Spariti nel Nulla: Che Cos’è il Ghosting e Perché Sempre Più Persone ne Sono Vittima

Spariti nel nulla che cos’è il ghosting e perché sempre più persone ne sono vittima

Articolo scritto dalla Dr.ssa Silvia Ardizzone

Le infinite possibilità del web e l’utilizzo dei social network hanno permesso a tanti di noi di intrattenere relazioni interpersonali con facilità e interagire costantemente attraverso chat e reactions. Tutto questo ha  sicuramente raddoppiato le occasioni di incontro e facilitato anche l’instaurarsi di vere e proprie relazioni affettive. Il problema è che, così come si sono create, con la stessa facilità possono concludersi. Così, qualche volta, accade che la persona con cui si aveva una relazione sparisca nel nulla e interrompa di colpo ogni comunicazione. 

1. Che cos’è è il ghosting?

Il ghosting è  definito come il comportamento di chi decide di interrompere bruscamente una relazione sentimentale e di scomparire dalla vita del partner, rendendosi irreperibile. Può essere preceduto da alcuni indizi preliminari oppure verificarsi all’improvviso: la persona con cui credevamo di essere in relazione smette di cercarci, risponderci, essere raggiungibile ed esistere per noi.

In un epoca in cui anche a lavoro la reperibilità 24/7 sembra ormai di moda,  l’assenza diventa una chiara forma di comunicazione circa le volontà di quella persona nei nostri confronti.

2. Chi è il ghoster?

Al fine di proteggerci da eventuali incontri indesiderati, ci si interroga su quali siano le caratteristiche del ghoster e quali i segnali a cui prestare attenzione prima di intraprendere una relazione.  È possibile, effettivamente, riconoscere qualche tratto comune tra i vari ghoster, ma farne un identikit è ben altra cosa. 

Grazie ad alcune recenti ricerche sappiamo che tratti narcisistici e machiavellici possono essere correlati alla personalità di chi mette in atto questo tipo di comportamento. Queste persone, infatti, potrebbero manifestare aspetti di grandiosità ed egocentrismo, comportamenti manipolativi e un atteggiamento poco empatico nei confronti del partner. 

Verrebbe da dire che, già prima del ghosting, è bene riflettere sul tipo di relazione che si sta intraprendendo con queste basi! Questo è vero soprattutto per quelli di noi che nei confronti dell’altro hanno un atteggiamento più ansioso e dipendente e che per questo rischiano di diventare le vittime perfette all’interno della relazione.

3. Perchè si fa ghosting?

Sappiamo, quindi, che il motivo della fuga potrebbe dipendere da un’attenzione esclusiva ai propri bisogni e da una scarsa empatia nei confronti dei sentimenti del partner. Non è, però, tutto qui. 

Alcuni studiosi hanno analizzato le variabili che potrebbero spingere la persona ad attuare questi comportamenti verso il partner. Quello che è emerso è che  il ghosting sembra essere la strategia più semplice per concludere una relazione. Il ghoster esce di scena  e raggiunge il suo obiettivo, senza la briga di dover affrontare le proprie emozioni e quelle del partner. 

Spesso è messo in atto nelle relazioni nate da poco, quando l’attrazione iniziale diminuisce e ci si accorge che la persona con cui ci sentiamo non fa per noi. In questo caso la relazione non sembra così significativa da richiedere una rottura  formale. 

In altri casi il ghosting diventa un modo per rompere con una persona da cui ci sentiamo minacciati e con cui avere un confronto non ci fa sentire al sicuro.

Qualunque sia la ragione, il ghosting è fondamentalmente una forma di evitamento. Ogni ghoster, in questo modo, evita qualcosa di spiacevole a cui non si vuole sottoporre. Forse qualcuno è più sensibile al senso di colpa e, così facendo, evita di avere a che fare con la reazione spiacevole che potrebbe aver causato all’altro. Forse altri evitano un conflitto, qualora il partner avesse reagito con rabbia. 

Ciò che è chiaro è che, evitando, non si scappa davvero. Dopo il sollievo iniziale, le sensazioni negative, quando non si affrontano ed elaborano, tornano a rincorrerci  ed è impossibile per il ghoster scappare così lontano da non farsi raggiungere.

4. La vittima

Lasciarsi è doloroso, che sia dal vivo, con un messaggio o con una telefonata. Nessuna conversazione o chiarimento ci esula dalla tristezza che accompagna la perdita. Ciò che vorremmo non c’è più e questo inevitabilmente ci fa soffrire. 

Ma cosa rende, allora, l’esperienza del ghosting così unica? 

Ciò che consente di  superare il dolore di una perdita  è camminare lungo il percorso che porta all’accettazione di quanto accaduto. È più che normale, prima di arrivare a destinazione, passare per emozioni di rabbia, incredulità, disperazione… Ad un certo punto, però, tutto questo sembra allontanarsi. Accettare che sia finita ci permette di riorganizzare i propri progetti, investire in altre aree di vita importanti per noi, ritrovare l’interesse per le cose che amiamo, voltare lo sguardo verso il futuro.

Questo è ciò che toglie il ghoster alla sue vittime, che rimangono intrappolate in questo percorso, incapaci di andare avanti o di tornare indietro. L’ambiguità, infatti, blocca il processo del lutto. Le persone comunicano costantemente tra loro per diminuire l’incertezza; in assenza di comunicazione potremmo trovarci a non sapere cosa stia accadendo e come reagire. Alcune volte ci si arrovella sul perché il partner abbia messo in atto questo comportamento e quale sia la nostra responsabilità. In questo modo, continuiamo a cercare delle risposte, rimanendo attaccati a qualcosa che non esiste più, con lo scopo di dare un significato all’esperienza che abbiamo avuto e un ordine alla confusione. 

La spiacevole verità, però, è davanti a noi e l’assenza è inequivocabilmente una risposta. Basta solo spostare lo sguardo e volgerlo verso l’orizzonte.

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