza cardiaca, del ritmo respiratorio e da un innalzamento della pressione arteriosa. Le aree del sistema nervoso che partecipano e contribuiscono al piacere sessuale sono circa 30!

Dal punto di vista mentale, l’orgasmo costituisce un’esperienza fortemente soggettiva. Non è vero che tutte le donne raggiungono l’orgasmo nello stesso modo. È possibile, seppur non accada di frequente, che la donna possa arrivare all’apice del piacere in assenza di stimolazione genitale. Ciò può avvenire, ad esempio, attraverso la stimolazione anale, o del seno, ma anche in seguito ad una intensa eccitazione sessuale sperimentata in sogno.

In determinate situazioni, l’orgasmo può essere così potente da rendere la donna incosciente. Si tratta del fenomeno cosiddetto “petite mort”, cioè “piccola morte” ed indica il periodo refrattario che le donne sperimentano in seguito all’orgasmo e che è caratterizzato da una momentanea perdita di sensi. 

Gli studiosi ritengono che tale fenomeno sia causato da cambiamenti respiratori molto forti che contraggono l’aorta. L’aorta costituisce l’arteria principale del corpo umano, e tale pressione su di essa causa iperventilazione, cioè un aumento eccessivo dei livelli di ossigeno nel sangue. Nello stesso tempo, si manifesta una lieve ischemia, cioè una piccola mancanza di afflusso di sangue al cervello, responsabile del momentaneo stato di incoscienza.

2. Esistono realmente diverse tipologie di orgasmo femminile?

Il padre della psicoanalisi Sigmund Freud riteneva che la capacità della donna di sperimentare l’orgasmo nel corso del rapporto sessuale dipendesse dal suo grado di sviluppo psicosessuale. Egli pensava che le ragazze, all’inizio provassero il piacere sessuale attraverso il clitoride. Più tardi, con la maturazione psicosessuale, le donne passavano dall’erotismo clitorideo a quello vaginale. Tale transizione, consentiva alle donne, ormai mature, di sperimentare il piacere vaginale attraverso la penetrazione.

In realtà, la maggior parte delle donne non sperimenta l’orgasmo durante la penetrazione. Generalmente, si tende a fare una distinzione tra due diverse forme di orgasmo:

  1. Orgasmo clitorideo
  2. Orgasmo vaginale

2.1 Orgasmo clitorideo

Questo tipo di orgasmo si raggiunge per mezzo della stimolazione del clitoride. Tale stimolazione può essere tattile (ad esempio attraverso le dita), orale o può avvenire tramite sfregamento durante la penetrazione. 

Il termine clitoride ha origine greca e significa “collinetta”. Esso è costituito da due corpi cavernosi, che formano il corpo del clitoride. Davanti, esso termina con il glande sulla cui punta vi è il prepuzio. Esso è composto da una striscia di pelle formata dalle piccole labbra ed è visibile soltanto quando la donna non si trova in stato di eccitazione.

La misura del clitoride è di circa 2-4 mm e, di questi, 3 mm sono nascosti dietro le grandi labbra. Esso è composto da circa 8.000 terminazioni nervose ed è l’unico organo umano destinato esclusivamente al piacere sessuale. Infatti, non ha alcuna funzione riproduttiva. Dal punto di vista dello sviluppo non è altro che un piccolo pene

Questo tipo di orgasmo non necessita della penetrazione, è più facile da raggiungere perché il clitoride fa parte dei genitali esterni e perciò risulta più semplice da stimolare. L’esperienza di piacere che accompagna l’orgasmo clitorideo è simile ad una scarica elettrica e di calore diffuso.

2.2 Esiste davvero l’orgasmo vaginale? 

L’orgasmo vaginale è considerato una particolare tipologia di orgasmo che necessita della penetrazione e sarebbe determinato dalla stimolazione del cosiddetto “punto G”. Esso si trova sulla parete anteriore della vagina, ed è posizionato circa 3-4 cm all’interno rispetto all’entrata della stessa. Il “punto G” deve il suo nome al medico tedesco Ernst Gräfenberg, ritenuto erroneamente il suo scopritore.

Questa struttura, in realtà, è un derivato della prostata maschile, nello specifico un residuo embrionale che può essere più o meno sviluppato. È per questo che in molte donne è quasi completamente assente, mentre in altre è molto sviluppato e può provocare la cosiddetta eiaculazione femminile (o squirting), di cui si parlerà nel prossimo paragrafo.

Uno studio del 2009, condotto da Foldes e Buisson è arrivato alla conclusione che, nella realtà dei fatti, l’orgasmo è sempre clitorideo. Ciò significa che parlare di orgasmo clitorideo e orgasmo vaginale non sarebbe tecnicamente esatto, in quanto quest’ultimo sarebbe causato dalla stimolazione del clitoride stesso, mediante sfregamento indiretto (ad esempio durante la penetrazione).

