Promiscuità e Depressione: Il Sesso Occasionale Può Farti Crollare

Promiscuità e depressione_ il sesso occasionale può farti crollare_

Articolo scritto dal Dr. Andrea Catena

La sessualità, se vissuta in maniera libera e consapevole, non solo è estremamente appagante ma ha anche proprietà antistress (per via del rilascio di determinati neurotrasmettitori responsabili della sensazione di benessere durante e dopo l’atto); insomma, più sesso si fa, meglio è! 

Eppure, il sesso occasionale nasconde dei rischi, legati non solo alle insidie delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche al benessere psicologico. Scopriamo insieme quali.

Sesso occasionale: definizione

Il sesso occasionale è definibile come un’attività sessuale fra individui non legati da una relazione sentimentale; con il termine “hooking up” (dall’inglese beccarsi, incontrarsi) si intende esattamente questo, ovvero un incontro sessuale che coinvolge il piacere fisico senza necessariamente prevedere o includere legami emotivi o impegni. La pratica del sesso occasionale è ovviamente storicamente orientata: ad oggi, infatti, il “sesso libero” rappresenta una normalità più che un’eccezione.

Sesso occasionale e stereotipi di genere

Sebbene, come già accennato, il sesso occasionale sia ormai ampiamente diffuso, permangono differenze fra maschi e femmine perlopiù legate a fattori culturali; infatti, mentre i maschi riportano perlopiù un vissuto di orgoglio e di soddisfazione per l’avventura di una notte, fra le femmine il vissuto emotivo del “giorno dopo” si tinge di senso di colpa, vergogna e pentimento.

Il motivo è da ricercarsi in una rete di stereotipi ancora viva nella società odierna che vede come non solo socialmente accettabile ma motivo di orgoglio la numerosità di partner occasionali nell’uomo, mentre associa la promiscuità sessuale nel sesso femminile a qualcosa di deprecabile e di cui vergognarsi.

Sesso occasionale e rischi

Il sesso occasionale, a prescindere dal genere di chi lo pratica, nasconde dei rischi: i più evidenti e lampanti sono i rischi associati alla trasmissibilità delle malattie veneree. Infatti, secondo l’istituto superiore di Sanità, più dell’80% di nuovi casi di infezione da HIV registrati in Italia nel 2019 sono imputabili a sesso non protetto, rendendo l’AIDS tutt’altro che in declino nella società occidentale. Sempre più studi, però, stanno concentrando la propria attenzione sulle implicazioni psicologiche della promiscuità sessuale, associandola, in determinati casi, a depressione.

Attenzione però: questa correlazione non ci porta a concludere necessariamente che pratiche sessuali promiscue siano causa di depressione, anzi; potrebbe essere vero il contrario.

Al pari del consumo di alcool, del mangiare, del gioco d’azzardo, dello shopping, il sesso promiscuo 

Potrebbe rappresentare una delle modalità impulsive con cui alcuni individui tentano di far fronte a stati depressivi e sensazione di “vuoto”. Sono proprio questi casi, caratterizzati da un importante livello di impulsività, ad essere maggiormente correlati a rischio di trasmissione di malattie veneree.

La psicoterapia aiuta

Il problema, dunque, non risiede nella pratica promiscua dell’attività sessuale di per sé quanto piuttosto nel vissuto soggettivo del singolo che la pratica; interventi psicoterapeutici – come ad esempio la terapia cognitivo comportamentale – forniscono validi strumenti di coping per far fronte alla sofferenza psicologica che potrebbe sottendere a comportamenti sessuali compulsivi: il chiedere aiuto è il primo passo!

Conclusioni

Riconoscere i segnali del disagio psicologico e ricorrere alle strategie adeguate per fronteggiarlo, permettono di poter tornare a vivere la sessualità – anche quella più libera e promiscua – con consapevolezza, sicurezza e serenità.

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