Paura Del Giudizio Degli Altri: 5 Modi Per Vivere Bene Le Relazioni Sociali

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Beatrice Maiani

“Chissà cosa penseranno gli altri di me…”, “se qualcuno mi vedesse…”, “se lo venissero a sapere…” 

Chi di noi non conosce questo tipo di pensieri, e si è trovato in situazioni in cui era importante fare una  bella figura, oppure, al contrario evitare un rifiuto o una critica? 

Tutti, seppur in misura diversa e con un diverso livello di intensità emotiva, siamo in qualche modo influenzati dal giudizio altrui. 

Per alcune persone in particolare, però, il pensiero di non poter essere accettato, il sentirsi sempre  sotto esame da parte degli altri può, in alcuni casi, essere così invadente e ossessivo da generare  uno stato di allerta continua fino a generare vissuti di intensa paura e persino attacchi di panico.  

Di fronte a tali sensazioni, la reazione più spontanea e più frequente nella maggior parte dei casi, nel tentativo di evitare possibili critiche e fonti di disagio attiene all’utilizzo di strategie erronee: si limitano le occasioni sociali, ci si isola, si riducono i contatti con gli altri. Tutto ciò si traduce in una serie di  limitazioni che ci imponiamo per evitare la paura. 

Quando la paura del giudizio degli altri è così intensa e soprattutto comporta un evitamento di  contesti sociali e relazionali si definisce FOBIA SOCIALE. 

1. Perché abbiamo paura degli altri? 

Quando parliamo di Paura dobbiamo ricordarci che si tratta di un’emozione di base comune ad  uomini ed animali il cui scopo è proteggere l’individuo e la specie.  

Se pensiamo alla preistoria i pericoli erano sicuramente numerosi e potenzialmente letali per la  sopravvivenza; si pensi alle belve feroci o all’habitat impervio per esempio. Certo, adesso le  sensazioni e le emozioni di paura e di allerta sono dettate da altri tipi di situazioni o di stimoli. Oggi,  oltre a sicurezza e salute, esistono altri bisogni che contribuiscono in misura importante alla  soddisfazione e alla realizzazione personale. Tra questi, particolarmente rilevanti, ci sono il bisogno  di accettazione, di appartenenza e di sentirsi amati. 

Tornando alla preistoria, l’appartenenza a un gruppo o ad una tribù aumentava la sopravvivenza  del singolo e l’evoluzione del genere umano ha fatto sì che l’esclusione e/o il rifiuto diventassero  delle vere e proprie minacce.  

Il bisogno di appartenenza e di accettazione da parte degli altri è, dunque, un istinto universale e  fisiologico.

2. Ho paura! Cosa devo fare?

2.1 La rispost alla paura

Come anticipato in precedenza, quando siamo impauriti o preoccupati da qualcosa tendiamo  istintivamente a mettere in atto una sorta di “fuga”, seguendo una risposta fisiologica che si attiva  di fronte alla percezione di un pericolo. 

Questo però, a sua volta, innesca una sorta di paura della paura che, non solo mantiene e aumenta  il vissuto di pericolo in determinate situazioni, ma addirittura si estende gradualmente ad altre che,  per associazione, potrebbero nuovamente esporci a sensazioni e vissuti sgradevoli e poco gestibili,  in questo caso legati a giudizi e rifiuto. 

2.2 Imparare a re-agire

Una volta presa consapevolezza del nostro disagio e di come funziona, abbiamo la possibilità di  provare a farci qualcosa tenendo presente che niente è immutabile. Non siamo costretti a subire le  nostre paure, ma stare meglio dipende soprattutto da noi. 

2.3  5 Startegie

Per cercare di ridurre questo tipo di paure legate al giudizio esistono alcune strategie da mettere in  atto quotidianamente: 

  1. Tenendo presente che è proprio evitare situazioni temute a mantenere tale problematica,  possiamo provare a farci una sorta di scaletta di alcune situazioni tra le più gestibili e meno  ansiogene e “buttiamoci”. Spesso le nostre paure ci rendono poco obiettivi rispetto ai  possibili esiti, inoltre, sperimentare di poter affrontare l’ansia senza bisogno di scappare ci  fa sentire più efficaci e ci consente di affrontare gradualmente altre situazioni sempre più  stressanti. 
  2. Distogliamo l’attenzione da noi per concentrarci su ciò che ci circonda: se pensiamo di  avere tutti gli addosso tenderemo a peggiorare il nostro stato d’animo e a concentrarci sulle  nostre sensazioni e sui nostri pensieri non fa che amplificarli con il risultato di peggiorare il  risultato e aumentare le possibilità di un esito tanto temuto. Proviamo dunque a  concentrarci su oggetti, colori o suoni che abbiamo intorno: descriviamoli mentalmente,  cerchiamo dettagli, identifichiamo i rumori ovvero spostiamo il nostro sguardo da ciò che  succede dentro a ciò che c’è fuori. 
  3. Fare esercizi di respirazione mirati a ridurre l’ansia ogni qualvolta ci sentiamo agitati o  preoccupati, o prima di affrontare situazioni per noi ansiogene. Una buona respirazione  consente al nostro corpo di abbassare lo stato di attivazione fisiologico. 
  4. Non giudichiamo noi stessi. Spesso, infatti, i primi giudici siamo proprio noi e la nostra reale  preoccupazione è che gli altri non possano che confermare questi nostri pensieri. Se  impariamo ad accettarci, a fare del nostro meglio comunque vada, a concederci di non  essere perfetti ciò che l’altro può pensare avrà sempre meno peso. 
  5. Non diamo per scontato il pensiero altrui. Spesso diamo per scontato che gli altri la pensino esattamente come noi ignorando il fatto che si tratta di persone diverse, con storie, vissuti, temperamento diverso e quindi con una modalità di pensiero che segue percorsi differenti  e che quindi non potremo mai prevedere. 

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