Studi più recenti hanno dimostrato che il cosiddetto “punto G” non è propriamente un punto, quanto invece una vera e propria zona, denominata area CUV. Si tratta di un’area estremamente sensibile, in cui il Clitoride, l’Uretra e la Vagina entrano in contatto producendo potenti orgasmi durante la penetrazione. È la parte iniziale della vagina, nello specifico la parte anteriore dove poggia la vescica. Anche in questo caso, il merito principale è da attribuire al clitoride, il quale viene stimolato dall’interno attraverso le pareti della vagina.

3. Eiaculazione femminile o squirting

Il termine squirting, dall’inglese “fontana” indica il fenomeno della cosiddetta eiaculazione femminile. In alcune donne, infatti, nel corso della stimolazione sessuale, e in particolar modo in concomitanza dell’orgasmo, si verifica un’emissione consistente ed involontaria di liquido chiaro dall’uretra. Si tratta di una sorta di riflesso incondizionato che si può ottenere attraverso la stimolazione del clitoride o, più spesso dell’area CUV.

Questo liquido, inodore e incolore ha una composizione molto simile a quella del liquido generato dalla prostata maschile ed è, infatti, prodotto dalle cosiddette ghiandole di Skene che vengono considerate come le “gemelle” della prostata maschile. Non a caso, tali ghiandole sono conosciute anche con il nome di prostata femminile.

Lo sviluppo di queste ghiandole differisce da persona a persona ed è per tale ragione che il fenomeno dello squirting non è presente in tutte le donne, o se lo è, la concentrazione di liquido può variare sensibilmente. 

4. Perché l’orgasmo è importante?

Oltre a costituire un’esperienza estremamente gradevole e soddisfacente dal punto di vista fisico, l’orgasmo svolge un ruolo significativo a livello mentale. Durante l’orgasmo, infatti, vengono rilasciati contemporaneamente quattro neuromediatori:

 

  1. Dopamina: svolge un compito importante, in quanto spinge al perseguimento degli obiettivi, dei bisogni e dei desideri e contribuisce ad incrementare il piacere nel caso si riesca a realizzarli.
  2. Serotonina: è un antidepressivo naturale, infatti ha la funzione di migliorare il tono dell’umore. 
  3. Ossitocina: conosciuto come “ormone dell’amore”, tende a creare fedeltà, fiducia, stabilità, complicità e consente la costituzione di rapporti efficaci e duraturi, sia a livello sociale sia sentimentale. 
  4. Endorfine: agiscono sul sistema nervoso centrale alleviando il dolore, lo stress, combattendo stati d’ansia e abbassamenti del tono dell’umore e prevenendo l’insonnia.

È importante sottolineare che tali neuromediatori vengono liberati singolarmente in varie situazioni, ma soltanto durante l’orgasmo essi vengono rilasciati contemporaneamente.

5. Disturbo dell’orgasmo femminile

Il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) colloca il “disturbo dell’orgasmo femminile nella sezione relativa alle disfunzioni sessuali. Si tratta di un disturbo caratterizzato da un eccesivo ritardo, o da una totale assenza, dell’esperienza orgasmica durante una normale fase di eccitamento sessuale. In alcuni casi, ciò è associato dolore genitale durante la penetrazione.

È possibile parlare di un vero e proprio disturbo, nel caso in cui la donna manifesti difficoltà a raggiungere l’orgasmo anche con la masturbazione, e se tale problematica sia presente da almeno sei mesi.

Tra i fattori che possono contribuire alla comparsa e al mantenimento del disturbo dell’orgasmo femminile vi sono:

  1. Modificazioni ormonali dovuti alla menopausa o all’utilizzo di contraccettivi ormonali.
  2. Preliminari insufficienti o peggio ancora assenti.
  3. Rapporti sessuali che finiscono troppo presto, quando ancora la donna non è adeguatamente eccitata.
  4. Difficoltà comunicative tra i partner rispetto al tipo di stimolazione sessuale preferito.
  5. Presenza di livelli eccessivi di ansia riguardo alla performance sessuale.
  6. Precedenti esperienze sessuali traumatiche (ad esempio abusi sessuali).
  7. Pensieri negativi rispetto al piacere sessuale dovuti a divieti religiosi o culturali.
  8. Presenza di disturbi psicologici concomitanti. 

Chi soffre di un disturbo simile molto spesso manifesta sintomi quali umore depresso, ansia, vergogna, insieme a frustrazione e frequente insoddisfazione circa la propria vita sessuale.

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