“Un attimo prima di cadere”: un libro che parla di pazienti, di terapeuti e di una vita

“Un attimo prima di cadere”: un libro che parla di pazienti, di terapeuti e di una vita

Articolo scritto dalla Dr.ssa Silvia Masci

Introduzione

“Un attimo prima di cadere” è un libro che parla di pazienti, di terapeuti e di una vita, quella di Giancarlo Di Maggio psichiatra e psicoterapeuta cofondatore del Centro di terapia metacognitiva interpersonale di Roma.

Un libro avvolgente, ironico e profondo, dove l’autore ci racconta la sua vita, i cambiamenti della psicoterapia sia nella pratica clinica sia a livello storico, ma soprattutto ci coinvolge nel suo stesso interesse verso le storie dei suoi pazienti, che evolvono con l’evoluzione delle tecniche di psicoterapia stesse.

Questo libro non è inquadrabile all’interno di una cornice classica, non è un saggio, non è una biografia, non è un romanzo è come se avesse una sua identità personale, non ascrivibile a nessun genere.

La copertina stessa in completo accordo con il titolo, un uomo in equilibrio su una fune, ci rimanda subito un’idea di precarietà diversamente interpretabile, da un lato verso la paura di cadere nel fare un passo in più, dall’altro verso un’idea di sensibilità dove ogni passo è tarato e ben pesato, quasi come nella terapia.

Come si struttura il libro

Leggendo il libro si crea fin da subito intimità con l’autore che apre la porta ai suoi sentimenti raccontando la perdita dell’amata moglie, da poco madre per la seconda volta, difficile rimanere impassibili di fronte a pagine cariche di amore, riconoscenza e, soprattutto, dolore.

Questo stesso dolore è trasformato dallo stesso autore in una spinta verso la scrittura e verso il ragionamento sul senso e l’utilità della psicoterapia, su cui si interroga per aiutare i suoi pazienti e per salvare sé stesso, un dolore così forte che lo smuove fino a capire l’importanza che riveste la possibilità di rivivere gli episodi traumatici, oltre il semplice ricordo, per arrivare a nuove consapevolezze, a formare nuovi schemi.

Scorrendo le pagine sono citati professionisti del calibro di Pierre Janet, Pat Odgen, Francine Shapiro, facendo riferimento ai grandi contributi che hanno apportato alla rivoluzione psicoterapeutica, l’autore riesce con grande semplicità e ironia a delucidare concetti molto complessi offrendo costanti riflessioni su questi diversi approcci, in una prospettiva integrativa di EMDR, terapia sensomotoria, Mindfulness e Schema Therapy. 

Dal punto di vista dell’autore l’azione terapeutica potrebbe essere riassunta in 6 tessere “ le tessere della metamorfosi” che l’autore mette insieme in questo modo:

“le emozioni, Tessera 1, guidano e influenzano ragionamento e decisioni. Le stesse decisioni sono influenzate anche dallo stato del corpo, e questa, è la Tessera 2. Tessera 3, la vita incide storie nel corpo e nell’immaginazione, le scene nucleari. […] Alcune persone particolarmente rilevanti della vostra storia sono entrate nella vostra mente e hanno plasmato il modo in cui agite e pensate e lo fanno nelle stesse aree in cui immaginate. È la Tessera 4. Se immaginiamo scene che ci riguardano il nostro corpo si prepara a metterle in atto, immaginare e agire sono in larga parte la stessa cosa e questa è la Tessera 5. Infine, ricordare, immaginare e pianificare il futuro sono per la mente la stessa cosa e hanno lo stesso identico potere di pre-muovere il corpo, stiamo parlando della Tessera 6. ”

Il libro intitolato “un attimo prima di cadere” ha un sottotitolo più piccolo e che da solo riempie di aspettative il lettore “la rivoluzione della psicoterapia” che per l’autore ha il suo centro nell’utilizzo del corpo, dove l’esperienza che ripara e cura è incarnata nel vissuto corporeo, citando le sue parole: “La paziente sente l’impatto fisico di ciò che sta facendo, il corpo si mobilita: questa è la rivoluzione esperienziale. Non è solo capire, è compiere un’azione nuova”. 

Conclusione

Il libro consente molti spunti di riflessioni teorici e tecnici. Di Maggio riesce con ironia e professionalità a infondere grinta nel cuore di ogni terapeuta e di ogni paziente utilizzando due tra le tecniche verbali più semplici la normalizzazione e la validazione. La professione dello psicoterapeuta è resa umana: il blocco delle paure che assalgono sia chi è alle prime armi sia chi ha molti anni di esperienza, la bellezza delle intervisioni tra colleghi che (chi fa questo lavoro lo sa bene) sanno essere illuminanti, il vortice dei drammi della vita quotidiana come la gestione di una casa, di una famiglia, di una vita e di un amore da elaborare. 

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