Rischio suicidario: cause e fattori di rischio

rischio suicidario non solo depressione

Articolo scritto dalla Dr.ssa Stefania Celadin 

1.Dieci settembre, Giornata mondiale per la Prevenzione del Suicidio

1.1 Cos’è il suicidio?

Per suicidio si intende “qualsiasi atto umano volto a provocarsi intenzionalmente la morte” oppure “la soppressione della propria vita mediante un’azione volontaria, commissiva o omissiva”. Per Emile Durkheim, famoso sociologo che ha studiato a fondo il suicidio scrivendone un importante saggio (Titolo), “il termine suicidio va applicato a tutti i casi di morte risultanti direttamente o indirettamente da un atto positivo (ad es. il suicidio altruistico, in cui un individuo si sacrifica per preservare dei valori) o negativo della vittima (ad .es. il suicidio egoistico, in cui un individuo si suicida per proprie sensazioni e vissuti), consapevole delle conseguenze del proprio agito”. Capita inoltre che non tutti i gesti suicidari esitino in suicidio, anche in presenza di una chiara volontà di morte, mentre alcune azioni non finalizzate realmente alla morte, abbiano esiti letali. Per questo l’OMS usa il termine parasuicidio  come “atto con esito non fatale che induca un individuo, deliberatamente, ad un comportamento non abituale che, senza l’aiuto di altri, danneggia se stesso, oppure l’ingestione di una sostanza generalmente riconosciuta terapeutica che gli/le era stata prescritta, mirando ad ottenere, in diretta conseguenza di ciò, un danno fisico”. 

Nel suicidio vero, sia che esso si realizzi o meno, l’azione compiuta corrisponde ad una precisa volontà di morte, nel parasuicidio invece, l’atto è teso a trasmettere un messaggio ad altri (richiesta d’aiuto o segnale di allarme) e ad esprimere una liberazione di aggressività.

1.2 La Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio 

Il 10 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. Si tratta di un’iniziativa sostenuta dall’International Association for Suicide Prevention (IASP), e insieme dalla World Health Organization (WHO), il cui obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza nella comunità scientifica e nella popolazione generale che il suicidio è un fenomeno che può essere prevenuto. Ogni anno relatori illustri di fama internazionale, insieme ad associazioni di persone sopravvissute e professionisti della salute mentale si riuniscono al fine di presentare tutte le ricerche, i risultati e le nuove prospettive nell’ambito della prevenzione del suicidio nel mondo.

I dati emersi da studi internazionali, evidenziano il fatto che il comportamento suicidario è un fenomeno complesso e solitamente una sola causa non è sufficiente a spiegare un atto suicidario. Durante gli ultimi tre decenni la raccolta di fattori di rischio per il suicidio hanno evidenziato cause biologiche, culturali, psicologiche, contestuali che possono influenzare il rischio di suicidio.

2. Eziopatogenesi e fattori di rischio 

2.1 Le cause

Dal punto di vista delle cause che possono determinare il comportamento suicidario, sono state proposte varie ipotesi aderenti ad altrettante visioni interpretative:

  1. Interpretazione sociologica: il suicidio può essere determinato da fattori ideologico-culturali (es.Kamikaze), oppure determinato da un eccesso di individualità per cui il soggetto perde il senso di appartenenza alla comunità, il suicidio può essere inoltre legato a gravi crisi politico-economiche o ad improvvisi sviluppi di benessere che determinano una perdita del sistema di valori, regole e discipline, o ancora determinato da un’esagerata pressione di regole e norme che l’individuo non è in grado di sostenere
  2. Interpretazione psicologica: diversa a seconda del modello di riferimento (psicodinamico, cognitivo comportamentale, fenomenologico ecc.), analizza il funzionamento psicologico alla base del comportamento suicidario inquadrandolo come un atto di aggressività autodiretta o distorsione del pensiero piuttosto che determinato da problematiche esistenziali. 
  3. Interpretazione biologica: presenza di bassi livelli liquorali di un metabolita della serotonina riscontrabile sia in soggetti depressi che compiono atti suicidari, sia in soggetti affetti da schizofrenia, abuso di alcool, disturbi di personalità e caratterizzati da comportamenti violenti impulsivi che pure tentano il suicidio. Vi sono inoltre altre variabili biologiche legate all’escrezione di cortisolo,livelli di colestrerolo e funzioni immunitarie.
  4. – Interpretazione psichiatrica: suicidio come conseguenza certa di malattia mentale.
  5. – Interpretazione filosofica: suicidio come espressione di libera scelta e quindi razionale.

2.2 I fattori di rischio

I fattori di rischio suicidario non si limitano soltanto alla presenza di una diagnosi di depressione come comunemente si crede, riguardano diversi aspetti della salute mentale, ma anche eventi psicosociali, caratteristiche di personalità, malattie fisiche, fattori biologici. 

Le malattie psichiatriche che più comunemente possono portare al suicidio e al parasuicidio sono: 

  1. Episodio depressivo maggiore
  2. Altre depressioni
  3. Abuso di sostanze
  4. Schizofrenia
  5. Disturbi di personalità di tipo borderline e antisociale
  6. Bulimia
  7. Attacchi di panico e fobie sociali
  8. Forme iniziali di demenza
  9. Stati confusionali
  10. Patologie o nuclei narcisistici

Gli eventi psicosociali che maggiormente possono favorire o innescare propositi autosoppressivi sono:

  1. Lutto
  2. Rotture di importanti relazioni interpersonali
  3. Fallimenti personali o improvvisa perdita di un ruolo
  4. Scacco narcisistico
  5. Sradicamento dal proprio contesto
  6. Imitazione
  7. Gravi malattie fisiche
  8. Uso di alcuni farmaci, alcol e droghe
  9. Antecedenti suicidari in famiglia
  10. Ricorrenze importanti
  11. Storia di acting o comportamenti criminali 
  12. Precedenti parasuicidi
  13. Isolamento sociale
  14. Età senile
  15. Condizioni di divorziato-separato-vedovo

Le caratteristiche di personalità che rendono una persona maggiormente predisposta all’atto suicidario sono:

  1. Incapacità a trovare soluzione
  2. Convinzione di essere senza speranza
  3. Scarsa flessibilità di pensiero
  4. Forte carica aggressiva 
  5. Bassa autostima
  6. Bisogno di approvazione
  7. Tendenza all’agito

Le malattie fisiche a maggior rischio suicidario sono:

  1. Cancro
  2. Infezione da HIV
  3. Soggetti trattati in emodialisi
  4. Sclerosi multipla
  5. Epilessia
  6. Amputazioni

Se stai attraversando un momento di difficoltà e ti capita o ti è capitato di pensare al suicidio, rivolgiti ad un professionista e chiedi aiuto. 

Stai attraversando un momento difficile? Prenota una sessione gratuita e inizia ora a risolvere i tuoi problemi, attraverso l’aiuto della Dr.ssa Stefania Celadin. 

I Nostri Link Preferiti