Succede Sempre Qualcosa di Meraviglioso

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Articolo scritto dalla Dr.ssa Chiara Faustino

1. Il libro come stimolo per migliorare

Questo libro di Gianluca Gotto mi è stato suggerito in un momento particolare della mia vita. Inizialmente ero un po’ scettica circa i contenuti del libro, in quanto mi aspettavo la solita “trovata” commerciale. In realtà, leggendolo, ho potuto apprezzare ogni singola parola e pagina, come arricchimento personale. 

Spesso può succedere che i libri ci facciano da “compagni di viaggio”, in determinate situazioni, ci ispirano e evocano sensazioni in noi che erano assopite. Ecco che il libro diventa uno strumento importante per evolvere e migliorarci.

2. I temi principali del libro

Il libro descrive il percorso spirituale e personale del protagonista, Davide, che si ritrova, ad un certo punto della sua vita, a dover mettere in discussione se stesso: le sue credenze, le sue paure, le sue certezze, il suo modo di vedere e reagire alla realtà che lo circonda. Questo viaggio interiore si traduce anche in un viaggio concreto che Davide fa lungo tutto il Vietnam, un viaggio alla ricerca di risposte, che lo porteranno poi a scoprire nuovi punti di vista. Verrà accompagnato da Guilly, personaggio che sarà suo mentore e guida spirituale, fonte di ispirazione concreta. 

Capita a volte di ritrovarsi in momenti critici che ci portano ad un bivio: continuare a vivere come si è sempre fatto oppure cambiare qualche aspetto della nostra vita. Ciò può rappresentare un’importante opportunità di crescita ed evoluzione personale, anche se naturalmente può essere circoscritta da alcuni ostacoli e sfide da superare. Ma come recita un antico Koan giapponese “Il fallimento è l’arma che mi permette di salire un gradino in più”. 

Una delle chiavi di lettura del libro è proprio quella che, se si vuol correre il rischio di migliorare la propria vita, bisogna anche mettersi in gioco con umiltà d’animo. 

3. Gli insegnamenti di Guilly

Durante il viaggio, il protagonista fa propri una serie di precetti e insegnamenti del maestro Guilly, sperimentandoli direttamente su di sé. Tutto ciò può essere descritto e suddiviso in 4 principali aree. 

3.1 La cura delle emozioni

Nel libro viene trasmesso il messaggio secondo cui le emozioni vanno accettare, curate e valorizzate. Per quanto riguarda la tristezza, Guilly sostiene che vada vissuta fino in fondo, come opportunità per essere più consapevoli di ciò che ci fa stare bene e ciò che ci fa star male. Bisogna concederci di soffrire per smettere di soffrire, altrimenti l’emozione della tristezza di esaspera e non trova sfogo. Voler vivere una vita senza sofferenze è un’illusione che ci porta a soffrire ancora di più. Spesso ci fa vivere nel passato, in qualcosa che abbiamo perduto, perdendo di vista il nostro presente. L’aspetto della felicità invece è visto come una conquista, come un mettersi in gioco per ottenerla e mantenerla nel tempo, senza pretenderla o cercarla in maniera spasmodica. E’ frutto sia di scelte che del caso. La paura ci aiuta a salvaguardarci, ma a volte può anche limitarci: per questo occorre vincerla e trasformarla in coraggio. Inoltre vivere in funzione di qualche paura non ci fa vivere il momento presente, ci fa vivere un futuro ignoto di cui non sappiamo nulla (a maggior ragione, ci spaventa). La rabbia viene descritta come qualcosa che ci avvelena dentro, che ci logora: può essere utile solo come spinta nel raggiungere obiettivi, per motivarci. Ma in generale va canalizzata nel giusto modo. L’amore, che è più un sentimento, va accolto senza timori, valorizzato come qualcosa che ci arricchisce. 

3.2 Non tutto è sotto il nostro controllo

Un’altra importante consapevolezza riguarda la società che spinge a voler tenere tutto sotto controllo, scontrandosi con realtà che naturalmente ci sfuggono e che non sono controllabili. Pertanto occorre essere flessibili, non irrigidirsi, cercare di non preoccuparsi in anticipo per qualcosa che non è sicuro che succederà. Inoltre lasciare andare gli eventi e certi aspetti di noi ci aiuta, paradossalmente, ad avere ancora più autocontrollo. In tutto ciò rientra anche l’argomento dei pensieri, che vanno riconosciuti e accettati solo quando non ci limitano. Se ci limitano, vanno messi da parte. 

3.3 Essere pazienti e calmi

La fretta e l’urgenza ci spingono a volte e perdere di vista le cose essenziali, ci mettono sotto pressione senza alcuna utilità. Per se stessi e gli altri è più utile essere gentili e pazienti, inoltre spesso è più opportuno fare una cosa alla volta, con calma, altrimenti si va fuori strada. Fermarci sul qui e ora ci permette di prendere consapevolezza di noi, delle nostre sensazioni, del nostro corpo, della nostra mente. 

3.4 Meno ego, più gli altri

Infine, come esseri umani, spesso siamo portati a ragionare, sentire, pensare, reagire solo dal nostro punto di vista, senza tener conto delle realtà altrui. Questo può creare notevoli difficoltà e sofferenze: considerare il punto di vista degli altri è utile per tutti, fa sentire più compresi anche noi stessi (se capisco te, capisco me. Se capisci me, capisco te). Inoltre ciò valorizza le cose importanti della vita, i punti fermi che rimangono lì nonostante tutto. Il sole sorgerà e tramonterà sempre, nonostante tutto.

4. Spunti di riflessione

Se la lettura di questo articolo ha stimolato in te riflessioni e spunti, sappi che quello che è successo a Davide, può succedere anche a te, in tanti modi. Uno di questi è intraprendere un percorso di crescita personale, con l’aiuto di un professionista che sarà il tuo punto di riferimento e guida. 

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