Still Alice: Una Storia di Malattia, di Cura e di Resilienza Familiare

Still alice_ una storia di malattia, di cura e di resilienza familiare

Articolo scritto dalla Dr.ssa Marta Zaro

Sono molte le persone che, nel corso della vita, si trovano ad affrontare una malattia degenerativa propria o di un familiare. Si tratta di una situazione molto complessa che mette a dura prova la tenuta della persona e dell’intera rete familiare e sociale. Complice l’invecchiamento della popolazione, quella della convivenza con una malattia cronica è una problematica condivisa da un numero crescente di persone con un grosso impatto anche a livello macro-sociale. Un interessante film “Still Alice” affronta con delicatezza questo tema.

Il film

La pellicola, girata dai registi Wash Westmoreland e Richard Glatzer e tratta dal libro “Perdersi” di Lisa Genova, racconta la storia di Alice, una affermata docente universitaria, che dopo alcune dimenticanze e allarmanti episodi di disorientamento, scopre di essere affetta da una forma precoce di Alzheimer. La protagonista assieme al marito e ai tre figli affronta con sofferenza e coraggio il difficile percorso della malattia. Il film è fortemente centrato sulla figura della protagonista, ma offre, a tratti, anche alcuni spunti sui vissuti degli altri personaggi, in particolare, del marito e della figlia minore Lidia.  La recitazione è molto composta e, senza cedere a pietismi e sensazionalismi, racconta il percorso della malattia: dalle fasi iniziali a quelle più avanzate mostrando un esempio di possibile processo di elaborazione. Inizialmente la protagonista vive sentimenti di paure e incredulità, ma lotta con determinazione per conservare i suoi ricordi, le sue abilità e il suo ruolo; nella fase finale in cui la malattia si aggrava e molte delle sue capacità sono andate perdute, la protagonista grazie al contatto con le emozioni, con i sentimenti legati alle relazioni costruiti nella vita, rimane sempre se stessa, come dice il titolo “Still Alice”.

Ecco alcune tematiche rilevanti che vengono spesso portate dai pazienti che affrontano una malattia e dai loro familiari su cui il film offre interessanti spunti.

La perdita

Aspetto centrale è l’elaborazione della perdita: la persona che viene colpita dalla malattia si trova a perdere progressivamente diverse funzionalità con un impatto significativo sull’autonomia, la libertà di movimento, la possibilità di svolgere alcune attività (in alcuni casi il lavoro), il ruolo sociale abituale, il benessere fisico ecc…. Allo stesso modo i familiari vengono colpiti da una perdita di parti della persona che “non è più la stessa di prima”. Tutto questo richiede un processo faticoso di elaborazione che, a seconda delle situazioni, può percorrere strade diverse. Vissuti di rabbia, negazione, tristezza, solitudine accompagnano spesso questa esperienza. Le emozioni non sono giuste o sbagliate, ma è fondamentale avere spazi di condivisione ed elaborazione di ciò che sta accadendo.

La crisi dell’identità 

“Posso vedere le parole che galleggiano davanti a me, ma non riesco a raggiungerle e non so più chi sono e cosa perderò ancora”.  In questa frase Alice, la protagonista, tocca un tema cruciale strettamente connesso a quello della perdita: la crisi dell’identità. Il nostro lavoro, le nostre passioni, la posizione all’interno della nostra famiglia sono ruoli che ricopriamo e parti importanti che vanno a comporre la nostra identità. Perdere totalmente o in parte questi aspetti mette in forte crisi l’identità della persona che spesso perde quelle che costituivano parti importanti e pilastri del proprio concetto di sé e che si trova ad affrontare il difficile compito di ritrovare nuovi aspetti su cui ricostruire se stesso.

I rapporti con la famiglia 

Una malattia è un evento critico che colpisce tutto il nucleo familiare: una famiglia si trova, in modo, spesso inaspettato, a doversi riorganizzare e a mettere in discussione gli equilibri creati negli anni. Un evento stressante come la malattia di un membro della famiglia può far riemergere o esacerbare conflitti e problematiche familiari.  

Oltre a questo i familiari affrontano la difficoltà di prendersi cura della persona colpita dalla malattia. Il ruolo di un Caregiver (persona che si prende cura volontariamente di un’altra) comporta molte rinunce, un grande sforzo fisico e mentale e, spesso, vissuti di forte costante stress e solitudine.

Risorse e resilienza 

Accanto agli inevitabili vissuti di sofferenza e difficoltà è importante sottolineare l’importanza delle risorse che è possibile mettere in campo per affrontare la malattia. In ciascuno di noi si possono trovare punti di forza che possono aiutare ad affrontare positivamente le difficoltà, queste risorse possono essere personali, familiari o dell’ambiente sociale e, in alcuni casi, sono aspetti che inizialmente erano sottovalutati. È molto comune che le persone che convivono con una malattia o i loro familiari dicano “non avrei mai pensato che sarei riuscito/a ad affrontare tutto questo”, una grande difficoltà è spesso anche un’occasione in cui si scoprono parti di sé e anche possibilità a cui prima non si pensava. Una persona o una famiglia che riesce, anche con sofferenza, a “cambiare”, adattandosi in modo flessibile può affrontare positivamente molte sfide, per questo si parla di “resilienza”.

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