“Via dalla Zona di Comfort. Verso Nuove Emozioni Sportive”: Come Cambiare Vita Attraverso la Pratica Sportiva

foto via dalla zona di comfort

Articolo scritto dalla Dr.ssa Barbara Ostorero

Il libro “Via dalla zona di comfort” racconta l’esperienza sportiva dei due autori attraverso i loro vissuti emotivi; esso non è un manuale, ma il racconto della loro fatica, del loro impegno, della loro dedizione e soprattutto della loro forza di volontà per uscire dalla zona di comfort che si erano creati. 

1. Cos’è la zona di comfort? 

È uno stato comportamentale in cui la persona agisce da una posizione di ansia neutrale, portando a termine una serie di comportamenti per raggiungere un livello costante di prestazioni senza senso del rischio (White, 2009), ma soprattutto, essa non è qualcosa di statico, in cui ristagnare, anzi, essa dovrebbe essere in continua evoluzione, cosa che spesso non avviene, infatti, il benessere che esperiamo vivendo nella zona di comfort non è dato da emozioni positive (entusiasmo, soddisfazione) correlate a esperienze nuove, ma dall’assenza di emozioni negative (paura, incertezza, ansia), cioè, stiamo bene, perché siamo rintanati nel nostro rifugio, mentre il mondo fuori scorre davanti a noi. Questo era quello che stavano facendo i due autori di questo libro, rassicurati dalla loro routine, fino a quando la monotonia non è diventata noia.   

2. Quando abbandonare la zona di comfort?

  1. Quando ti rendi conto che non stai più evolvendo da un punto di vista emotivo e intellettuale e ti senti avvolto dall’apatia.
  2. Se non trovi mai nessuna nuova idea degna di tua considerazione, o ti senti profondamente demotivato e nessun progetto riesce a stimolarti.
  3. Quando hai paura di rischiare.
  4. Se per mesi o anni hai seguito la stessa routine tanto da non sentirti vivo e ti senti come isolato dal mondo.
  5. Se pensi di stare bene così, ma senti un grande vuoto dentro di te. 

3. Affrontare il cambiamento 

Non è mai semplice, perché decidere di cambiare comporta un grande sforzo, sia che si tratti di cambiare attraverso una pratica sportiva, sia attraverso un percorso psicologico. I protagonisti di questo libro hanno deciso di farlo con uno sport molto impegnativo come il Triathlon e non si sono risparmiati, anzi, si sono rimessi in gioco decidendo di uscire dal canto ammaliante delle loro zone di comfort e, insieme, sono andati alla scoperta del mondo. Non è stato facile, perché hanno dovuto attraversare momenti di gioia, ma anche di ansia, di scoramento e di rabbia e li raccontano e li condividono con noi lettori con tanta onestà. 

Non ci sono regole valide per tutti per cambiare, perché ognuno di noi è unico, ma ci sono dei piccoli suggerimenti per iniziare a farlo: 

  1. Guarda dentro di te, cerca di cogliere quegli automatismi che ti tengono legato alla tua routine quotidiana.
  2. Prova a modificare uno degli automatismi che hai individuato, uno soltanto, anche non troppo impegnativo, e osserva cosa succede in te e in chi è intorno a te.
  3. Procedi lentamente e per gradi, non si può cambiare se stessi in un baleno, perché, affinché sia efficace, deve essere un processo lento ma costante. 
  4. Concediti la possibilità di non pianificare ogni giorno della tua vita nei minimi dettagli, lascia aperta la porta agli imprevisti e accoglili non come seccature, ma come opportunità.
  5. Non spaventarti se ci vorrà del tempo, in fondo, è tutto tempo che stai dedicando per fare della tua vita qualcosa di straordinario.   

4. Raggiungere l’obiettivo uscendo dalla Comfort Zone

Sergio e Mauro, gli autori di questo libro, sono persone assolutamente normali, che attraverso il racconto vogliono condividere con il lettore cos’hanno imparato dalle loro esperienze, ma non ci fanno la classica lezione, semplicemente, ci accompagnano, quasi tenendoci per mano. E cos’hanno imparato? Hanno appreso che, se si vuole raggiungere un obiettivo, è necessario uscire dalla zona di comfort e che, per fare questo si fatica, ci si trova spesso a disagio e assaliti dall’ansia, ma questa ansia si rivela essere un tassello fondamentale, perché essa ci fornisce la spinta necessaria, poiché essa scomparirà quando avremo imparato a fare qualcosa di nuovo e ciò che prima sembrava impossibile, ora è diventato piacere e soddisfazione.    

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