Tradimenti E Gelosia: Il Ruolo Degli Ormoni

tradimenti e gelosia , il ruolo degli ormoni

Articolo scritto dalla Dr.ssa Alessandra Di Toro  

Quando sentiamo parlare di tradimenti e di gelosie, il pensiero di ognuno di noi va subito al rapporto di coppia, il riferimento a noi stessi e al nostro partner nelle relazioni è immediato.

Ma non sono elementi esclusivi della relazione di coppia, possiamo provare gelosia per qualsiasi persona importante per noi ed altrettanto essere traditi da chiunque. La nostra mente ci riporta comunque alla relazione amorosa, perché fonte di sofferenza e dolore quando entrano in gioco questi due componenti.

Analizziamo entrambi questi aspetti nella relazione di coppia.

1. La gelosia

La gelosia può essere definita come il timore di perdere il nostro o la nostra amato, l’oggetto del nostro desiderio, e che qualcun altro/a possa impossessarsene. 

Ci accompagna per tutto il corso della nostra vita: nella prima infanzia c’è la gelosia verso i genitori e verso oggetti particolarmente importanti, abbiamo poi la gelosia nell’ambiente scolastico e lavorativo, gelosia nella forma di competizione, per arrivare infine alla gelosia che minaccia la vita di coppia.

È un costante senso di minaccia o di sospetto, quello che ci spinge a voler sapere perché non ha risposto subito al telefono e con chi stava parlando, o il perché sia tornato/a più tardi del solito dal lavoro o dalla palestra. Fino ad un certo punto il partner può anche essere contento della gelosia dell’altro, conferma questa del suo interesse, ma i problemi nascono quando si superano i limiti e diventa una vera ossessione, o all’estremo anche causa di violenza fisica o verbale.

La differenza con l’invidia, è nella natura dell’oggetto. Mentre nella gelosia, l’oggetto o la persona già si possiede, nell’invidia, invece, l’oggetto è in possesso di qualcun altro, ma si vorrebbe fortemente, come ad esempio una caratteristica fisica o una relazione con una specifica persona. 

La gelosia verso la persona amata è quella romantica, caratterizzata dalla presenza di tre persone: se stessi, la persona amata e il rivale. La convinzione di possedere la persona amata e di poter obbligare o vietare determinati comportamenti è fortemente presente. Spesso però il rivale non è reale, non è presente nella vita della coppia, ma è solo frutto di un timore, un timore di perdita, paura di subire un danno e una perdita di autostima. Le azioni compiute dal partner geloso, sono spesso il risultato di   un’insicurezza, del non sentirsi all’altezza del partner a differenza di qualcun altro/a che potrebbe prendere il proprio posto nella relazione. 

La persona gelosa quando si trova nel pieno della crisi di gelosia, può ricordare con estrema precisione ogni minimo dettaglio dell’avvenimento, dal giorno, all’orario, all’abbigliamento e alle esatte parole pronunciate o scritte.

La sensazione di possesso, quella che ci fa provare la gelosia, che ci fa considerare il partner una nostra proprietà, è strettamente correlata alla produzione di un neurormone, la vasopressina, chiamata anche l’ormone della monogamia.

Viene rilasciata dall’ipotalamo (struttura situata al centro tra i due emisferi cerebrali), durante l’atto sessuale, ed è responsabile dell’aggressività dei maschi verso gli altri maschi rivali, e del comportamento dei genitori di protezione verso i loro figli. Negli uomini regola anche la formazione dei legami affettivi, l’attaccamento al partner. 

Le donne sembrerebbero aver più paura di un tradimento sul piano sentimentale, mentre gli uomini di un tradimento a scopo sessuale. 

2. L’infedeltà

Nella nostra società occidentale la fedeltà è considerata un valore, risultato dei pensieri e dei comportamenti dell’individuo, in interazione con la cultura di riferimento. Nella cultura occidentale l’atto del tradimento viene condannato, e chi lo compie è considerato come una cattiva persona. La stessa situazione, in altre culture, è assolutamente normale.

Ma, oltre le considerazioni di natura culturale o religiosa, diversi studi si sono concentrati sul trovare una spiegazione all’infedeltà nei fattori biologici ed ereditari, quindi innati. 

L’ormone vasopressina è di fondamentale importanza nella regolazione dei processi di collaborazione e cooperazione nella coppia, e aumenta insieme all’ossitocina, nella fase di attaccamento della relazione, dopo il periodo dell’innamoramento. 

La vasopressina ha anche la funzione di regolare la soddisfazione post orgasmica, che determina anche in parte, il grado di fedeltà di un partner. 

Sia negli uomini che negli animali, una bassa quantità di vasopressina prodotta e una minore sensibilità ai recettori di questa, possono essere predittivi di comportamenti poco fedeli.

Secondo uno studio condotto da Hammock e Young nel 2002, in alcuni roditori come le arvicole, una gran quantità di vasopressina era correlata alla fedeltà. 

Mentre Walum e colleghi nel 2008, hanno sottoposto ad uno studio uomini sposati o conviventi da almeno 5 anni, in totale 552 coppie alle quali è stato somministrato un questionario per valutare l’attaccamento al partner. 

I membri delle coppie che riportavano un polimorfismo con sequenze non corrette sul gene chiamato AVPR1A nel cromosoma 12q14-15, avevano un minore attaccamento al partner, avevano avuto più crisi di coppia nell’ultimo anno e un maggior numero di tradimenti. 

L’infedeltà sarebbe quindi, non solo un comportamento scorretto, ma per la ricerca scientifica, potrebbe avere anche la sua utilità per la riproduzione e il mantenimento della specie. I maschi potrebbero avere maggiori possibilità di riprodursi grazie al numero maggiore di rapporti sessuali, e le femmine, avendo rapporti con più uomini, potrebbero avere il beneficio di un maggior numero di risorse e supporto, in caso di decesso o di abbandono da parte del partner ufficiale. 

Questi studi, possono indicare una maggiore predisposizione, ma bisogna sempre considerare tutti gli altri aspetti che caratterizzano una coppia, primo fra tutti il sentimento che lega i due partner, il contesto culturale e religioso in cui vivono, la capacità di comunicare all’interno della coppia e l’impegno che ognuno dei due mette per portare avanti il progetto di vita fatto insieme.

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