The Special Need: Uno Sguardo Sulla Sessualità In Condizioni Di Disabilità

the special need

Articolo scritto dalla Dr.ssa Marta Zaro

La sessualità rappresenta un aspetto fondamentale per ogni essere umano e, naturalmente, anche per le persone   con disabilità. In questo caso, tuttavia, questo aspetto non sempre viene riconosciuto o trattato adeguatamente, a causa di pregiudizi, tabù e paure ancora radicati nella nostra società.  

Trattare la dimensione sessuale è, però, fondamentale per permettere una reale inclusione nella vita sociale e uno sviluppo armonico della persona; interessa, infatti, aspetti profondi della nostra identità e della nostra storia personale in termini emozionali, fisici, psicologici, relazionali, etici e spirituali. 

La componente sessuale riveste, inoltre, un ruolo fondamentale nella costruzione dell’autostima e della percezione di sé. 

1. Alcuni aspetti problematici per le persone con disabilità 

Vediamo ora alcuni degli aspetti che possono risultare difficili da affrontare per le persone con disabilità nella sfera sessuale. Come accennato sopra, la dimensione sessuale nelle persone con disabilità viene spesso negata o nascosta: si possono innescare processi come “l’infantilizzazione” (trattare la persona con disabilità come un “eterno bambino) e “l’angelizzazione” (dare spazio solo alla componente intellettuale e spirituale trascurando l’aspetto corporeo e sessuale). Questo avviene nonostante molte persone con disabilità siano sessualmente attive e abbiano relazioni di coppia.  Questo può accadere sia in ambito familiare sia all’interno delle strutture da parte degli operatori sanitari e socio sanitari: a volte la sessualità nella persona con disabilità viene vissuta come un problema da risolvere e non come una normale componente della persona. Vengono, a volte, limitate alcune opportunità di socializzazione che possono rappresentare importanti occasioni per lo sviluppo anche della dimensione sessuale anche nel tentativo di “proteggere” le persone dal rischio di subire abusi, di incorrere in delusioni e di mettere in atto comportamenti problematici.

Possono, inoltre, esserci problematiche legate all’accessibilità di enti e servizi sanitari dove  si dovrebbero trovare supporto e informazioni; la minore autonomia personale e possibilità di movimento può, inoltre, limitare la privacy e  la libertà necessarie a sperimentare la dimensione sessuale.

Ulteriori aspetti per cui le persone possono necessitare di sostegno riguardano, ad esempio, i vissuti legati alla propria immagine corporea e problematiche funzionali in caso di disabilità fisica o difficoltà comunicative e relazionali e legate allo sviluppo cognitivo per le persone con disabilità intellettiva e relazionale.

Il film “The special need” tratta in modo leggero questa importante e delicata tematica e può costituire un interessante spunto di riflessione.

2. Il film: la trama

“The special need” è un film documentario diretto da Carlo Zoratti uscito nelle sale nel 2014. Il film racconta la storia di Enea, un giovane di circa 30 anni affetto da autismo; Enea ha un lavoro e degli amici e ha il desiderio di fare finalmente l’amore. I suoi amici Carlo e Alez decidono di aiutarlo a realizzare il suo desiderio e, per farlo, partono con lui per un viaggio attraverso l’Europa che li porterà ad incontrare varie realtà superando, con la loro amicizia,  difficoltà e pregiudizi. 

Il film  mostra inizialmente le difficoltà di Enea che cerca approcci con le ragazze senza successo e la continua ricerca dei suoi amici nel cogliere i suoi segnali e comprendere i suoi vissuti e i suoi bisogni. Non è un caso che il film si svolga in viaggio che, oltre che fisico e di incontro con varie figure, diventa viaggio interiore, di formazione e di scoperta di sé e dell’altro. Il film riesce ad alternare momenti di leggerezza e ironia a spunti di riflessione privilegiando la spontaneità del protagonista.

3. Una storia nella storia 

Enea Gabino è amico di Carlo Zoratti anche nella realtà, così anche altri personaggi, come la terapista di Enea, sono reali. Il regista ha scelto in un secondo momento di entrare in scena anche come attore proprio per venire incontro alle necessità di Enea. Il risultato è un film che racconta una storia che coinvolge in prima persona i protagonisti e che valorizza la spontaneità e le peculiarità del protagonista.

4. Uno sguardo sulla complessità 

“È solo di sesso che ha bisogno Enea?” Gli amici ad un certo punto del film si pongono questo interrogativo iniziando a cogliere quanto la dimensione sessuale sia molto più complessa e profonda e non si esaurisca esclusivamente con l’esperienza del sesso. L’incontro che avviene nel film con un’assistente sessuale in Germania aiuta i tre amici a mettere a fuoco quanto il bisogno di sesso di Enea sia anche e, soprattutto, bisogno di amore, di una relazione con una persona.

La sessualità è una parte fondamentale della vita di ciascuno di noi e comprende diverse dimensioni (fisica, affettiva, relazionale, spirituale, etc.). Tutti hanno diritto e possono raggiungere un benessere sessuale, ma a volte si possono incontrare ostacoli. 

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